“Che sia la volta buona”

Baracche a Messina

Apprendiamo con cauto ottimismo l’accordo raggiunto sulla riunificazione dei tre disegni di legge d’iniziativa dei parlamentari Matilde Siracusano, Francesco D’Uva e Pietro Navarra, relativi al risanamento delle aree degradate della città di Messina.

Il disegno di legge prevede uno stanziamento di circa 83 milioni l’anno, per tre anni, per complessivi 250 milioni. Questa somma rappresenta il valore aggiunto che va sommato agli stanziamenti ordinari, non a sostituirli, altrimenti sarebbe una grande beffa. Per questo i nostri parlamentari devono vigilare affinché non venga sottratto nulla ai foni ordinari (ex gescal), sia a livello nazionale che regionale.

Purtroppo questo è già accaduto con i fondi della L.R.10/90 che stanziava 500 miliardi delle vecchie lire per il risanamento di Messina. Ma le varie Amministrazioni succedutesi nel tempo, si sono concentrate sull’utilizzo di queste risorse tralasciando colpevolmente quelli ordinari.

Questo auspicabile finanziamento nazionale sommato ai residui stanziamenti della citata L.R. 10/90, ai fondi ordinari e a quelli previsti da ulteriori specifici provvedimenti, potrebbero rappresentare la svolta decisiva per la nostra città in tema di risanamento di aree degradate.

Ancora oggi restano in baracca 2720 famiglie per circa 6400 persone.

Bene fa la società ARISME ad applicare quanto già previsto nella legge 4/2002 (modifica della L.R.10/90), ovvero la possibilità di acquistare alloggi, con grandissimo risparmio di suolo, agevolando, tra l’altro, l’integrazione sociale tra famiglie. Ma, di pari passo, sarebbe opportuno portare a compimento i progetti relativi alla costruzione di alloggi già finanziati e fermi da moltissimo tempo. Cito solo il caso di Fondo de Pasquale, lato monte, ove era prevista la costruzione di 60 alloggi per 6 milioni di euro.

Per la gestione di questi 250 milioni (ma ci auguriamo siano di più), che ci sia un commissario esterno all’Amministrazione o che sia il Sindaco di Messina, poco importa. Credo che al di sopra di tutto ci debba essere la competenza e la volontà di utilizzare al meglio queste risorse, senza lungaggini burocratiche e in sinergia con gli altri organismi a ciò deputati. Si crei un cronoprogramma degli interventi, quello relativo alle aree esiste già e si agisca in fretta eliminando le eventuali difficoltà.

Questa volta si potrebbe veramente, nell’arco di tre anni, vedere la nostra città libera dalle baracche, ridando la dignità di una civile abitazione alle tantissime famiglie che ancora oggi ci vivono.
Auguri Messina

Messina 9.5.2021

Giuseppe Previti
Vice Segretario Comunale D.C.

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