Ettore Cercone pittore orientalista

Caracciolo che reclama cristiana sepoltura, 1888, Museo Nazionale Certosa di S. Martino, Napoli

di Giuseppe Martino

Dipinto di Ettore Cercone

Ettore Cercone nacque a Messina alle tre pomeridiane del 21 novembre 1850 da Francesco Cercone, di anni sessanta, e da Irene Celestri di anni trentaquattro. Il padre era militare, maggiore dell’esercito borbonico del 5° Reggimento di Fanteria di Linea di stanza a Messina; la famiglia domiciliata in una struttura militare situata in quella che veniva denominata Strada del Campo.

Alla stesura dell’atto di nascita, il 23 dello stesso mese, erano presenti, in qualità di testimoni, due militari Dioniso Scalzilli di 21 anni e Antonio Re di 30 anni, domiciliati nella medesima Strada del Campo. Il bambino fu registrato come Ettore Fausto Quintino Cercone.

Dipinto di Ettore Cercone

Successivamente venne battezzato nella Parrocchia di San Nicolò all’Arcivescovado il 30 novembre dello stesso anno.

Ettore Cercone “Nel deserto” 1886

Arruolatosi assai giovane in marina partecipò, imbarcato sulla pirofregata “Governolo”, alla battaglia di Lissa (1866).

Pirofregata “Governolo”

Personalità poliedrica e con interessi per la ricerca naturalistica, dotato di spirito d’avventura, durante una crociera in navigazione che, come ufficiale (fu nominato tenente di vascello nell’anno 1878), lo portò nelle Indie Occidentali, raccolse centinaia di disegni di reperti di flora e fauna marina ignoti per la stazione zoologica “Aquarium” di Napoli, a cui diede un apporto decisivo per l’allestimento.

Dipinto di Ettore Cercone

Nei suoi viaggi per mare approdò anche in Giappone, Cina e Australia; si recò inoltre in Africa del Nord, nel Mediterraneo orientale e in Spagna.

Ettore Cercone “I viaggiatori alla ricerca di rovine” guazzo, 42,6 x 67,9 cm (16,8 x 26,7 pollici)

E all’Aquarium figura come ricercatore tra il 19 agosto e il 9 novembre 1883.

Dipinto di Ettore Cercone

Ma si sa che lavorava già per l’istituto da una lettera del tedesco Anton Dohrn – fondatore della Stazione nel 1872 – a Ettore Cercone del 26 febbraio 1883, che nella stessa struttura prestava la sua opera nel marzo 1884 come testimonia una lettera del Cercone a Dohrn (le due lettere sono conservate, come il resto della documentazione che si riferisce a questa attività, nell’Archivio della Stazione zoologica napoletana).

Ettore Cercone “Nudo di donna”

A questa attività lavorativa alternava l’attività pittorica alla quale poté dedicarsi successivamente a tempo pieno quando lasciò il servizio attivo nella marina nel 1888 (due anni dopo nel 1890, passato nella riserva navale, fu promosso capitano di corvetta).

Ettore  Cercone “Aratro” o “Lavoratore” (?) olio su pannello, 18,4 x 10,8 cm (7,2 x 4,3 pollici).

Una volta congedato si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove ebbe tra i suoi maestri Domenico Morelli che tanta influenza ebbe sulla sua formazione pittorica; continuò i suoi viaggi da semplice cittadino nei paesi del Maghreb e del Sahara da cui trasse schizzi e soggetti per molte opere della sua tarda produzione artistica.

Ettore Cercone “Odalisca – La danza”

È ipotizzabile che sia vissuto a Napoli, città che assunse come residenza abituale durante il suo servizio nei ruoli della marina; come dimostrano, a parte la sua frequentazione della stazione zoologica, la ripetuta presenza alla Società Promotrice di Belle Arti di Napoli e il fatto che quasi tutte le sue opere oggi conosciute si conservano nella città partenopea e dintorni.

