Abitanti e ambiente nella Sicilia in fiamme

 di Giovanni Tornesi

Gli incendi di questi giorni ancora fumano, altri sono in corso e altri saranno innescati.

Dire che si tratta di incendi dolosi, è  ovvio.

Se gli incendiari sono i delinquenti che perpetrano stagionalmente questo reato, appare opportuno segnalare che non agiscono da soli, hanno numerosi “favoreggiatori”.

Sono i famosi e meno noti, politici che governano la Sicilia (l’Italia) e non meno numerosi amministratori locali.

A Loro dobbiamo la poco efficiente organizzazione antincendio in Sicilia, in particolare per la carenza di personale (circa il 70%) del Corpo Forestale regionale, del quale il Presidente √® il capo istituzionale e¬†l’Assessore al territorio e ambiente √® il capo funzionale.

Per quanto riguarda l’aspetto morale stendiamo un velo pietoso.

Un cenno storico: da circa 40 anni, il Corpo Forestale della Regione Siciliana √® responsabile dell’Organizzazione della lotta contro gli incendi boschivi e di vegetazione su tutto il territorio siciliano.

La soppressione del Corpo Forestale dello Stato nulla ha modificato in Sicilia e nelle Regioni e Province autonome.

S√¨, proprio cos√¨, la soppressione del Corpo Forestale statale non ha soppresso tutti i corpi forestali italiani, ne vivono (anche se per la Sicilia, possiamo dire sopravvivono) 6: Sicilia, Sardegna, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano.

In Sicilia da 40 anni il Corpo Forestale Siciliano si occupa di lotta passiva ed attiva contro gli incendi boschivi e di vegetazione.

Lotta passiva, prevalentemente svolta dall’Azienda Foreste Demaniali regionale, che realizza tutte le attivit√† di prevenzione antincendio: viali parafuoco, stradelle per la penetrazione del territorio con automezzi delle Squadra Antincendio, autobotti e mezzi antincendio, ecc. ecc..

Questi lavori sono effettuati con maestranze precarie di braccianti forestali, circa 15.000 operai che sono assunti a tempo determinato con turni di 75, 101, 150 giorni.

Andrebbe chiarito che la stampa – falsamente – non considera i periodi determinati delle assunzioni, per la durata di un anno, da tre a 5 operai precari di quei 15.000.

Se si dovesse usare la correttezza intellettuale e deontologia professionale, allora il giornalista si accorgerebbe che un posto di lavoro è diviso per tre operai forestali e lo occupano a turno. Per la lotta passiva agli incendi, i lavori di prevenzione nel Demanio Forestale in Sicilia sono effettuati da 15.000 precari che si dividono il lavoro di circa 6.000. Tanto sarebbero le maestranze occorrenti, che si dovrebbero assumere a tempo determinato.

Squadra AIB Forestale

Lotta attiva, è svolta dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Consiste nello spegnimento vero e proprio delle fiamme degli incendi da terra.

Per questa attivit√†, ogni anno, solitamente nel mese di aprile-maggio, sulla base dell’esperienza maturata e dei dati raccolti negli ultimi 35 anni, il Corpo Forestale redige l’Organizzazione della Lotta agli Incendi Boschivi e di vegetazione.

L’Organizzazione Antincendio Boschivo¬†del Corpo Forestale √® costituita:

da una Sala Operativa Regionale, da una Sala Operativa Provinciale, da circa 60 posti di vedetta antincendio, dislocate nei punti idonei a localizzare rapidamente un fumo.

Inoltre, da circa 100 squadre antincendio formate da:

braccianti forestali, circa altri 7.000, sempre precari assunti per turni di 101 0 150 giorni, con particolari idoneit√† fisiche, con esperienza pi√Ļ che decennale.

Sono proprio gli operai forestali precari di queste squadre, che spengono gli incendi boschivi colpendo con mezzi idonei le fiamme.

Incendio boschivo di chioma

Nell’immaginario collettivo – complice una stampa superficiale e disinformata – si pensa che gli incendi vengono spenti da canadair¬†ed elicotteri.

Niente di pi√Ļ falso.

Di certo le aeromobili sono molto utili, perch√© con¬†i lanci di acqua riescono a ridurre l’altezza delle fiamme ed il calore da esse prodotto.

In particolare, gli elicotteri riescono a scendere anche in canaloni, tanto stretti che difficilmente si possono raggiungere da terra.

Così che gli operai forestali possono raggiungere le fiamme per spegnerle battendole.

Semplicemente e pericolosamente, battendole.

elicottero “falco” flotta Regione Siciliana

Tutta l’Organizzazione √® sotto la responsabilit√† del personale tecnico militarmente organizzato e civile del Corpo Forestale.

Oltre alla direzione delle sale operative, il personale “tecnico militare” assume – previsto con norme che riconoscono capacit√† ed esperienza – la Direzione delle Operazioni di Spegnimento (il cd D.O.S.).

Il D.O.S. è responsabile di tutto quello che avviene durante lo spegnimento di un incendio boschivo e/o di vegetazione.

