Spazio Macos presenta “ALBERART” – Video

Spazio Macos, Alberart, Angelo Restifo

di Dominga Carrubba

Lo Spazio Macos di Messina omaggia la Giornata nazionale degli alberi con “ALBERART“.

La mostra collettiva dal titolo “ALBERART”, per il ciclo “Contaminazioni”, curata da Mamy Costa, è un evento online.

A seguito del Dpcm del 4 novembre, che stabilisce la chiusura al pubblico di musei e spazi espositivi, lo Spazio Macos di Messina presenta sulla propria pagina Facebook la Collettiva “ALBERART”.

L’evento virtuale anticipa la celebrazione della Giornata nazionale degli alberi, ricorrente ogni 21 novembre.

Istituita nel 2013 dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e riconosciuta con l’art.1 della Legge 14 gennaio 2013, n. 10.

La Giornata nazionale del 21 novembre ha il fine di promuovere la tutela dell’ambiente, la riduzione dell’inquinamento e la valorizzazione degli alberi.

La parola “albero” deriva dal latino arbor, con radice indeuropea urv – urb – arb, contenenti l’idea della fecondità.

Secondo un’altra tesi etimologica, s’individua la radice sanscrita ardh che esprime l’idea di crescere, svilupparsi in altezza.

Anche una terza interpretazione rileva l’idea dello sviluppo nella crasi fra il prefisso ad e la radice sanscrita bhu.

L’albero cammina con le radici e cresce sul tronco, che lo innalza diritto al cielo, come lo scheletro nel corpo umano.

Teme il vento, la pioggia e la neve, come l’uomo teme la calamità naturali.

Teme di essere aggredito da funghi, muffe e parassiti, come l’uomo teme le malattie.

Tiene il midollo che trasporta l’acqua ai rami e alle foglie, dalle quali discende la linfa che scorre nel libro, vicino la corteccia.

Anche l’albero può parlarci del suo passato, perchè subisce i segni del tempo sugli anelli nel tronco, come rughe affiorate sul volto.

Gli alberi sono i polmoni donati al creato e alle creature.

Sono chiamati patriarchi verdi, testimoni dell’avanzare di una cultura tanto consumistica da imporre lo sfruttamento e lo spreco delle risorse naturali.

Tralasciando il valore della cura e della custodia della natura da parte di ciascun individuo che vi abita come ospite e non padrone.

L’albero è tra gli archetipi dell’inconscio, segnando l’immaginario collettivo.

Viene in mente l’incantevole “Orto dei frutti dimenticati” ideato da Tonino Guerra, artista romagnolo a tutto tondo, si legge:

«È ora che quando incontriamo un albero diciamo buongiorno signor albero!»

Spazio Macos, Alberart, Giovanni Pione

L’Orto, che si estende nel centro storico di Pennabilli (RN), borgo della Valmarecchia, non accoglie solo antichi sapori ed alberi, ma anche installazioni, sculture di artisti contemporanei e dello stesso Tonino Guerra.

L’Orto di Tonino Guerra evoca i luoghi dell’anima, dove il passato si trasforma in ricordo, da preservare dall’oblio.

Alla stessa maniera dei sapori di frutti appartenenti alla flora spontanea appenninica, che l’animo visionario di Tonino Guerra volle difendere dall’estinzione.

L’Orto dei frutti dimenticati nasce nel 1990 sotto il segno dell’incontro fra natura e cultura, fra la bellezza che abita nel Creato e quella modellata, imitata, rievocata con l’arte dell’Uomo.

È ora che quando incontriamo un albero … riflettiamo sull’impatto ambientale dei consumi, sulla deforestazione, cui segue l’erosione del suolo, l’aumento dell’anidride carbonica, l’impoverimento della biodiversità, la riduzione delle piogge.

È ora che quando incontriamo un albero … ricominciamo a pensare che la natura e gli individui sono parte della stessa “casa comune”.

Ogni 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi.

«Davanti a un albero fiorito fermati e togliti il cappello!» (Tonino Guerra)

Piace pensare che sia stata la consapevolezza dell’urgenza di riappacificarsi con la generosità degli alberi, a coinvolgere 28 artisti nella Collettiva “ALBERART”, realizzata in collaborazione con AIRC –Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e A.P.A.T. Associazione Paesaggio Ambiente e Territorio.

La Galleria perora virtuale dello Spazio Macos propone le opere pittoriche di 28 artisti, provenienti da Palermo, Messina, Milazzo, Lucca, Torino e Cosenza.

Spazio Macos diventa una foresta immaginifica nel parlare della meravigliosa forma degli alberi con stili, forme e colori diversi: olio su tela, acrilico su tela, tecnica mista, materico, cere a encausto, gessetti, matite e materiali di recupero.

Tutti evocativi all’unisono di sogni, favole, libri, film o racconti che riportano all’albero come il ponte radicato alla terra, che sfiora il cielo con la chioma infogliata.

Presentazione di Mamy Costa della Mostra Collettiva ALBERART presso Spazio Macos

Gli artisti partecipanti alla Collettiva di pittura sono:

Andrea Alberti, Alberto Avila, Maria Rosaria Camardi, Carmen Casale, Bartolomeo Ciampaglia, Serenella Costa, Caterina D’Andrea, Maria di Maio, Giovanni Gatto, Antonella Caridi,

Vera Faraone, Silvia Grassi,  Giacomo Lattene,  Sebastiano Miduri,  Cettina Pagano, Cristina Patti, Ambra Pavesi, Giovanni Pione,  Puccio, Eliana Purpura, Angelo Restifo,

Rosa Rigano, Angela Sarzana, Angelo Savasta, Ferdinando Segreti, Anna Stampa, TAIMO, Luisa Tomarchio.

La mostra verrà impreziosita da una ricerca iconografica sulla storia dell’albero nell’arte, prossimamente in remoto sulla pagina Facebook della Galleria.

L’albero è simbolo di vita, della conoscenza del bene e del male nell’Eden.

L’albero è l’asse della terra, che dagli abissi s’innalza fino al cielo, superando la terra.

L’albero è nutrimento come l’idromele che scende dall’Yggdrasil.

E se radici e rami sono doppi nell’albero rovesciato, allora terra e cielo sono parte dell’universo che ha la stessa origine.

«Guardate gli alberi come se facessero parte della vostra famiglia perché non sono soltanto belli ma puliscono l’aria così da vivere meglio.

Vivere è un respiro che sta chiuso anche in una foglia.» (Tonino Guerra)

Spazio Macos, Alberart, Andrea Alberti

 

Si attendono le disposizioni anticovid per apprezzare in presenza la Collettiva “ALBERART” nelle sale dello Spazio Macos (Via Cardines 16, Messina).

Saranno adottate tutte le misure precauzionali per la tutela della salute pubblica. L’entrata sarà scaglionata con un numero di persone che potranno rispettare la distanza di un metro.

Si adopererà termo scanner, garantendo l’igienizzazione delle mani e l’uso della mascherina.

 

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