Difendiamo la democrazia rappresentativa: al Referendum votiamo No

di Citto Saija

Il 20 e il 21 settembre, in piena pandemia, dobbiamo andare a votare per il Referendum sull’assurda legge costituzionale che riduce, in maniera secca e lineare, il numero dei parlamentari (senatori e deputati).

La Repubblica italiana, nata dalla Resistenza alla dittatura fascista, è una Repubblica che si fonda sulla centralità del Parlamento (in questo momento composto dal Senato e dalla Camera dei deputati).

La nostra è una democrazia rappresentativa e tutti i territori del Paese (con maggioranze e minoranze) hanno il diritto di essere rappresentati nel Parlamento, perché la sovranità appartiene al popolo e non agli esecutivi e ai tecnocrati.

Meno rappresentanti vi sono nel Parlamento, meno democrazia vi sarĂ  nel Paese.

La legge che riduce i parlamentari è stata voluta, per pura demagogia, dal Movimento cinque stelle con il sostegno opportunistico (nell’ultima fase) del cosiddetto Partito democratico zingarettiano.

I populismi fingono di dare la parola al popolo, parlano a vanvera di democrazia diretta ma, nei fatti, utilizzano demagogicamente il popolo e favoriscono le oligarchie allontanando il popolo dalla politica.

Una eventuale vittoria del sì (con un voto non meditato) porterebbe gravissime lesioni e ferite alla nostra democrazia parlamentare.

La tanto sbandierata riduzione dei costi della politica da parte dei 5 stelle è pura demagogia. Il risparmio sarebbe del tutto insignificante: solo un euro e 35 centesimi per ogni cittadino.

Il problema centrale per la nostra democrazia non è la riduzione dei parlamentari, ma la qualità dei parlamentari.

Quando i partiti previsti dalla Carta costituzionale erano cosa seria, il primo arrivato non andava in Parlamento.

Oggi il Parlamento è ricolmo, in gran maggioranza, da incapaci e incompetenti. L’obiettivo primario di partiti o movimenti politici non deve essere quello di ridurre i rappresentanti del popolo, ma quello di promuovere l’elezione di persone che conoscano gli elementi fondamentali della politica.

La legge costituzionale che è opportuno respingere votando No, depotenzia, come già detto, la democrazia parlamentare. Il Parlamento deve essere centrale per avere una vera democrazia e perché i cittadini si sentano veramente rappresentati.

Chi voterà sì a scatola chiusa, darà certamente un colpo mortale alla democrazia parlamentare.

I pochi parlamentari eletti non saranno più espressione del popolo sovrano e dei territori, ma solo “delegati” di fatto delle segreterie dei partiti. I parlamentari perderanno ogni rapporto con il territorio e le minoranze non avranno più alcuna rappresentanza, nei fatti, nel Parlamento.

Diverse Regioni saranno poco rappresentate e le minoranze scompariranno dalle aule di palazzo Madama e di Montecitorio.

Nelle esternazioni, spesso anche volgari, di alcuni ragazzotti dei 5 stelle si nota, tra le righe, una specie di odio o di “invidia” per i tanti parlamentari seri e di qualità che nel passato hanno occupato quelle “poltrone” che i nuovi arrivati, spesso dei veri e propri “miracolati”, vogliono tagliare percorrendo i facili percorsi dell’antipolitica.

Fra l’altro non vi è al momento, uno straccio di nuova legge elettorale. Si parla di una legge proporzionale, di là da venire, che nei fatti non avrebbe niente di proporzionale.

Il vero sistema proporzionale è quello puro. Un eventuale sbarramento al 5% è, nei fatti, antidemocratico. Anche una forza politica piccola che detiene il 2% degli elettori ha il diritto di essere rappresentata nel Parlamento.

In un momento storico di cambiamenti epocali, anche a causa della pandemia e dei nuovi problemi dell’intera umanità, vi è la necessità di più qualificati rappresentanti del popolo. Altro che riduzione dei parlamentari!

Da tantissimi anni faccio politica dalla parte degli ultimi e sempre all’opposizione. Ho vissuto tante stagioni politiche, ma l’attuale stagione politica del populismo penso sia la più pericolosa per la nostra democrazia, conquistata con tanti sacrifici.

In questo momento è necessario non ascoltare la voce della demagogia, di tanti “giovani politici” sostanzialmente “vecchi” nei contenuti che di fatto portano avanti un progetto di distruzione della democrazia parlamentare.

Né è opportuno astenersi. Il referendum costituzionale non prevede un quorum e vi può essere il rischio che possa vincere il sì con una minoranza degli elettori.

Vi è in atto un attacco alla democrazia rappresentativa a tutto vantaggio dei soliti poteri forti che certamente non amano la rappresentanza popolare e la vera democrazia partecipata.

Il mio appello a votare NO è trasversale: è rivolto innanzitutto al popolo di sinistra in tutte le sue sfaccettature ma anche ai conservatori che nell’animo si sentono liberali e a quei militanti del Movimento cinque stelle che sono stanchi del populismo, di “capi” e “capetti” che in politica non dovrebbero esistere e soprattutto ai tanti che ho conosciuto e che credevano nella democrazia dal basso e diretta e poi hanno visto che quelli che dovevano essere solo dei “portavoce” sono diventati nei fatti i padroni del “potere” che, quando credono e vogliono, chiamano il cosiddetto “popolo degli iscritti” a votare su una piattaforma privata senza alcun dibattito e senza una collettiva discussione politica.

E’ arrivato il momento di svegliarsi, di decidere con il nostro voto, di essere veramente protagonisti e assicurare, per il momento, la rappresentanza democratica nel nostro Paese.

Vi sarĂ  il tempo per una seria legge elettorale proporzionale che garantisca tutti ed anche per fare delle opportune riforme costituzionali sempre nello spirito della nostra Carta fondamentale.

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