Il DOS¬† deve arrivare in zona operazioni, fare le valutazioni tecniche, redigere un modulo codificato,¬†richiedendo l’intervento aereo e il tipo di velivolo.

Senza il predetto modulo firmato dal D.O.S. non è possibile fare intervenire alcun velivolo.

elicottero doppia eleica, portata circa 10.00 litri di acqua

La richiesta del D.O.S. arriva in Sala operativa provinciale, comunicata alla sala operativa regionale, a sua volta al Comando Operativo Aereo Unificato (cd COAU) di Roma.

Quest’ultimo, considerate le urgenze nazionali assegna l’aeromobile richiesta o disponibile.

Dalla richiesta del DOS all’assegnazione di aeromobile dal COAU, mediamente trascorrono da 10 a 15 minuti, l’arrivo in zona operazioni dipende dal luogo di partenza del velivolo.

La sala Operativa Regionale del Corpo Forestale dispone anche della flotta regionale costituita da 9/10 elicotteri Falco, impiegati proprio in presenza (segnalata dalle rilevazioni tecniche fatte dal DOS) di zone scoscese ed impervie incassate in stretti canaloni.

Basterebbe una semplice riflessione per capire che c’√® un altro tipo di incendio per il quale la competenza non √® del Corpo Forestale.

Si tratta degli incendi o del pericolo di incendio che si avvicinano alle abitazioni o strutture civili.

Per questi incendi antropici l’istituzione responsabile √® il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e non potrebbe essere diversamente.

I VV del FF sono certamente indispensabili per interventi in difesa e per la sicurezza dei cittadini, dei centri abitati o abitazioni isolate.

L’ incendiario:¬†si tratta di persona che crede di poter raggiungere attraverso l’incendio di aree un suo interesse economico.

Non ha caso – da ultimo l’incendio di Altofonte – Palermo – si hanno segnalazioni di cinque punti fuoco nati contemporaneamente o con solo alcuni minuti di distanza.

Questo caso fa pensare che ad agire siano state pi√Ļ di due persone.

Il piromane: persona con patologia, non è molto rilevante nella casistica degli incendi.

Per quanto riguarda l’incendiario e le¬†tecniche da questi usate, si precisa che l’incendiario sfrutta tre elementi: calura, vento,¬†tipo di¬†vegetazione.

Il caldo assicura facile combustione, il vento orienta la direzione programmata per le fiamme.

Infine la vegetazione, costituita (preferibilmente) dalla macchia mediterranea, perché garantisce un combustibile con alto potenziale.

I dati indicano che l’incendiario (9/10) appicca il fuoco in aree cespugliose e molto di rado in aree boschive, perch√© pi√Ļ fresche e con meno combustibile.

Purtroppo i politici ed gli amministratori, appaiono i migliori “aiutanti” degli incendiari.

Incendio macchia mediterranea a Caltagirone

Presidente e Governo Regione Siciliana – con riferimento non solo agli attuali, ma anche ai predecessori ed ancora prima.

Hanno sotto gli occhi questa problematica annosa.

All’approssimarsi di ogni estate¬†promettono prevenzione ed interventi mirati.

Si tratta di una escalation fino alle piogge di settembre, operando con ritardo, talora incompetenza, spesso con leggerezza.

Perchè?

Ebbene, oggi il Corpo Forestale, avendo il 70% in meno di personale, ha di fatto anche il 70% in meno di DOS da impiegare sugli incendi.

Ma la carenza di personale (nella Regione solo il Corpo Forestale ha il primato in carenza di personale) non √® un fatto accaduto ieri, il mese scorso o l’anno scorso, o un lustro addietro.

Infatti, da circa 20 anni  non si svolge un concorso per agenti, sottufficiali e ufficiali.

Non si è mai fatto per il Corpo Forestale della Regione Siciliana.

La carenza del 20% del 1998 oggi è arrivata a circa il 70%.

Con i prepensionamenti in corso raggiunger√† l’80%.

Per correttezza nel 1998 – Assessore agricoltura Cuffaro (allora il CF siciliano dipendeva da quell’Assessorato) indisse un concorso per 350 agenti forestali.

Vi parteciparono 40.000 circa.

Ma non ci fu accordo nella spartizione ed il bando decadde.

Sindacati, associazioni e gente ragionevole, rappresentarono il problema a Lombardo, a Crocetta ed ora a Musumeci.

Tutti – ad onore del vero sono stati disponibilissimi in campagna elettorale – ma regolarmente disattesero le promesse, una volta eletti ed in carica.

Tra l’altro, il Presidente Lombardo nomin√≤ un pregiudicato (con sentenze passate in giudicato) al comando del Corpo.

“La Repubblica” di Palermo fece un articolo.

Si pensava che Crocetta (uomo antimafia) potesse finalmente decidere – vista l’importanza – per la sicurezza e la difesa del territorio, e rilanciare il Corpo Forestale.

