LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI MESSINA

Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina

Egr. Sig. Presidente,
ha affidato a “Messina Medica 2.0” – La testata digitale dell’OMCeO di Messina – n.236 del 7 dicembre 2020, una sua “lettera aperta” a tutti, sottolineo tutti, i Medici.
Naturalmente ho letto.
E sono rimasto basito.
Lei ha chiesto a tutti noi di “evitare occasionali indisposizioni che in tempi di ordinarietà costringerebbero all’assenza dal lavoro” per “non gravare sulle spalle di chi resta in servizio”.

In queste frasi leggo che ci invita a non mantenere atteggiamenti assenteistici approfittando o millantando piccole patologie per assentarci dal posto di lavoro. Egr. Sig. Presidente, rivolgendosi a tutti i colleghi, Lei dovrebbe sapere che sempre, periodo emergenziale o no, siamo stati sempre tutti sul posto di lavoro ignorando le nostre esigenze personali. Proprio lei non può ignorare quanti appelli sono stati lanciati perché, prima della epidemia da Coronavirus, si intervenisse, in particolare in certi settori per scongiurare i sovraccarichi di lavoro. E, dall’inizio dell’epidemia, Lei stesso ha scritto che siamo rimasti al fronte in carenza di DPI e dei necessari supporti necessari a fronteggiarla.

Sempre presenti, oggi dobbiamo sentirci accusare di assenteismo.
Certo le pecore nere ci sono anche nei greggi migliori, ma coinvolgerci tutti è inaccettabile.

Egr. Sig. Presidente, proprio Lei, ai vertici del maggiore sindacato dei Medici di Medicina Generale li invita “ad una maggiore attenzione nella compilazione dei certificati di malattia cercando di attenersi scrupolosamente, come hanno sempre fatto, alle norme di legge”.

In questa frase io leggo un’accusa, anche poco velata, di non attenersi alle norme di legge nella compilazione dei certificati medici attestanti la malattia dei propri assistiti per favorirne fraudolentemente l’assenza dal lavoro. Non è accettabile che una intera categoria venga così criminalizzata da chi dovrebbe invece rappresentarla e sostenerla non con intenti corporativistici ma per onestà intellettuale.

Certo le pecore nere ci sono anche nei greggi migliori, ma coinvolgerci tutti è inaccettabile.

Ci chiede, Sig. Presidente, la presenza, l’impegno ed il sacrificio incondizionati da parte di ciascuno di noi”. La presenza come l’impegno di tutti i Medici è sempre stato assoluto. Quale deve essere il livello di sacrificio, Sig. Presidente?

Certo le pecore nere ci sono anche nei greggi migliori, ma coinvolgerci tutti è inaccettabile.

Se le amministrazioni e l’Ordine sono a conoscenza di comportamenti anomali o irregolari, ci si attivi nei confronti di coloro i quali sono realmente pecore nere e non si tratti l’intera classe medica come un esercito di fannulloni criminali.

Giovanni Caminiti – Medico iscritto all’Ordine di Messina

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