L’Associazione Rete Sociale Attiva denuncia le vergognose file dei siciliani negli uffici postali

Da un anno il mondo è cambiato,la pandemia ha colpito tutti costringendoci a rivedere i nostri stili di vita e mettendo in discussione quelle certezze sociali e relazionali che nel corso dei secoli si sono ben delineate ed affermate.

Il Governo Nazionale ha imposto a suon di DPCM una impressionante serie di nuove regole che hanno stravolto l’idea stessa di socialità e sicurezza, oltre che dei cittadini anche delle aziende e degli esercizi commerciali ed artigianali.

Per contrastare il diffondersi del Virus, a tutto il mondo imprenditoriale commerciale ed artigianale e stato imposto dal Governo Nazionale l’obbligo di investire, anche ingenti somme di denaro, per adeguare i propri spazi ed ambienti ad una maggior sicurezza.

Obbligando tutto il mondo produttivo ad attenersi a quelle norme che hanno imposto l’acquisto di mascherine, sanificatori, schermi protettivi, sanificazione dei locali e distanziamento delle persone presenti all’interno delle loro strutture con la conseguenziale diminuzione della presenza di clienti e relativa perdita di fatturato.
Di tutte queste misure atte al contenimento della pandemia, sembrerebbero in qualche modo escluse le Poste Italiane visto che per evitare la diffusione del virus, in piena autonomia, obbligano i loro utenti a rimanere all’esterno dei loro uffici creando indicibili assembramenti.

Ma non soddisfatti di questa scellerata scelta, nemmeno hanno ritenuto necessario, civile, e di aiuto sociale, posizionare all’esterno un distributore del turno, costringendo gli utenti ad arrangiarsi con ridicoli foglietti volanti appesi in prossimità degli ingressi che si prestano a dar vita a litigi e discussioni in grado soltanto di esasperare gli animi.

Un utente che rimane anche delle ore all’esterno dell’ufficio, e che in queste ore ha intavolato varie discussioni su ipotetiche regole per la gestione dei turni, che si è dovuto scontrare con “l’intelligentone” del giorno che ritiene di avere ragione solo lui e quindi ha il diritto “divino” di scavalcare la fila; quando riesce alla fine ad entrare, la sua psiche sarà così sconvolta, che ne subirà le conseguenze anche il malcapitato addetto allo sportello.

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