L’arabica impostura

di Citto Saija

Parlando di “arabica impostura” non intendo riferirmi all’impostura del maltese abate Vella di cui si parla nel bel romanzo di Leonardo Sciascia “Il Consiglio d’Egitto”. Quella storia era ambientata nel Settecento siciliano.

Si tratta di un’altra impostura, costruita con mefistofelico tatticismo da un personaggio che è stato segretario di un partito che si diceva di sinistra ma anche capo del governo.

Il personaggio, in questi giorni quasi scomparso, è abilissimo e, nonostante la sua arrogante petulanza, ha un piccolo seguito di parlamentari cambiacasacca eletti (anzi nominati, dal Partito democratico, presieduto attualmente dal segretario Zingaretti che era “tutto per Conte” ed ora è tutto per Draghi.

Il nuovo governo certo non nasce nel Parlamento, come vorrebbe la nostra Costituzione repubblicana, ma avrà solo il sigillo parlamentare con una maggioranza pasticciata di tipo trasformistico.

Il Movimento cinque stelle, che era “tutto per Conte”, sta cadendo nella trappola neoliberista preparata dai poteri forti ai quali lo steso Movimento sembrava volersi opporre.

Ma torniamo a quella che mi piace definire l’”arabica impostura”, perché probabilmente pensata dal Pierino fiorentino facendo la siesta, tra una conferenza e l’altra in inglese maccheronico, all’ombra della reggia di una monarchia assoluta dove sembra stia per nascere il “rinascimento” del mondo arabo e dove i lavoratori asiatici e africani si realizzano in un lavoro “libero” e “tutelato”.

Con grande lungimiranza, abbeverandosi alla “cultura” del deserto arabico che si fonda sui petrodollari e soprattutto sulle lotte di palazzo e sull’autoritarismo, quello che il giornalista Travaglio ha sempre definito “l’innominabile” ha creato la grande “arabica impostura” del secolo ventunesimo che forse, nel prossimo futuro, potrebbe avere anche un nome: Forzaitaliaviva.

La nuova impostura, ripeto, è una grande trappola che tende a distruggere ogni tipo di politica di sinistra.

Il “governo dei migliori” (ma perché sono migliori e chi ha deciso che sono migliori?) è quindi veramente un grosso trappolone che serve a distruggere ogni tipo di politica popolare (non populista) e di tipo progressista.

Non sto parlando di socialismo perché Conte non era certo un rivoluzionario di sinistra né lo è il Partito democratico. Il governo Conte, liberato dall’autore dell’arabica impostura , poteva essere comunque il punto di partenza (e qualche segnale vi era) per una politica di tipo progressista e non neoliberista.

Il buon Luigi Di Maio avrebbe potuto forse imparare che non si può essere “né di destra né di sinistra”. Il centro è sostanzialmente di destra e riesce a dare spazio ai trasformisti e agli opportunisti.

Vorrei rifarmi ad una bella intervista, pubblicata nel giornale “Il Fatto quotidiano” dell’11 febbraio, fatta dalla giornalista Silvia Truzzi alla professoressa Lorenza Carlassare, docente emerita di Diritto costituzionale all’Università di Padova.

La costituzionalista afferma, riferendosi anche ad Alfredo Rocco, ministro di Mussolini, che il governo dei migliori è “una concezione autoritaria del potere” e che “rompe l’idea di uguaglianza su cui si fonda la democrazia costituzionale”.

La docente dell’Università di Padova ritiene che l’autore di quella che ho definito l’”arabica impostura” abbia agito “per conto terzi”.

Per quanto mi riguarda i “terzi” sono i poteri forti del neoliberismo che si annidano nelle nostre istituzioni e che certamente sono impegnati a bloccare ogni tipo di politiche progressiste o di sinistra.

Movimento cinque stelle, Partito democratico e Liberi e uguali che avevano trovato dei punti di incontro stanno per precipitare nella grande trappola.

Ripeto, come scritto in un precedente articolo, che nell’attuale caos provocato da Renzi, l’unica possibilità di non uscire con le ossa rotte, sarebbe quella di non entrare nel governo Draghi, che dovrebbe essere solo un governo di scopo, con ministri tecnici e limitato nel tempo. Basterebbe l’astensione o, se si vuole, il sostegno esterno. Le stesse forze politiche, unitariamente, dovrebbero capire che con qualche poltrona (compreso il non ben definito Ministero della transizione ecologica) non si va da nessuna parte.

Dovrebbero invece attrezzarsi, con una vera partecipazione dei loro militanti, per il futuro. Un futuro che, nelle prossime elezioni politiche, non veda la vittoria delle destre, ma quella dei partiti e movimenti progressisti che sono tutti da costruire per avere una strategia per una nuova Europa e una nuova Italia.

P.S. Nel precedente articolo “Un governo di alto profilo neoliberista?“ https://www.nuovosoldo.it/2021/02/07/un-governo-di-alto-profilo-neoliberista/ per errore ho scritto Gregoretti. Va letto Giorgetti e mi scuso.

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