Nuovi affari ENI in Libia e Descalzi incontra il presidente al-Sarraj

di Antonio Mazzeo

Giungono i primi importanti risultati per il colosso energetico ENI dopo il pressing dei suoi manager e del governo Conte sulle autorità politiche e militari di Tripoli. Il 30 novembre scorso il capo del Governo di Accordo Nazionale Fayez al-Sarraj e il presidente della compagnia petrolifera libica statale NOC – National Oil Corporation, Mustafa Sanalla, hanno accolto nella capitale libica l’amministratore delegato ENI Claudio Descalzi per fare il punto sui nuovi progetti esplorativi ed estrattivi di idrocarburi e gas da parte della società italiana.

“Claudio Descalzi ha confermato ad al-Sarraj il pieno impegno della società, con particolare focus sullo sviluppo dei progetti gas che consentiranno di estendere il plateau di produzione di Bahr Essalam, giacimento off-shore a 120 Km a nord-ovest di Tripoli, assicurando l’approvvigionamento di gas al mercato locale, di cui ENI continuerà a essere il principale fornitore nei prossimi anni”, riporta l’ufficio stampa del gruppo con quartier generale a San Donato Milanese (MI).

L’amministratore delegato di ENI non ha fatto mancare il suo apprezzamento per gli sforzi compiuti dal management e dai contractor della National Oil Corporation per “riprendere in sicurezza” la produzione e l’esportazione di petrolio da tutti i giacimenti petroliferi onshore partecipati dalla transnazionale italiana, come quello di Elephant Field (El Feel) situato nell’area desertica di Murzuq a 800 km a sud da Tripoli, ed Abu-Attifel a 300 km a sud dalla città di Bengasi, in una regione che è stata contesa a lungo dalle milizie del GAN e da quelle fedeli al generale Khalifa Haftar.

Descalzi ha pure ringraziato il presidente della compagnia petrolifera libica per aver garantito la “continuità operativa, il supporto logistico e la turnazione nei siti operativi”, nonché per l’“impegno profuso” in questi mesi dal management e dai contrattisti della Mellitah Oil & Gas BV Libyan Bran, la joint venture paritaria di NOC ed ENI che gestisce diversi giacimenti onshore sparsi nel paese e i giacimenti offshore costituiti da tre piattaforme e un serbatoio galleggiante nel mar Mediterraneo.

“Le parti hanno discusso inoltre dell’avvio di progetti pilota nelle rinnovabili nel Paese, mettendo a disposizione know-how e sviluppo di nuove competenze”, riferisce l’ENI. “L’introduzione, per la prima volta, di energie rinnovabili in Libia risponderà all’aumento di energia elettrica per la popolazione senza aumentare il consumo locale di idrocarburi e le emissioni di CO2. L’amministratore delegato ha infine rinnovato l’impegno di ENI nel campo sociale, in particolare nel supporto a NOC per quanto riguarda la fornitura di attrezzature medicali di protezione, diagnosi e trattamento essenziali nella risposta contro la pandemia di Covid-19”. Per il gruppo italiano, poco importa dunque che il sanguinoso conflitto in Libia sia lontano da una soluzione diplomati; che gli affari continuino nonostante tutto e tutti, magari con un po’ di green e qualche pacco di mascherine chirurgiche in più. Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2020/12/nuovi-affari-eni-in-libia-e-descalzi.html

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