Messina, Spazio Macos: la Collettiva Blu e Picasso – interviste

di Dominga Carrubba

Lo Spazio Macos apre il ciclo di eventi “Contaminazioni” con la Collettiva “BLU”.

Fino al 23 settembre ’20 rimarrà aperta al pubblico la Collettiva “BLU” nei locali dello Spazio Macos a Messina (Via Cardines 16).

La Collettiva è curata da Mamy Costa e realizzata in collaborazione con AIRC –Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e A.P.A.T. Associazione Paesaggio Ambiente e Territorio.

Il ciclo di eventi “Contaminazioni” proporrà iniziative con protagonista l’arte per l’arte tout court.

Tra questi eventi collaterali è “Il periodo Blu di Picasso”, presentato da Maurizio Rella, che ha sollevato il sipario sui luoghi dell’anima, decifrati dai colori amalgamati.

“E` pensando che Casagemas era morto che mi sono messo a dipingere in blu» – dichiarò Picasso.

Il dolore per la morte dell’amico sollecitò Picasso a dipingere in blu, rinunciando alla policromia.

Il blu diventa l’espediente in una composizione dai contorni astratti, sintetici e netti. con figure allungate e talora deformate.

Perché il blu?

Un solo colore rimanda ad un linguaggio semplificato, quasi fosse un filtro nel guardare il mondo, e nel contempo la dimora costante di un sentimento, percezione e pensiero.

Nel Periodo Blu di Picasso i mendicanti consumati nel corpo, i ciechi emarginati oppure i saltimbanchi dolenti non sono figure passive, ma interpretanti uno stato d’animo.

L’essenza del ciclo “Contaminazioni”, a cura di Mamy Costa, non tradisce la stilizzazione meta-figurativa di Picasso.

Spazio Macos proporrà pittura, scultura, musica classica e jazz, nonché balletto.

Non a caso si è scelto il titolo contaminazioni, dal latino cum (con) e tangere (toccare).

Quindi, toccare insieme più linguaggi sotto il segno dell’arte per l’arte.

La Collettiva “BLU” presenta 20 artisti italiani, provenienti da Palermo, Siracusa, Messina, Milazzo, Lucca, Torino, Reggio Calabria:

Alberto Avila, Bartolomeo Ciampaglia, Serenella Costa, Caterina D’Andrea, Vera Faraone, Silvia Grassi;

e ancora Giacomo Lattene, Maria Marino, Ausilia Miceli, Sebastiano Miduri,  Cettina Pagano, Francesca Perina, Puccio.

Inoltre, Eliana Purpura, Maria Rando, Rosa Rigano, Angela Sarzana, Gianfranco Sessa, Nino Siragusa, Maria Felice VadalĂ .

Fra cui gli artisti Serenella Costa, Puccio, Rosa Rigano, Sebastiano Miduri, Alberto Avila, Nino Siragusa, sono intervenuti all’evento collaterale “Periodo Blu di Picasso”.

Il blu per Serenella Costa è scenario di sfondo e fonte di vita, per Puccio è Solo “Dove tutto è a metà”, per Rosa Rigano è forma in evoluzione con la pittura ad encausto.

Per Sebastiano Miduri è il biglietto di viaggio per le metropoli animate dai grattacieli,

per Alberto Avila è la pittura informale alla pari del cielo in tempesta.

La poliedricità di Nino Siragusa, pittore, fotografo e musicista è l’espressione di come la forma delle onde su tela possano assimilarsi al ritmo su pentagramma.

E ancora l’essenzialità pittorica e l’espressività dei segni distinguono i lavori di Ausilia Miceli, le cui tele sembrano frames scenografici, replicanti la natura oppure ispirati alle “alchimie interiori”.

Mentre Gianfranco Sessa consegna nuova vita ai legni restituiti dal mare, dandovi non la forma sagomata dal moto sempiterno delle onde, ma l’apparenza cromatica.

Quello stesso mare che ha restituito alla spiaggia di Milazzo un antico chiodo, diventato un segno distintivo per i lavori dell’artista Giacomo Lattene.

Lo Spazio Macos si prepara ad ospitare i prossimi eventi tra i quali “Alberart”, mostra collettiva incentrata sulla storia e sulla forma degli alberi, e Ahmed A. Gharib, vincitore del contest per i giovani.

A proposito di contaminazioni artistiche…

Viene in mente la favola “Il semaforo blu” di Gianni Rodari, di cui ricorre il centenario dalla nascita.

«Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza Duomo fece una stranezza.

Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi. – Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo? […]

– Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini.

– Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio d’oliva.

Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare:

“Poveretti! Io avevo dato il segnale “via libera” per il cielo.

Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio».

Di certo, l’arte è una fonte inesauribile del coraggio per volare nel blu…

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