Victor Alonso allo Spazio Macos – intervista

di Dominga Carrubba

Spazio Macos diventa il punto di riferimento per gli artisti a Messina, anche durante la pandemia.

Seppure le mostre in presenza rimangano silenziate dalle misure anti-contagio, lo spazio espositivo ha inaugurato “Opere in permanenza”, a cura di Mamy Costa.

Il progetto propone le opere in permanenza presso la Galleria, su prenotazione, e in forma online sui social @spaziomacos.

Così da garantire la continuità dei percorsi artistici su doppia marcia: l’autore e lo spettatore.

Fra gli artisti partecipanti troviamo Victor Alonso.

Nato ad Alejandra, piccolo paese della Colombia, cresce in Italia ed inizia a manifestare la sua creatività artistica intorno al 2000.

Serigrafia, pirografia e pittura sono i linguaggi preferiti nell’espressione di sentimenti contrapposti fra l’eco del tempo e la memoria dello spirito.

Dallo sfondo nero si espandono i colori, come ponti astratti verso la sua Colombia.

Lo stile di Alonso è tanto astratto, quanto evocativo del Caño Cristales, “il fiume dei cinque colori” e “arcobaleno liquido”, che scorre nel Parque National Natural Sierra de la Maracena.

Se tra luglio e settembre, un’alga si annida ogni anno sul letto del canale di cristallo, tingendolo di rosso, verde, giallo, azzurro e nero, allora gli acrilici di Alonso sono un tripudio su tela.

Gli sgargianti e i nitidi colori formano il contenuto di espressive, vorticose e ripide forme, che sembrano disegnare i canyon del Caño Cristales e rievocare memorie non dette e malinconie nascoste.

Vassily Kandinsky affermava:

«[…] Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita.

Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano […]».

Forse che i colori della terra, rievocati sulla tela dall’artista, non rappresentano una parte della sua vita, come le note che si alternano sul pentagramma dell’anima?

Acrilico e collante aggregano forme in percorsi casuali, fino a vacillare come le bollicine plasmate con olio di silicone.

Le tele di Victor Alonso derivano dagli scenari percepiti nei luoghi dell’anima.

Talora luoghi manifesti in astratti gigli segnati da un filo, che per l’artista è strumento di una tecnica e per lo spettatore è un punto di equilibrio immaginario.

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