Ultimo colpo d’ala di Trump, una task force per bloccare Russia e Cina in Africa

Fascismo ed Esercito Italiano

di Antonio Mazzeo

L’ultimo regalo di Donald Trump e Mark Esper al continente africano? Un reparto militare d’èlite per addestrare le forze armate dei paesi partner nella lotta al “terrorismo” e alla penetrazione in Africa di Cina e Russia. A fine ottobre il Dipartimento della difesa USA ha previsto il “riallineamento” in Africa della 2nd Security Force Assistance Brigade (SFAB), il cui quartier generale è Fort Bragg, North Carolina, sotto la responsabilità del Comando generale di US Africom. Secondo il Pentagono, la brigata di US Army avrà il compito di fornire consiglieri e consulenti militari ai paesi alleati, “accrescendo la cooperazione e gli sforzi comuni per la sicurezza del continente africano”.

“Questo riallineamento promuoverà la stabilità regionale e consentirà ai nostri partner di rispondere nel migliore dei modi alle minacce esistenti”, ha spiegato il Dipartimento della difesa. “La 2nd SFAB è formata da personale combattente che è stato specificatamente selezionato, addestrato ed equipaggiato per questo tipo di missioni. Quando è chiamato ad intervenire, esso è in grado di trasferirsi in tempi rapidissimi a supporto dei comandi che operano a fianco delle forze armate straniere”.

La decisione di destinare la 2nd Security Force Assistance Brigade alle operazioni nel continente è stata caldeggiata dal generale Andrew M. Rohling, capo di USARAF – United States Army Africa, il comando delle forze terrestri statunitensi destinate all’Africa, con sede a Vicenza. “La 2nd SFAB è perfettamente in grado di fornire un ampio contributo e l’esperienza necessaria all’area sotto la responsabilità del nostro Comando”, ha dichiarato Rohling. “Esso invierà team che si alterneranno in Africa, in particolare per assicurare consulenza alle unità militari di paesi come Tunisia, Gibuti e Somalia. La presenza degli Stati Uniti d’America nel continente ha lo scopo di impedire che i gruppi terroristici legati allo Stato islamico e ad al-Qaida guadagnino terreno. La nostra presenza fornisce anche un contrappeso contro altre potenze non africane, come ad esempio la Cina, che sono interessate ai mercati e alle risorse naturali della regione. L’Africa è il fronte emergente della competizione globale tra le potenze mondiali”.

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