Militarizzazione e marcia a destra

di Citto Saija

In Italia, contrariamente ad altri Paesi europei, è rimasto in eredità un certo militarismo ed anche una retorica dei militari.

Spesso i militari, dietro la mascherata dei cosiddetti governi tecnici, sono stati chiamati a ricoprire cariche politiche e a svolgere funzioni che spetterebbero ai civili.

D’altra parte l’Italia è uno dei Paesi dai molti generali (con relativi alti stipendi) i quali, quando vanno in pensione (e ciò vale anche per alti ufficiali delle varie armi) , tornano a lavorare nelle aziende (e sono tante) che si occupano di armi e armamenti.

In un Paese democratico, i militari (finché ci saranno) non dovrebbero avere alcun ruolo politico.

Naturalmente, il governo dei “poteri forti”, venuto fuori da un colpo di mano e dal cilindro, doveva evidenziare la sua caratteristica di destra (sì di destra!) e quindi vanno bene un generale che si occupa dei vaccini e delle vaccinazioni e un poliziotto che controlla i servizi segreti.

Le recenti nomine, da parte del capo del governo in solitaria, sono politicamente inquietanti, anche se piacciono soprattutto al “capo” della Lega che ama le divise, alla Meloni patriottica e al toscanino illuminato sulla via di Riyad.

Ma, tutti sappiamo che nel nostro Paese esistono tante persone competenti per il servizio che è stato affidato ad un militare.

Il militare in questione sarà forse bravissimo nella logistica militare e nell’”arte della guerra” (è stato infatti in missioni militari in zone di guerra come l’Afghanistan e il Kosovo), però in quei Paesi non si è certo occupato di tamponi e di vaccini.

 

Ma, torniamo alle scelte politiche, perché di scelte politiche si tratta, del presidente del consiglio Draghi.

Anche i metodi di governo del presidente banchiere sono molto discutibili. Fra l’altro è bene sottolineare che di solito banchieri e generali non parlano: decidono, danno ordini e impongono.

Solo che il capo del governo viene definito nella Costituzione come “presidente del consiglio dei ministri”, ma a quanto si dice, i ministri (e in particolare il ministro della salute) avrebbero appreso a cose fatte della nomina di un generale di corpo d’armata a commissario per il covid e della sostituzione del responsabile della protezione civile.

L’ex presidente Conte, per quanto riguarda la comunicazione, aveva certamente instaurato un rapporto corretto con il popolo che è titolare della sovranità.

Ma, i partiti o movimenti dell’ex maggioranza (tranne “Italia morente” di Renzi) si rendono conto che nel governo Draghi sono politicamente scomparsi ed è scomparsa la Politica?

Piuttosto che litigare, come in un pollaio, per beghe interne, purghe, espulsioni e personalismi, perché non tentano di bloccare le scelte “militariste” e poco democratiche che stanno sotto gli occhi di tutti con la connivenza di una stampa appiattita e di una televisione a reti unificate?

Non sarebbe stato meglio, in attesa di future elezioni politiche, dare solo un sostegno esterno ad un governo di scopo di soli tecnici (ovviamente senza militari), evitando di mettere in circolo forze politiche reazionarie e di destra?

E le forze politiche dell’ex governo Conte non avevano forse ottenuto la fiducia nel Parlamento?

E perché, dalle tante associazioni esistenti nella società civile e dai cosiddetti intellettuali non viene fuori alcuna voce di dissenso sulle scelte  militariste e di destra del governo Draghi?

La democrazia e la libertà del popolo sovrano vanno difese anche in questo momento difficile per l’Italia e per il mondo intero.

Possibile, che nell’Italia da sempre conformista, solo pochi riescono a fare i conti con la storia e ad indignarsi?

Indignarsi è giusto. Soprattutto i giovani dovrebbero guardare alla storia passata e studiarla con attenzione, perché nella memoria è la storia. Ripeto, il militarismo, nel nostro Paese, è stato sempre presente e scorre come un fiume carsico sotto traccia.

In tempi storicamente più recenti, a partire dalla fine dell’Ottocento, il militarismo è stato sempre usato in modo strumentale dalle destre di ogni tipo.

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