Migliaia di persone scappate dalle fiamme e sotto shock

Il campo di Moria, sull’isola di Lesbo, è distrutto dopo gli incendi divampati la scorsa notte.
12.000 uomini, donne e bambini sono scappati dalle fiamme e si sono riversati in strada. Sono persone costrette a vivere da anni in condizioni disumane, in un luogo sovraffollato, dove in cinque o sei devono dormire in meno di tre metri quadri. Una bomba a orologeria destinata a esplodere.

Solo pochi giorni fa avevamo fortemente criticato la crudele e ingiustificata decisione del governo greco di mettere in quarantena il campo, dopo il primo caso positivo di Covid-19. I doveri di un governo imporrebbero un rafforzamento della risposta della sanità pubblica per migranti e richiedenti asilo e non il loro confinamento in condizioni infernali.

Moria non è luogo sicuro per nessuno. Da mesi, il nostro team chiedeva l’evacuazione totale di tutti i residenti del campo di Moria. Non ci hanno ascoltato. Ora nella nostra clinica fuori dal campo stiamo provando a rispondere ai bisogni di chi ha perso tutto.

“Abbiamo visto il fuoco divampare su Moria. Tutto il campo era inghiottito dalle fiamme, c’era un esodo di persone in fuga senza alcuna direzione. Bambini spaventati e genitori sotto shock. Stiamo lavorando per dare loro assistenza” Marco Sandrone, capo progetto MSF a Moria.

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