Sanificazione delle spiagge: lunga nota dell’Assessore alle Politiche del Mare Dafne Musolino

Dafne Musolino

Con riferimento all’articolo apparso oggi, 25 agosto 2020, sul quotidiano Gazzetta del Sud dal titolo De Luca sotto i riflettori della Rai “Qui sarà messa la Bandiera Blu” nel quale è stata documentata in sintesi la puntata della trasmissione Agorà andata in onda in diretta su Rai3, ieri, lunedì 24 agosto, nel corso della quale la corrispondente, la giornalista Lucia Loffredo, ha trascorso un’intera mattina in compagnia del Sindaco Cateno De Luca visitando le spiagge del litorale sud di Messina e degustando le prelibatezze locali, si prende atto che, ancora una volta, una certa compagine politica ha colto l’occasione per fomentare contro l’Amministrazione comunale, denigrandone l’attività e l’operatività.

“Siamo tristemente abituati – evidenzia l’Assessore alle Politiche del Mare Dafne Musolino – a simili solerte esternazioni, che peraltro sono caratterizzate sempre da uno spirito di polemica strumentale e fine a se stessa e siamo anche consapevoli che la risposta, in questo caso, come in altri in cui abbiamo subito sterili attacchi, è stata già fornita con i fatti e con le attività svolte ben visibili a tutti e che pertanto, ogni parola spesa al riguardo è superflua e ridondante, ma non possiamo esimerci dal formulare questa replica per due ragioni.

La prima è costituita dal fatto che MessinAccomuna, ancora una volta, formula un attacco al fine di tentare di demolire l’attività svolta da questa Amministrazione, strumentalizzando ogni azione nella speranza di convincere qualcuno che quanto fatto sia stato inutile e/o dannoso o, addirittura, in spregio alla legge. A questo gioco al massacro non ci prestiamo e spieghiamo subito il perché.

Ancora prima che MessinAccomuna si accorgesse che era arrivata la stagione estiva e che si ponesse il problema di come garantire il rispetto delle norme sanitarie in tema di contrasto al contagio al Coronavirus, venivano rese pubbliche le Linee Guida del 25/5/2020 elaborate dalla conferenza delle Regioni e delle Province autonome nelle quali veniva prevista la regolare pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, da assicurare comunque giornalmente dopo la chiusura dell’impianto, mentre per le attrezzature da eseguire sempre giornalmente e ad ogni cambio di persona o nucleo familiare.

E’ bene precisare che le Linee Guida prescrivevano per le spiagge libere il rispetto delle medesime misure prescritte per i lidi, ovviamente con le differenze del caso, raccomandando ai Comuni costieri di effettuare sempre la disinfezione dei servizi.

Perciò, mentre MessinAccomuna probabilmente stava ancora svernando dalla lunga pausa del lockdown, il Comune di Messina convocava un tavolo tecnico, in data 4 giugno 2020, nel corso del quale elaborava insieme al Dirigente del Demanio Marittimo, agli Uffici comunali, alla Capitaneria di Porto ed ai rappresentanti delle Associazioni di categoria del settore, un Protocollo con il quale veniva previsto che tutti i gestori del lidi avrebbero provveduto ogni giorno ad eseguire la sanificazione delle passerelle, dei percorsi pedonali, delle docce, dei servizi sanitari ed anche delle attrezzature da spiaggia (quali lettini, sdraio, etc.) ad ogni cambio cliente e comunque al termine di ogni giornata di lavoro.

Il Protocollo veniva sottoscritto da tutti i partecipanti e lo stesso Ufficio del Demanio ne diramava copia anche agli uffici periferici per l’adozione negli stabilimenti balneari della provincia di Messina. Di quanto sopra veniva data ampia informazione alla cittadinanza anche tramite la pubblicazione di un articolo sul quotidiano locale Gazzetta del Sud nel quale si testimoniava una costante attenzione da parte delle istituzioni cittadine alle disposizioni anti-Covid.

MessinAccomuna non aveva nulla da dire, evidentemente ancora assopita dai tepori primaverili.

Come è noto – prosegue l’Assessore – la stagione balneare ha preso avvio quest’anno con estremo ritardo, dal 6 giugno al 31 ottobre 2020, e per tutti i Sindaci dei Comuni costieri si è imposto il problema di come riuscire a fare rispettare le norme anti-Covid nelle spiagge libere. Per tale ragione l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente convocava l’8 giugno 2020 una conference call con tutti Sindaci dei Comuni costieri, con la quale chiedeva ad ogni Sindaco di riferire quali attività intendeva mettere in atto al fine di garantire il rispetto di queste disposizioni.

All’incontro partecipava anche il Comune di Messina, che tra i Comuni isolani è quello che vanta la maggiore estensione della linea di costa (56 km), ed esponeva tra le attività che avrebbe realizzato anche quella della sanificazione per garantire una qualità COVID Free delle sue spiagge. Dopo avere ascoltato le dichiarazioni di tutti gli amministratori locali, l’Assessore regionale invitava ogni Comune a compilare delle schede che sarebbero state trasmesse per mezzo dell’ANCI Sicilia, con esatta quantificazione dei costi che si stimava di sostenere per le attività proposte.

Il Comune di Messina provvedeva alla compilazione e trasmissione delle schede in data 25/6/2020 con le quali esponeva sinteticamente le attività che si intendevano svolgere e indicava, per l’attività di pulizia straordinaria delle spiagge, il costo di € 120.000,00.

