Un governo di alto profilo neoliberista?

di Citto Saija

Avevo apprezzato il discorso dignitoso e di grande lealtà del presidente del consiglio Giuseppe Conte nel piazzale di palazzo Chigi, in mezzo alla gente.

Un esempio di democrazia e di vicinanza al popolo!

Da tempo, nei “castelli” dei poteri forti (centri finanziari e banche), si tentava in ogni modo di eliminare in Italia ogni idea di un governo progressista.

Un velenosissimo serpente, una mina vagante si aggirava nel seno del cosiddetto governo “giallo-rosa” presieduto da Conte.

Nel momento in cui il “rinascimentale” fiorentino aveva facilitato e resa possibile la nascita di un governo politico tra Partito democratico e Movimento cinque stelle (con l’aggiunta di Leu) certamente aveva, nella sua testa egocentrica e neoliberista, il progetto di aprire la strada alla destra conservatrice italiana ed europea.

Il presidente Conte aveva ottenuto la maggioranza nei due rami del Parlamento (quella assoluta nella Camera dei deputati).

Dopo l’atto di correttezza delle sue dimissioni forse il capo dello Stato avrebbe dovuto rinviarlo in Parlamento. Il cosiddetto sondaggio o esplorazione del presidente Fico è stata una inutile sceneggiata.

Non dobbiamo dimenticare che il nome di Draghi non era stato proposto da alcun partito, ma circolava da tempo nei grossi giornali neoliberisti italiani e stranieri ed era stato evocato dalla “chioccia” fiorentina. Addirittura sembra che tutti i canali televisivi (pubblici e privati) a reti unificate sostengano acriticamente il nome di Draghi.

Mentre sto scrivendo queste righe, nella trasmissione di Rai 3 “Che tempo che fa” diretta da Fabio Fazio, stanno pontificando tre fans del grande banchiere: la giornalista Giovanna Botteri, il direttore della “Stampa” Massimo Giannini, il direttore de “Il Foglio“ Claudio Cerasa e l’onnipresente economista Carlo Cottarelli che Fazio invita a guardare il telefonino alludendo ad una sua presenza nel futuro governo del neoliberismo.

All’improvviso, “motu proprio”, per usare un paludato linguaggio ecclesiastico, dal cilindro del capo dello Stato è venuto fuori il nome del grande mago delle banche. La “Politica” è stata azzerata e si è parlato subito, prefigurandolo, di un governo senza alcun profilo politico.

Ma il governo che potrebbe nascere (e forse nascerà) sarà un governo di alto profilo “politico”. Avrà il profilo politico del devastante neoliberismo.

Pur condividendo l’impossibilità di elezioni politiche nei prossimi mesi, per la situazione tragica della pandemia, ritengo che non sia possibile accettare che il governo presieduto da Draghi si risolva in una grande ammucchiata trasformistica che certamente non fa onore ad un Paese democratico come l’Italia. Anche se sono convinto che il nostro Paese ha avuto sempre nel proprio DNA il trasformismo, il conformismo e l’opportunismo soprattutto in politica.

L’eventuale governo Draghi dovrebbe essere solo un governo di scopo che affronti la pandemia e crei i presupposti per un uso corretto del recovery plan che deve tutelare soprattutto il futuro delle nuove generazioni.

Un governo a termine quindi, composto da ministri tecnici e che possa durare solo fino all’elezione del capo dello Stato, per poi dare la parola al popolo sovrano, come prevede la nostra Costituzione, nella primavera-estate del 2022.

Stante l’attuale situazione non possono essere annullate con la bacchetta magica del grande banchiere, le posizioni politiche delle varie forze politiche in campo.

Né il Movimento cinque stelle (ma Grillo non era per il no?) né il Partito democratico né Leu dovrebbero entrare nel governo e dovrebbero limitarsi solo a sostenerlo dall’esterno. Se non ci fosse stata la pandemia avrebbero dovuto votare comunque no al governo del “deus ex machina”.

L’attuale maggioranza di governo (mi riferisco al governo Conte) (esclusa ovviamente Italia viva) , dovrebbe restare unita su questa posizione guardando soprattutto al futuro e alla sopravvivenza della democrazia rappresentativa nel nostro Paese.

Entrare in un governo con Forza Italia (leggi Berlusconi) e la Lega (leggi Salvini con la variante nordica Gregoretti), per il Movimento cinque stelle, il Partito democratico e Leu, è l’inizio della fine. Si tratterebbe di un suicidio politico dovuto purtroppo ad incompetenza, incapacità politica e totale assenza di lungimiranza e di strategia politica.

Quando si arriverà a votare, la destra di governo e quella di opposizione (leggi Fratelli d’Italia) si ritroveranno unite e l’Italia avrà un vero e proprio governo di destra, con la ciliegina petulante del fanciullino del deserto arabico che ne potrebbe anche diventare (sono i suoi miraggi del deserto!) il leader con l’ausilio dei sempre presenti “poteri forti” che potrebbero anche pretendere di conquistare il Quirinale. Ma questa è un’altra storia da affrontare con estrema urgenza per un futuro diverso del nostro Paese.

Ma chi ha acceso la miccia del cosiddetto “governo di salvezza nazionale“ o “dei migliori”? Chi potrebbero essere i complici o gli utili idioti del diabolico progetto neoliberista che oggi opprime l’umanità e scarta i più poveri e gli emarginati di ogni tipo?

Non dimentichiamo che il neoliberismo che è la faccia perversa del capitalismo ha certamente centri di potere ben sofisticati, università di altissimo livello, grandi economisti che certamente non sono neutrali ed anche grandi banchieri.

Ne parleremo certamente nei prossimi giorni e nei prossimi mesi e mi auguro che la sinistra, che certamente esiste nella società ma non nelle istituzioni, possa finalmente uscire da un letargo che è durato troppo.

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