Controcanto n. 7. Poesia per Giulio Regeni

Giulio Regeni

Due anni dopo l’aver scritto nel registro degli indagati gli 007 egiziani – presunti responsabili della morte violenta di Giulio Regeni, avvenuta nelle prigioni del Cairo in seguito al suo arresto – la procura di Roma chiede il processo per il generale Sabir Tariq, per i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif per il reato di sequestro di persona pluriaggravato, e, per quest’ultimo la procura ipotizza anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato.

Quest’evento, che segna un impegno della Procura romana rivolto a ottenere la verità sull’assassinio del giovane ricercatore triestino, è da considerarsi come ben distinto dalla volontà del governo italiano, il quale, nel nome della realpolitik, è disposto a chiudere un occhio, anzi due.

Per festeggiare il traguardo ragginto dalla Procura di Roma ripubblichiamo una poesia dedicata a Giulio, scritta da Nino Gussio, nostro collaboratore.

Controcanto n. 7 – Una poesia per Giulio Regeni

 

A Giulio Regeni

I tuoi assassini come cani hanno fiutato
la tua sapiente bellezza
e ti hanno sbranato perché l’oscurità
delle loro anime sia regola e giudizio per tutti.

Ed ora che la luce della tua vita ha balenato
in mezzo a noi, ci manchi
Ed ora che i giorni della tua giovinezza
non si aprono più al futuro
ci sentiamo come padri annichiliti
e come orfani lacerati
dalla tua assenza.

Vivevi con l’innocenza dell’essere bambino
e sei voluto diventare adulto
per non lasciarci soli in questo quotidiano terrore.

E le iene del terrore hanno voluto punire
la tua intelligenza
hanno straziato il tuo corpo
perché libertà e amore
gli sono di scandalo

La morte non riesce ad ammutolirti
ancora sentiamo l’onda del tuo amore grato alla vita .

Saremo vigili perché niente di te
cada nel baratro dell’ indifferenza,
perché altre vite, altre memorie
ti siano compagne
e brillino in noi come stelle
del remoto firmamento.

Nino Gussio

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