“Mieloma Ti Sfido”: torna in Sicilia la campagna contro la malattia con testimonial Aldo Montano

In piazza Università a Catania l’installazione ideata da AIL e dall’associazione di pazienti “La Lampada di Aladino”

Nella Regione 4000 malati e 350 casi ogni anno. Vivono meglio e più a lungo grazie a nuovi farmaci, terapie di mantenimento e trapianti di cellule staminali che allontanano le ricadute.

Installazione in piazza Università a Catania

CATANIA (27 ott) – La sfida al mieloma multiplo, una forma aggressiva di tumore del sangue, approda in Sicilia dove sono circa 350 i nuovi casi diagnosticati ogni anno e almeno 4.000 pazienti convivono con la malattia e possono avvalersi di Centri ematologici di eccellenza come il Policlinico Universitario “G. Rodolico-San Marco” di Catania. Grazie alla ricerca oggi la sopravvivenza è aumentata, la qualità di vita migliorata, ci sono molte armi in più per combatterla come la terapia di mantenimento dopo il trapianto di cellule staminali, che aiuta ad allontanare le ricadute. Fa leva sulla metafora della scherma l’invito rivolto da Mieloma Ti Sfido, campagna di sensibilizzazione promossa da AIL insieme a La Lampada di Aladino con il contributo non condizionante di Celgene, ora parte di Bristol-Myers Squibb e il coinvolgimento di due “paladini” d’eccezione: Aldo Montano, medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi Olimpici di Atene 2004, ed Elisa Di Francisca, due ori nel fioretto alle Olimpiadi di Londra 2012 e argento alle Olimpiadi di Rio 2016.

Nella foto: il prof. Francesco Di Raimondo.

Dopo varie città, approda a Catania con il patrocinio di Regione Siciliana e il Comune etneo, l’installazione itinerante “I Duellanti”, allestita fino al 29 ottobre in Piazza dell’Università, vuole veicolare il messaggio chiave, sintetizzato nell’hashtag ufficiale #iotisfido: per incoraggiare i pazienti a non cadere. «Il mieloma multiplo è un tumore del sangue molto aggressivo, anche se ancora poco conosciuto; ha un impatto importante sulla vita; spesso non è diagnosticato tempestivamente per il carattere aspecifico dei suoi sintomi – spiega Sergio Amadori, presidente nazionale AIL – bisogna aumentare in generale la conoscenza di questo tumore e iniziative di questo tipo hanno un valore aggiunto in tempi di COVID-19”. Si tratta del secondo tumore del sangue per diffusione dopo i linfomi non-Hodgkin; l’età media è 70 anni ed è caratterizzato dall’alternanza tra periodi di remissione, ottenuti grazie all’efficacia delle attuali terapie, e comparsa di recidive: in Italia ogni anno circa 6.000 nuovi casi. È incoraggiante l’aumento della sopravvivenza dei pazienti dovuto a diagnosi più precoci e alla disponibilità di numerose opzioni terapeutiche; l’iter che porta all’accertamento resta ancora piuttosto complesso e si avvale di esame clinico, analisi ematochimiche, citogenetiche sulle plasmacellule e indagini strumentali.

«Sta diventando una patologia sempre più importante non tanto per l’incidenza quanto per la prevalenza. In passato la sopravvivenza dei pazienti era limitata. Oggi fortunatamente vivono più a lungo e quindi complessivamente il numero di persone che convivono con la malattia è in aumento – spiega Francesco Di Raimondo, direttore Divisione Clinicizzata di Ematologia, del Policlinico catanese – solo nel nostro Centro seguiamo circa 100 pazienti all’anno con un impegno clinico e scientifico importante per la struttura. Di recente si è iniziato a lavorare per costruire un Registro siciliano, oltre ad aver creato un network regionale sul mieloma, abbiamo di recente consegnato alla letteratura internazionale i dati di tutti i Centri ematologici siciliani riguardanti una specifica terapia utilizzata in pazienti in ricaduta di malattia».

Negli ultimi anni la gestione è decisamente cambiata, non tanto relativamente al trapianto di cellule staminali autologhe, procedura ben consolidata da decenni e considerata terapia di scelta per i pazienti in età e condizioni ottimali, quanto piuttosto per la disponibilità e i risultati delle terapie che precedono e seguono il trapianto: «Le Linee guida nazionali sono ben definite come prima linea, cioè terapia di esordio del mieloma. La scelta risulta un po’ più difficile e vuole ancora di più la collaborazione del paziente alla prima ricaduta – spiega Concetta Conticello, Dirigente Medico I Livello, Divisione Clinicizzata di Ematologia del Policlinico catanese – il futuro ci riserva tantissime opportunità, farmaci nuovi, evoluzione di farmaci già in uso».

Oggi i pazienti con Mieloma Multiplo sono sempre meno soli grazie all’impegno di Associazioni che offrono supporto, come l’AIL e La Lampada di Aladino: «Diamo un un aiuto concreto per riequilibrare l’estrema fragilità psicologica e sociale subentrata nella loro vita – sottolinea Davide Petruzzelli, presidente La Lampada di Aladino –Il percorso si avvale del lavoro di un’equipe multidisciplinare, cui attingere varie tipologie di supporto calibrate sui bisogni espressi e non».

A Catania il pubblico sarà invitato ad unirsi alla sfida scattando un selfie nei pressi dell’installazione e condividendolo sui propri profili social insieme all’hashtag #iotisfido nel rispetto delle norme anti-covid. La campagna ha il patrocinio di GIMEMA – Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto, GITMO – Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali, emopoietiche e terapia cellulare, CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, e FIS – Federazione Italiana Scherma.

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