Ettore Cercone “Ritratto di giovane donna” – olio su pannello, 31,1 x 19,1 cm. (12,2 x 7,5 pollici)

Il termine orientalismo è l’insieme di discipline che si occupano di letteratura, filosofia, economia, storia, amministrazione, politica e arte che assume come punto di vista una visione ideologica che vede l’Occidente sviluppato in contrapposizione all’Oriente arretrato.

Ettore Cercone “Alle piramidi”, 1888, olio su tela, 111,7 x 71,7 cm (44 x 28,2 pollici)

Questa distinzione serviva alle potenze coloniali per esercitare la propria influenza e il proprio predominio in Oriente, nelle forme dei rapporti di forza economici, politici, militari e anche storico-culturali.

Ettore Cercone “Mercato arabo”, acquerello su carta, 39,3 x 29,4 cm (15,5 x 11,6 pollici)

Questo processo storico e culturale ebbe inizio alla fine del ‘700, principalmente in Francia e Inghilterra, e interessò tutta l’Europa sino alla II° guerra mondiale e dopo anche gli Stati Uniti.

Dipinto di Ettore Cercone

All’orientalismo si deve sostanzialmente una lettura stereotipata della realtà di questi paesi, in particolare l’impero ottomano, come luoghi di dispotismo, splendore, crudeltà, sensualità, immobilismo e incapacità di autogovernarsi.

Ettore Cercone “Profilo di donna”

All’Oriente venivano negate storia, cultura se non quella antica, tradizione di pensiero, istituzioni per affermare l’egemonia varia, complessa e indiscussa del pensiero e della civiltà occidentali.

Ettore Cercone “Scena araba”, olio su tavola, 22 x 42 cm. (8,7 x 16,5 pollici)

La supposta superiorità europea giustifica nei fatti il dominio coloniale e la subordinazione dei popoli governati loro malgrado.

“L’incantatore di serpenti” di Ettore Cercone

Particolare di dipinto “L’incantatore di serpenti” di Ettore Cercone

Particolare di dipinto “L’incantatore di serpenti” di Ettore Cercone

La percezione che si ha in Occidente dei popoli dominati è segnata da un punto di vista razzista che li vedi inferiori, immobili e soffocati dal tradizionalismo.

Dipinto di Ettore Cercone

Ma nella rappresentazione dell’Oriente entrano anche altri fattori esotismo, erotismo e vari elementi che si rifanno alla cultura romantica ottocentesca che in questo modo tenta di sfuggire al puritanesimo imperante proiettando le proprie fantasie represse in un immaginario altrove.

Ettore Cercone “Fanciulla di profilo”

Troviamo tutto questo nell’arte del tempo a partire dalle opere di Delacroix, Ingres e dalla schiera di pittori, inglesi e francesi in origine, che si cimentarono nella rappresentazione di soggetti di carattere orientale.

Ettore Cercone “Battello”, acquerello su carta, 16×27 cm, Palermo 29 luglio 1891

In particolare dallo stereotipo letterario della donna orientale, che non parla mai di sé, che non esprime opinioni sensibilità o la propria storia ma che è nel contempo discinta e sempre disponibile, nasce il mito pittorico della odalisca destinato ad avere grande fortuna anche nel ‘900. Basti pensare a Henri Matisse, Man Ray, Picasso e al siciliano Salvatore Fiume.

Ettore Cercone “Penisola sorrentina”, olio su tela, 17,5 x 11 cm. (6,9 x 4,3 pollici)

La pittura di Ettore Cercone ha espliciti riferimenti alla cultura artistica napoletana del tardo Ottocento e in particolare a Domenico Morelli con il quale si ipotizza ebbe un più diretta frequentazione visto che tra gli artisti fondatori della Promotrice figurano Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Michele Tedesco.

Dipinto di Ettore Cercone

Domenico Morelli, dal 1874 al 1883 circa, senza mai aver messo piede né in Asia, Africa e vicino Oriente, nella sua produzione orientalistica dipinse magistralmente discinte odalische, personaggi in ambientazioni arabe, ascetiche atmosfere di preghiere al Profeta.

