I PESCATORI DI MAZARA DEL VALLO SEQUESTRATI DAI LIBICI DEVONO ESSERE IMMEDIATAMENTE LIBERATI

Marta Cannata (Messina, 2002) “Feluca nello Stretto” 2020 – acquarelli su carta, cm 14 x 21

L’ANPI Sicilia esprime viva solidarietà e sostegno alle famiglie dei diciotto pescatori di Mazara del Vallo sequestrati dai libici giorno 1 settembre, in acque internazionali, dai militari del generale Haftar. Da oltre tre mesi i due pescherecci, Antartide e Medinea, si trovano ormeggiati nel porto di Bengasi. I pescatori – che non hanno mai avuto formalizzazione dell’accusa – 8 mazaresi, sei tunisini residenti a Mazara da diversi decenni, due senegalesi e due indonesiani sono rinchiusi nel carcere di El Kuefia.

Nel corso di questi mesi l’angoscia delle famiglie è diventata sempre più drammatica. In diverse occasioni, con il sostegno di cittadini, strutture sociali e della Diocesi di Mazara, hanno ripetutamente e pubblicamente manifestato il proprio dolore; davanti a Montecitorio a Roma hanno organizzato un presidio con carattere permanente.

L’ANPI Sicilia, nel richiedere l’immediata liberazione dei diciotto lavoratori sequestrati, esorta il Governo nazionale a mettere in atto le risolute azioni necessarie all’immediata liberazione dei pescatori. I rapiti, dopo novantasei giorni di reclusione nel carcere, e le loro famiglie, non possono più aspettare.
Invita le strutture istituzionali siciliane e nazionali varie, le forze politiche e sociali, ad attivare tutte le incisive iniziative di sensibilizzazione e supporto.

Coordinamento Regionale ANPI SICILIA

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