Covid19. Ieri Sicilia in terza posizione, Messina prima della classe in Regione

“Crepuscolo” – foto di Dario Cannata per nuovosoldo.it

di Sostine Cannata

I nuovi casi di Covid19, ieri 29 dicembre, in Sicilia sono stati 995, facendo dell’Isola un centro di diffusione del virus di tutto rispetto: terza dopo Veneto (+ 2655) e Lazio (+ 1.218). Ieri l’altro occupava la quarta posizione. Nel rapporto tra popolazione residente e nuovi casi questi i numeri: Sicilia, 4.968.410 ab. e 995 nuovi casi; Veneto, 4.894.077 ab. e 2665 nuovi casi; Lazio, 5.846.850 ab. e 1.218 nuovi casi. È evidente il caso estremamente grave del Veneto, mentre Sicilia e Lazio hanno gli stessi numeri in rapporto alla popolazione residente.

Ma andiamo a Messina, che per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid19 (prima e seconda ondata) si posiziona al primo posto in Sicilia per diffusione giornaliera del virus e, mentre le dirette concorrenti Catania e Palermo vedono ridursi tendenzialmente i casi, a Messina continuano a crescere sia su base giornaliera, sia su base settimanale e mensile.

Tutto ciò dovrebbe far saltare dalla sedia il Sindaco, il Prefetto, il Commissario dell’Asp, la stampa locale e regionale, se non nazionale, ma non succede niente, tutti stanno seduti intorno alla tavola imbandita della festa assolutamente intima dell’ormai prossimo Capodanno, con una fetta di panettone in mano e pronti a stappare l’immancabile bottiglia di spumante.

In condizioni normali (per quanto le condizioni pandemiche possano considerarsi normali) Messina dovrebbe essere una zona in lock-down a doppia mandata, dovremmo vedere, dalla finestra ovviamente, carabinieri, vigili urbani e polizia ad ogni angolo di strada, riflettere sull’opportunità di mantenere aperte le scuole dell’infanzia e del primo ciclo (primaria e secondaria di primo grado), e di riaprire quelle del secondo ciclo (secondarie di secondo grado).

Invece non si fa un bel niente e non si parla e si scrive di niente che turbi l’umore dei Messinesi. Lo sceriffo regionale Musumeci e lo sceriffo provinciale/comunale De Luca, come si dice, hanno appeso le stelle al chiodo da lungo tempo.

I messinesi seguendo sui social, fino a precipitare nel baratro, le invettive inutili del loro amato sindaco, concordano con il fatto che sia tutta colpa dell’Asp. E in questa concordia, come è nel giusto spirito delle feste, hanno affrontato il Natale e affronteranno il nuovo anno, tranne che risvegliarsi dopo feste in un incubo da cui non tutti riusciranno/riusciremo a uscire.

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