Dipinto di Ettore Cercone

Rappresentazioni esotiche venate di sofisticato erotismo si ritrovano anche negli oli a tema orientalista di Vincenzo Marinelli prodotti nel suo soggiorno in Egitto e Sudan, del bolognese Fabio Fabbi che dai suoi viaggi in Egitto trovò nella pittura lo strumento più adeguato alle narrazioni di carattere orientalista, del pugliese Francesco Netti che dopo un viaggio-crociera in Oriente nel luglio 1884, da cui portò foto, schizzi e reperti, trasse ispirazione per una produzione in cui figurano paesaggi, architettura e scene di vita del mondo mediorientale di tono intimista, come per esempio “Le ricamatrici levantine”, venate dalla stessa impronta mediterranea, presente nei quadri di Morelli.

Ettore Cercone “Un saluto floreale” (1889)

Altre influenze nella pittura del Cercone si possono rintracciare nelle opere di Marco De Gregorio, che dette vita con altri al movimento artistico detto Scuola di Resìna, di cui ricordiamo il dipinto il Mercato arabo che si trova esposto alla Galleria dell’Accademia di Napoli.

Ettore Cercone “Torre Annunziata” – Museo Nazionale di Capodimonte

E in questo contesto culturale e artistico partenopeo che il messinese Ettore Cercone subisce l’influsso della corrente pittorica orientalistica.

Ettore Cercone “Vista della Baia di Napoli” 1871, olio su tela, 78,5 x 105 cm. (30,9 x 41,3 pollici)

Datati 1880 troviamo nove suoi piccole tele con figure di arabi conservati alla Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli: immagini rese con una spontaneità e riuscita espressività e l’uso di una ricchezza tonale inconsueta che trova pochi raffronti nella produzione dei contemporanei, troppo spesso legati alla tradizione accademica.

Ettore Cercone “Attesa per il rientro della pesca” – olio su pannello, 11 x 35 cm. (4,3 x 13,8 pollici)

La tematica orientaleggiante era molto apprezzata, dal Cercone, ed è certamente da mettere in attinenza con la sua conoscenza dei luoghi che toccò nei suoi viaggi per mare, in modo particolare l’Egitto, il Maghreb e il Sahara.

Ettore Cercone “Donna con ventaglio”

L’influsso della corrente pittorica orientalista emerge, nelle sue tele, da un approccio convenzionale e diffuso all’esotismo e all’erotismo inibito alla società puritana e borghese del tempo.


Ettore Cercone “Brigantino al Maschio Angioino”, olio su tavoletta, 27×20 cm,

I soggetti ricorrenti nella sua produzione sono vie frequentate e mercati animati e ritratti: alcuni titoli di opere del Cercone, ora disperse o in collezioni private, sono paradigmatici.

Dipinto di Ettore Cercone

Alle piramidi (esposto a Milano nel 1883), Danza del ventre, Preghiera araba (1893), Ritratto di fanciulla (1890) Madame Chrisanthème; quest’ultimo esposto alla Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli nel 1896.

Ettore Cercone “Preghiera della sera”

Il dipinto più noto del Cercone è il Caracciolo che reclama cristiana sepoltura, firmato e datato 1888, nel Museo Nazionale di S. Martino a Napoli.

Ettore Cercone “L’attesa”, olio su tela, 64,5 x 35,5 cm. (25,4 x 14 pollici)

Francesco Caracciolo nel 1799 rientrato a Napoli, dove nel frattempo si era costituita la Repubblica Partenopea filofrancese, aderisce ai nuovi ideali rivoluzionari arrivati con i francesi; acconsente, dopo qualche indecisione, di diventare la massima autorità della marina repubblicana.

Ettore Cercone “Ritratto di una ragazza gipsy” – olio su tavola, 11,5 x 6,3 pollici (29,2 x 16 cm.)

Con l’approssimarsi della restaurazione borbonica a Napoli, Caracciolo combatté quindi contro la stessa flotta reale borbonica di ritorno a Napoli per scacciare i francesi, colpendo fra l’altro, nel corso degli scontri, la nave Minerva dell’ammiraglio inglese Thurn.

