Controcanto n. 8 – Amare la vita …

Heinrich Nüttigens (1866 Aix-la-Chapelle – 1951 Angermund) “Cristo porta la Croce” primi ‘900 – olio su tela, cm 50,5 x 37

di Nino Gussio

Amare la vita sembra, a prima vista, essere solo istintivo. Ma per istinto non siamo coscienti del suo valore che viene reificato come qualcosa che si ha, a cui per costrizione si deve il necessario. Non si ha vita, si è vita. L’essere della vita persiste nella coscienza quando prescindiamo dalle cure materiali e apriamo l’anima alla trascendenza della bellezza e della conoscenza mistica che ci pongono sulla soglia dell’attesa dell’infinito mistero.

Nel percepire la contingente realtà delle cose, degli eventi, nel razionalizzare i fenomeni, gli accadimenti mediante le scienze non esauriamo tutte le potenzialità di noi e del mondo. Vi è una realtà non percepibile con i sensi, né con la logica dell’intelletto. Essa è la ragione prima dell’esistere e il fine. Sia la nostra vita il suo riflesso.

L’umanità non si affratella perché condivide la stessa sorte mortal perché è soggetta a stessi bisogni, paure che sono invece fonte di gran parte dei mali che ci affliggono.

Ci affratella il valore che diamo alla vita restituendola allo splendore della creazione.

Variazioni sul tema

Con i bisturi della scienza e della tecnica abbiamo aperto le ferite dell’insensatezza.
Abbiamo dimenticato come suturarle e perse gli antidoti della saggezza e della fede.
I giovani assenti e smarriti radunano nelle piazze
le loro solitudini
E torme di assassini spietati
volano minacciose sulle nostre vili esistenze.
Stanno sui fili elettrici e sui tetti
mercanti e economisti
a contare e scambiarsi
i loro trenta denari.
Come un lamento di un agonizzante giunge
l’incongrua armonia
di una musica solenne.
Il dio della speranza
e dell’eterna illusione
ha abbandonato sulla croce
il figlio.
Attende nell’infinitezza
che la terra apra i suoi baratri
e lanci al nulla l’ultimo urlo.

 

Nota critica: Parere personale su “Variazioni sul tema”

Trovo ben riuscita la rappresentazione che scaturisce da questi versi. Le immagini, a mio parere, si presentano emotivamente forti in un contesto discorsivo dai timbri che rivelano anche una certa drammaticità.

In definitiva, dico in sintesi ciò che penso.

I versi si fanno leggere con gusto grazie al loro deciso vigore concettuale che emerge da una cornice discorsiva e armonica fatta di cadenze di immagini. È evidente che il contenuto si ispiri alla realtà e faccia riflettere sulla condizione umana odierna.

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