DALLA “SETTIMANA INTERNAZIONALE PER IL DISARMO” AL 4 NOVEMBRE NONVIOLENTO “NON FESTA MA LUTTO”

Triste bilancio di una settimana

Lorenzo Kirchmayr (Torino 1869 – Torino 1933) “Ritratto di soldato” 1917 – olio su tela, cm 74 x 60 (ovale)

Si e’ conclusa il 30 ottobre l’annuale “Settimana internazionale per il disarmo” promossa dall’Onu.
A livello istituzionale l’unica vera buona notizia e’ la cinquantesima ratifica (da parte dell’Honduras) del Trattato per la proibizione delle armi nucleari; 90 giorni dopo la cinquantesima ratifica il trattato entrera’ in vigore e sara’ quindi giuridicamente vincolante per tutti gli stati che vi aderiscono. Occorre ora premere nonviolentemente sulle opinioni pubbliche, i parlamenti e i governi di tutti gli altri stati, e tra essi l’Italia, affinche’ a loro volta lo sottoscrivano: e’ in gioco la salvezza dell’umanita’.

Invece sia come istituzioni che come movimenti della societa’ civile ben poco si e’ fatto in questa settimana quanto ad iniziative di informazione, documentazione, coscientizzazione e azione per il disarmo. E’ ovvio che la pandemia in corso ha reso problematiche o addirittura impraticabili molte forme di mobilitazione, ma molto si poteva e doveva comunque fare, ed invece il silenzio e’ stato assordante. E bisognera’ pur ragionarci.

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Un 4 novembre nonviolento
Frattanto si avvicina il 4 novembre, per l’Italia giorno della fine della prima guerra mondiale, ma anche – scandalosamente – “festa delle forze armate”. Da decenni i movimenti nonviolenti manifestano il 4 novembre contro la guerra e in memoria delle vittime. Da oltre mezzo secolo proponendo alla riflessione il motto “Non festa, ma lutto”.
Da vent’anni in qua si e’ cercato di costruire una campagna nazionale con l’appello “Ogni vittima ha il volto di Abele” invitando le persone amiche della nonviolenza ad uscire da ogni subalternita’ e a fare del 4 novembre un giorno di verita’, di sincero cordoglio per tutte le vittime di tutte le guerre, e quindi di impegno per abolire le guerre, gli eserciti e le armi.

Anche quest’anno tre esperienze nonviolente, il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, la rete di telematica per la pace Peacelink, ed il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, promuovono l’iniziativa e chiamano ogni persona di volonta’ buona, ogni movimento e associazione della societa’ civile, ogni istituzione democratica, all’impegno contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; in difesa della vita, della dignita’ e dei diritti di tutti gli esseri umani; in difesa dell’intero mondo vivente.

Anche quest’anno il Movimento Nonviolento, Peacelink e il Centro per la pace viterbese promuovono l’appello che di seguito trascriviamo.

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Il testo integrale dell’appello
4 novembre 2020: non festa ma lutto. Ogni vittima ha il volto di Abele
Meno armi piu’ salute, ridurre drasticamente le spese militari e devolvere i fondi a sanita’, assistenza, ricerca e servizi pubblici
Proponiamo che il 4 novembre (nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia) si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinche’ il 4 novembre, anniversario della fine dell’inutile strage della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinche’ non ci siano mai piu’ guerre, mai piu’ uccisioni, mai piu’ persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo piu’ austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e’ possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche’ le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche’ convocano ogni persona di retto sentire e di volonta’ buona all’impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita’ e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’.
Per questo sosteniamo la richiesta che l’Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017 entrato in vigore dopo la cinquantesima ratifica nei giorni scorsi.
Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello stato italiano per l’enorme importo di decine e decine di milioni di euro al giorno. Riteniamo essenziale l’avvio di una politica di disarmo, poiche’ le armi sempre e solo uccidono gli esseri umani. I fondi pubblici oggi destinati a strutture e strumenti di morte siano invece utilizzati in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e del mondo vivente. La pandemia ha dimostrato quanto sia importante, preziosa e vitale la sanita’ pubblica, la tutela e la salubrita’ dell’ambiente, la difesa e il sostegno dei piu’ fragili e indifesi, dei piu’ sfruttati e impoveriti, dei piu’ emarginati ed oppressi della societa’, ovvero il riconoscimento dell’eguaglianza di dignita’ e diritti di tutti gli esseri umani. Abolire le guerre e garantire piu’ salute e diritti per tutte e tutti. Meno armi – strumenti di morte – e piu’ risorse per sanita’ e assistenza, previdenza e protezione sociale, servizi pubblici per tutte e tutti. Siano drasticamente ridotte le spese militari, e i fondi pubblici cosi’ risparmiati siano utilizzati per la sanita’, l’assistenza, la ricerca scientifica orientata al bene comune dell’umanita’, la difesa della vita, della dignita’ e dei diritti di tutte e tutti, la condivisione del bene e dei beni. Per questo sosteniamo la Campagna “Un’altra difesa e’ possibile”, che prevede l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

Pace, disarmo, smilitarizzazione. Tutela della salute di tutte e tutti.
Solo la pace salva le vite. Salvare le vite e’ il primo dovere.
Movimento Nonviolento
per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. e fax: 0458009803, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it
PeaceLink
per contatti: e-mail: info@peacelink.it, abruzzo@peacelink.it, sito: www.peacelink.it
Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo
per contatti: e-mail: centropacevt@gmail.com web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

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Il primo dovere
Questo l’appello, che possa essere ascoltato ed inverato.
Dal profondo del cuore invitiamo ogni persona di volonta’ buona ad accoglierlo e a diffonderlo.
Dal profondo del cuore invitiamo ogni persona di volonta’ buona all’impegno di pace e di solidarieta’.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Abolire la guerra, gli eserciti, le armi.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.
Salvare le vite e’ il primo dovere.

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Viterbo, 31 ottobre 2020

“Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt@gmail.com

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo e’ una struttura nonviolenta attiva dagli anni ’70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E’ la struttura nonviolenta che oltre trent’anni fa ha coordinato per l’Italia la piu’ ampia campagna di solidarieta’ con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza e’ in cammino” che e’ possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it

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