Khartoum sospende accordo con Mosca per costruzione base navale a Port Sudan

Tedeschi, Gianni (Pittore italiano, XX sec.) Rimorchiatore, 1973 – pastelli su cartoncino, cm 56 x 68

di Antonio Mazzeo

E’ a Port Sudan, la città sudanese che si affaccia nel Mar Rosso, che si disputa l’ennesimo confronto-scontro tra Stati Uniti e Russia per la penetrazione politico-militare ed economica delle due superpotenze nel continente africano. Con una mossa che ha sorpreso le cancellerie di mezzo mondo, le autorità sudanesi hanno deciso di congelare l’accordo bilaterale con la Russia sottoscritto a Khartum il 16 novembre 2020 con cui veniva autorizzata la realizzazione di una base navale delle forze armate russe a Port Sudan.

La notizia è stata resa nota dall’emittente televisiva Al Arabiya ed è stata confermata a Mosca dall’agenzia TASS. Secondo la rete tv, il governo sudanese avrebbe spiegato che l’accordo con il ministero della difesa russo “sottoscritto dal precedente regime” è stato “sospeso in attesa della sua approvazione da parte dell’organo legislativo”.

Secondo i termini del memorandum, l’infrastruttura militare nel Mar Rosso dovrebbe fungere da hub logistico e centro di supporto e manutenzione per le unità da guerra e commerciali della Federazione Russa. Essa dovrebbe ospitare sino a 300 militari e civili e non più di quattro imbarcazioni militari contemporaneamente, comprese quelle a propulsione nucleare. Nella nuova base verrebbe pure autorizzato l’atterraggio di aeromobili russi, grazie alla costruzione di un’apposita pista, nonché il transito e lo stoccaggio di “armi, munizioni ed equipaggiamenti necessari al suo funzionamento”. Il terreno destinato ad ospitare l’infrastruttura verrebbe messo a disposizione gratuitamente dalle autorità sudanesi, così come non sono previsti canoni e imposte per l’uso. La durata dell’intesa bilaterale era stata fissata in 25 anni, con la possibilità di un’estensione per altri dieci con il consenso delle due parti.

Il 3 aprile scorso il sito middleeasteye.net aveva rivelato che a Khartum era in corso un braccio di ferro per rimettere in discussione i termini dell’accordo militare con Mosca, sotto il pressing del Dipartimento di Stato USA e del Pentagono. “Il Sudan è impegnato separatamente in colloqui diplomatici con le due superpotenze che vogliono rafforzare entrambe la loro presenza militare nel Mar Rosso e in Medio Oriente”, riferiva il periodico. Citando poi una fonte governativa che aveva richiesto l’anonimato, middleeasteye.net aggiungeva che le autorità sudanesi “stavano studiando delle proposte da sottoporre ai due paesi per realizzare una partnership regionale marittima per sostenere la lotta internazionale contro il terrorismo, il traffico delle persone e la pirateria”. Presumibilmente la “sospensione” della validità dell’accordo con Mosca e il rinvio della sua approvazione in Parlamento consente a Khartum di guadagnar tempo utile per non scontentare – perlomeno ora – le due superpotenze. Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2021/05/khartoum-sospende-accordo-con-mosca-per.html

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