Dipinto di Ettore Cercone

In fuga a Calvizzano, già feudo della famiglia, fu identificato a causa del tradimento da parte di un servo e, il 29 giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave di Nelson, il Foudroyant, dove fu sottoposto ad un processo sommario.

Ettore Cercone “Figure orientali”, olio a bordo, 41 x 26 cm. (16,1 x 10,2 pollici)

La condanna all’ergastolo che ne seguì fu mutata in condanna a morte per volere dello stesso Nelson ed eseguita il 30 giugno per impiccagione: il corpo dell’ammiraglio rimase appeso ad un pennone della fregata Minerva e quindi gettato in mare.

Ettore Cercone “Mercato arabo” acquarello su carta, cm 22,8 x 41

Alcuni giorni dopo il cadavere riemerse dalle acque malgrado il peso legato alle gambe, e apparve proprio mentre il superstizioso re Ferdinando, allora sotto custodia inglese, era in mare: il sovrano se lo vide “venire incontro” emergendo dal fianco in su; la salma fu così recuperata.

Ettore Cercone “Leila” – olio su pannello, 20 x 32 cm. (7,9 x 12,6 pollici)

È il capolavoro del pittore, animato da cupa drammaticità, accentuata dall’oscuro e chiuso fondale collinoso non ancora illuminato dal sole e profilato contro le prime luci dell’alba. Il corpo dell’ammiraglio emerge nero in una zona di mare rischiarata dalle prime luci dell’alba, davanti alla nave su cui è presente il re Ferdinando IV di Borbone.

Ettore Cercone “Marinaretto” 1883, olio su tavola, cm 27 x 18

Il linguaggio pittorico è ancora influenzato da Domenico Morelli, pur con una certa impronta del verista Eduardo Dalbono in alcuni soggetti. Accanto al quadro è esposto un suo schizzo preliminare.

Dipinto di Ettore Cercone

Nelle opere di Cercone è evidente il costante riferimento alla pittura di Domenico Morelli.

Ettore Cercone “Una contadina italiana”, olio su pannello, 22 x 42 cm. (8,7 x 16,5 pollici)

Lo si nota nella Madonna (1891) della Galleria nazionale di Roma e nei suoi ritratti, che riprendono la impostazione ed il tono di quelli del maestro: quali, ad esempio, la Spagnola, già nella collezione Ainis, una Testa di donna (firmata), già nella collezione Gabbiani, o una Figura femminile in collezione privata (Monteverdi, I, ill. 604), dove al notevole influsso del Morelli si unisce una vasta schiettezza espressiva.

Ettore Cercone “L’Esame delle schiave” (1890) – olio su tela, 54 x 77,3 cm

Le opere del Cercone, che pur furono numerose, sono difficili da reperire in quanto prodotte essenzialmente per una clientela di privati che raramente le destinarono a qualche raccolta pubblica.

Ettore Cercone “Donne arabe” – Stampa giclée, cm 24 x 26

A Napoli, oltre a quelle già ricordate, si trovano, nella Galleria di Capodimonte, una Preghiera della sera ed un Paesaggio di Torre Annunziata.

Dipinto di Ettore Cercone

Il Cercone fu anche presente ad esposizioni internazionali ad Anversa con una Luna piena del 1894, e a Berlino con una Preghiera a bordo, del 1896. Una sua Scena di caccia fu venduta a Londra nel 1969 presso Christie.

Ettore Cercone “Ballo Arabo”, acquerello su carta, cm 13,5×16

Nel Gabinetto nazionale delle Stampe di Roma è conservato un disegno a penna. Ai Musei Reali di Torino (Palazzo Reale) con un Ritratto di donna del 1883.

Ettore Cercone “Figura di donna”, olio su tela, cm 50 x 35

Alcune sue illustrazioni sono state utilizzate per degli studi sul 1799 – nell’anno del centenario della rivoluzione – che, accresciuti da diversi contributi, vennero poi raccolti ne La rivoluzione napoletana del 1799, biografie racconti e ricerche, curato da Benedetto Croce, Giuseppe Ceci, Michelangelo D’Ayala e Salvatore Di Giacomo e pubblicato nel 1899, e uscito, quindi, dopo la morte di Cercone.