Ma si assistette alla deformazione dei compiti istituzionali del Corpo Forestale, come se fosse formato da operatori stradali oppure cantonieri.

“Dulcis in fundo”, veniamo a Musumeci.

L’avvocato, in campagna elettorale, ricevette anche l’Associazione Nazionale Forestali Italiani.

Riconobbe la necessit√† di rilanciare questa importante Istituzione dell’Autonomia Siciliana.

Oggi non riceve nemmeno il Presidente di quella Associazione, che vorrebbe ricordargli l’impegno.

Continuano le promesse elettorali: quali un concorso per 50 agenti forestali.

Ma ne mancano circa 700 fra agenti, sottufficiali e tecnici, necessari per dare la normale efficienza operativa qualificata.

Eppure,¬†trattandosi di un’Istituzione civile, militarmente organizzata, sarebbe opportuno, anzi indispensabile,¬†preordinare un piano di assunzione di 5/10 anni per coprire i vari ruoli del Corpo.

Si aspettano gli incendi per dare spazio ai buoni propositi.

Gli stessi buoni propositi, posticipati, non realizzati, possono trasformarsi in fattivi complici degli incendiari.

Infatti, la mancanza di DOS, dislocati come circa 10 anni addietro, fa si che fra una segnalazione di incendio,¬†ad opera della vedetta o di un cittadino, all’arrivo del DOS Forestale in zona operazioni; i tempi si¬†diradano enormemente.

Dai 30/40 minuti di prima ai circa 40/80 minuti di adesso.

Quindi a causa delle mancanze di una politica “distratta”,¬†¬†un incendio di poco conto, dopo 60 minuti ha buone possibilit√†¬†per diventare un problema ingestibile.

L’Assessore al¬†Territorio¬†dovrebbe sapere l’importanza che hanno le squadre AIB Forestali per lo spegnimento degli incendi.

Se il Corpo Forestale ha carenze enormi, non meno rilevanti sono le carenze dei braccianti forestali impiegati nell’antincendio, in particolare:

vedette antincendio, autisti dei mezzi antincendio, addetti delle squadre antincendio (quelli per intenderci che rischiano la vita per spegnere direttamente le fiamme su terreni impervi e scoscesi).

Una campagna giornalistica disinformata ha trovato utile gridare allo scandalo per il numero dei braccianti forestali; classificandoli solo con forestali, ha fatto passare la convinzione che il Corpo Forestale siciliano ha pi√Ļ forestali del Canada.

Questo Assessore, come i suoi predecessori, questo Presidente, come i suoi predecessori, non hanno saputo difendere la verit√† e si sono chinati al quarto potere con l’immobilit√†.

Non hanno pi√Ļ amministrato il settore, cos√¨ adesso le carenze di personale nei ruoli del Corpo Forestale (le poche centinaia – 350 per tutta l’Isola – con et√† superiore ai 58 anni) e le carenze di braccianti forestali (operai con particolari idoneit√† fisiche) specializzati per l’antincendio (dai 7.000 necessari nell’organizzazione antincendio del 2010, sono rimasti meno di 5.000 oggi, in pi√Ļ con et√† superiore a 50 anni).

Nel 2008 questa stessa Organizzazione Antincendio della Sicilia – sempre redattore e responsabile il Corpo Forestale dell’autonomia siciliana – ha ricevuto gli elogi dell’allora generale responsabile del Centro Operativo Aereo Unificato nazionale.

L’allora – non meno politicante – presidente Lombardo e l’assessore La Via furono meravigliati, partecipando alla visita dei responsabili nazionali dell’antincendio alla sala operativa regionale.

L’Assessore sinceramente manifest√≤ la sua meraviglia.

Nel 2020 l’Organizzazione dell’antincendio in Sicilia – con gli aggiustamenti che l’esperienza ed i dati di ogni anno permettono – √® la stessa del 2008, solo che mancano circa 3.000 operatori nei diversi livelli.

E gli Amministratori locali?

Salvo non molti casi di veri responsabili che hanno dignità umana ed etica istituzionale, possono arginare ma non risolvere il problema.

Basterebbe rilevare le zone bruciate nell’anno precedente, impedendo l’uso di queste aree, come dispone la legge. Perch√® non formare le squadre di volontari? Le sale operative comunali?¬†Predisporre un Piano Antincendio Regionale?

L’estate volge alla fine, portando via l’ elevato rischio incendi e spostando¬†il livello di attenzione dei media.

Ci ritroveremo con le identiche problematiche nella prossima estate?

Anche il personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana ritorner√† ad elaborare i dati dell’antincendio di questo anno per preparare quello del 2021.

Prima si ringrazieranno gli operai forestali precari dell’antincendio, intrepidi nel rischiare la vita, ed eroi semmai la perdano davvero.

Appuntamento al 15 giugno 2021, sapendo che saranno sempre di meno, chiamati a missioni talora impossibili.

Tra l’altro, consapevoli¬†di non ricevere nemmeno un grazie dall’opinione pubblica, disinformata dalla stessa stampa della pagnotta”.

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