Ettore Cercone “Ritratto di fanciulla”, china su carta, cm. 26 x 18

Per l’apparato iconografico dell’album furono utilizzate delle stampe messe a disposizione della Società Napoletana di Storia Patria tratte dalla sua collezione, alcune rarissime.

Ettore Cercone “Giovane donna”, 1873, olio su tela, 57 x 34 cm. (22,4 x 13,4 pollici)

Alcune considerazioni su diverse opere circolanti nel mercato antiquario meritano di essere fatte in quanto diverse opere attribuite al Cercone sono di dubbia assegnazione o palesemente false.

Ettore Cercone “Ritratto”

In questa mia piccola indagine – condotta specialmente su internet – mi sono avvalso del parere competente di Luigi Russo (in arte Ludovico della Rocca) un bravissimo pittore iperrealista di cui riporto in sintesi le opininioni: “Il criterio che mi ha spinto ad operare questa cernita, si basa sulla congruità stilistica, assumendo quale punto di riferimento, opere che, per storia e collocazione, sono sicuramente opere del Nostro artista.

Ettore Cercone “Ragazza con ombrellino”

Se ci soffermiamo “con attenzione alla qualità disegnativa e pittorica delle opere riprodotte, si può giungere sicuramente alla conclusione che, la maggioranza delle opere rintracciabili in rete, sono dei falsi. Un escamotage a cui spesso fanno ricorso mercanti truffaldini o malaccorti è derubricare l’opera sotto la categoria di bozzetto o bozzettone […] Ma spesso il ridurre a bozzetto un opera già realizzata, è uno stratagemma a cui i falsari, specie dell’ottocento, fanno ricorso“.

Ettore Cercone “Giardino in fiore con un pozzo cm 78,5 x 105 (30,9 x 41,3 pollici)

Così sono da escludere un ritratto orientalista di moro, una dama seduta nel giardino e un profilo di donna in nero un tentativo maldestro di imitazione di Vincenzo Migliaro.

Ettore Cercone “Venditore di vasi”, olio su tela, 50×65 cm

Dando per scontate le opere di Ettore Cercone di sicura attribuzione cercheremo di individuare quelle che a nostro parere sono a lui riconducibili.

Ettore Cercone “Profilo femminile”, china su carta, cm 23×17,5

Si ha “un profilo di donna che possiamo definire bozzetto; in esso si può notare che, nonostante la rapidità di esecuzione, si giunge ad una mirabile resa di atmosfera dove, in una piccola opera, con pochi decisi e ben calibrati tratti di pennello, Cercone delinea la bellezza di questa giovane donna.

Ettore Cercone “Damanhur, Egitto” 1885 olio su tavola, cm 10,5 x 18,5

Questa tecnica strutturata su larghe pennellate, che possiamo anche ravvisare nel dipinto dove un pescatore si sporge dalla barca, raccogliendo quella che a noi sembra una nassa, possiamo ascriverla all’influenza del suo maestro, Morelli.

Dipinto di Ettore Cercone

In questa serie di opere c’è un incantatore di serpenti, dove si può notare che vi sono anche dei particolari: è la casa d’aste che si è preoccupata di fornire agli eventuali acquirenti, tutti i dettagli, fugando probabili dubbi sulla qualità dell’opera. Anche in questo dipinto si riscontra la medesima qualità pittorica: del resto, dalla disamina dei disegni, è possibile evincere che, certe cadute di stile presenti in molte opere attribuite al Nostro, non sono plausibili”.

“Madonna” fotografia Alinari da un bozzetto del dipinto “Madonna” di Ettore Cercone

A questa fotografia Alinari di una ”Madonna” del 1891 che si trova alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma è riferibile anche un’opera simile: una “Visione”, olio su tela 40 x 55 cm. E’ ipotizzabile che il dipinto sia un bozzetto preparatorio dell’opera definitiva.
Ettore Cercone morì precocemente a Piano di Sorrento il 12 settembre 1896 all’età di quarantasei anni.

“Visione”, di Ettore Cercone – olio su tela, cm 55 x 40

Attribuito ad Ettore Cercone “Scena di genere”

Attribuito ad Ettore Cercone “Mercato di tappeti”, olio su tavola 13×18 cm

“Odalisca” Attribuito a Ettore Cercone

Fonti e Bibliografia

Archivio di Stato di Messina, Registro degli atti di nascita Provincia e distretto di Messina, sezione 4, a norma del libro 1° titolo 2° parte 1° del Codice per il Regno delle due Sicilie, numero d’ordine 167. Notizie sulla carriera militare sono state fornite dal Dipartimento marittimo del Genio di Taranto. Necrologi in Don Marzio, 13 sett. 1896, e in L’Illustrazione italiana,27 sett. 1896, p.208.Vedi anche: G. M. Scalinger, E. C., in Fortunio (Napoli), 1888, n. 15; A. De Gubernatis Dizionario degli artisti d’Italia…, Firenze 1889, p. 118; Catal. biogr. della mostra della pittura napoletana dell’Ottocento, Napoli 1922, p. 57; Esposizione G. Gabbiani. Catalogo di vendita, Napoli 1925, p. 69; Il paesaggio nella pittura napol. dell’Ottocento (catal.), Napoli 1936, p. 18; M. Biancale, La pittura napol. del sec. XIX, in La mostra della pittura napol. dei secc. XVII, XVIIIeXIX, Napoli 1938, p. 332; L’arte nella vita del Mezzogiorno d’Italia, Roma 1953, p. 49; D. Maggiore, Arte e artisti dell’Ottocento napolitano, Napoli 1955, p. 100; E. Lavagnino, L’arte moderna, Torino 1956, II, p. 726; A. Caputi-R. Causa-R. Mormone, La Gall. dell’Acc. di Belle Arti in Napoli, Napoli 1971, p. 106; A. Schettini-G. Scuderi, Aspetti dell’Ottocento pittorico ital.,Putignano 1972, p. 16 e passim; M. Monteverdi, Storia della pittura ital. dell’Ottocento, Milano 1975, ad Indicem; U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, VI, p.292; E. Bénézit, Dict. des peintres…,II, Paris 1976, p. 622; Diz. encicl. Bolaffi deipittori e degli incisori italiani, III,Torino 1972, p. 250; Catalogo Bolaffi della pittura ital. dell’Ottocento, IV,Torino 1972, p. 99.

 

Opere

• Governolo (1866)
• Preghiera araba – Arab Prayer
• Alle piramidi (esposto a Milano nel 1883) -At the Pyramids (exhibited in Milan in 1883)
• Danza del ventre – Belly Dancing
• Madame Chrisanthème (esposto alla Promotrice di Napoli nel 1896) – Madame Chrisanthème (exhibited to the Promoter of Naples in 1896)
• Francesco Caracciolo che rivendica Cristiana sepoltura (firmato e datato 1888, ora al Museo di San Martino a Napoli) – Caracciolo who claims Christianity (signed and dated 1888, now in the Museum of St. Martin in Naples)
• Un saluto floreale (1889) – A Flower Greeting, (1889)
• Madonna (1891, Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma) – Madonna (1891) (now in the National Gallery of Rome)
• Collezione Ainis
• Figure orientali, 1880 (Galleria dell’Accademia di Belle Arti Napoli) – Oriental Figures:
Arabo seduto; Donne arabe; Arabo in preghiera; Soldato; Mezza figura di arabo; Due arabi; Ragazzo arabo; Portatrice d’acqua
• Odalische – Harem Girl
• Portatore d’acqua moresco – Moorish Water Carrier
• La visione – The Vision (venduto all’asta)
• Preghiera serale – Evening Prayer
• Donne arabe – Arab Women
• Gabbiani (ora in collezione privata) – Seagulls (now in a private collection)
• Torre Annunziata (Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli)

 

CONTRAFFAZIONI

Documenti originali

Atto di nascita di Ettore Fausto Quintino Cercone (foglio 1)

Atto di nascita di Ettore Fausto Quintino Cercone (foglio 2)

Video online: Le donne di Ettore Cercone

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