In data 11 agosto 2020 veniva pubblicato il D.A. 735/2020 con il quale sono state approvate, secondo l’allegato 1 del Decreto stesso, ‘le tipologie di azioni che i Comuni costieri intendono porre in essere, in aggiunta a quelle già contemplate dalla l.r. 17/1998 (vigilanza della balneazione, n.d.t.) per l’efficace contenimento e per la prevenzione del contagio da Covid-19 in corrispondenza delle spiagge libere di relativa pertinenza’.

Come si legge all’art. 1 del Decreto, dunque, le attività elencate nell’Allegato 1 del D.A. non sono state imposte dall’Assessorato, ma sono state proposte dai Comuni costieri e recepite dall’Assessorato stesso, che le ha finanziate. E tanto basterebbe per dimostrare l’inconsistenza delle polemiche di MessinAccomuna che evidentemente non ha ben letto il Decreto (sebbene consti di soli 3 articoli, ma evidentemente i torpori del lockdown sono duri a svanire…).

Quindi, diversamente da quanto viene riportato nell’articolo, gli interventi che possono essere finanziati dal Decreto vengono scelti dal Comune secondo il proprio programma e le esigenze ritenute prioritarie, non vi è alcun obbligo di attuare ogni azione né è stato previsto un numero minimo o massimo di attività da espletare. Tuttavia MessinAccomuna non riesce a digerire il fatto che sulle spiagge libere quest’anno il Comune ha rafforzato la propria presenza e così, oltre alle passerelle ed alle docce già installate l’anno scorso, quest’anno si sono aggiunte 3 postazioni allestite per l’accessibilità in spiaggia a Capo Peloro e ben 5 postazioni sul litorale sud, a Santa Margherita. Ogni postazione, come quella visitata dalla giornalista Loffredo ieri mattina, è dotata di passerella per accessibilità fino alla fascia di rispetto della battigia, di postazione doccia con accessibilità ai portatori di handicap, di ombraie e di isole per la sosta. Questa postazioni sono state realizzate dall’Amministrazione comunale nell’ambito del Progetto “Aspettando la Bandiera Blu”, ben prima del Coronavirus ed anche del D.A. n. 735/2020 dell’11 agosto 2020 con fondi propri dell’Amministrazione, e sono state implementate, proprio nel rispetto delle prescrizioni sanitarie anti-Covid, di dispenser per erogare gel igienizzanti ai bagnanti (attività prevista nel D.A. 738/2020).

Inoltre già dallo scorso anno l’Amministrazione ha fatto installare le isole ecologiche sulle spiagge, provvedendo alla raccolta giornaliera dei rifiuti ed alla pulizia manuale delle spiagge giornalmente (dopo avere effettuato interventi di pulizia con i mezzi meccanici). Quindi, anche questa attività, che è prevista nel D.A. 738/2020 è stata realizzata ed attuata dal Comune ben prima del finanziamento regionale.

Relativamente invece alla sanificazione delle spiagge, nella riunione dell’8 giugno i rappresentanti dei Comuni costieri fecero quasi tutti presente che a stento avrebbero potuto garantire, con fondi propri, la sanificazione dei servizi, ma che mai avrebbero potuto sobbarcarsi il costo di una sanificazione del litorale. Ecco spiegata la ragione per la quale nel Decreto n. 735/2020 ci si limita a indicare la sanificazione delle passerelle e delle docce, intendendo che almeno questa attività venga svolta, ma non vietando di potere svolgere un’attività più estesa come il Comune di Messina ha rappresentato di volere fare.

Evidentemente a MessinAccomuna, risvegliatasi improvvisamente dai torpori del lockdown e precipitata nella calda stagione estiva senza soluzione di continuità, tutti questi passaggi sono sfuggiti, così come le è sfuggito che il finanziamento ricevuto dalla città di Messina con il D.A. n. 735/2020 è il più elevato tra le città Metropolitane. Difatti, considerato che i parametri per la distribuzione delle somme sono stati indicati in una quota fissa di € 5.000 per ogni Comune costiero, un 20% sulla base della popolazione residente secondo indici ISTAT 2019 ed un 80% sulla estensione per metri lineari delle coste balneabili, Messina ha ricevuto la somma di 76.059,75 euro così determinata: 5.000 euro quale contributo fisso, € 20.929,95 corrispondente al 20% della popolazione (registrata secondo indici ISTAT in 232.555 abitanti nel 2019) e su 41.090 mt lineari di costa balneabile, le viene riconosciuto l’80% pari ad € 50.129,80.

Il dato è significativo se si considera che Palermo riceve appena 6 mila euro di più di finanziamento, ma il dato viene composto dal contributo fisso di € 5.000,00 cui si aggiunge il contributo proporzionale alla popolazione residente (20%) pari ad € 59.706,09 e per la balneabilità delle coste riceve appena € 17.677,80.

Catania, poi, si attesta a 49.201,46 euro, nonostante riceva la somma di € 28.042,56 quale contributo per la popolazione residente (stimata in ben 311.584) ma solo € 16.158,90 per la balneabilità delle coste.
Il Comune di Messina, dunque, per la balneabilità delle coste supera di gran lunga le altre Città metropolitane ed i capoluoghi di provincia (costieri) della Sicilia e si classifica seconda assoluta, superata solo dal Comune di Lipari, che riceve la considerevole cifra di € 86.734,89 per la stimata balneabilità delle sue coste pari a 66.050 mt lineari corrispondenti al contributo di € 80.581,00.

Dalla lettura del D.A. 735/2020 emerge quindi un apprezzamento vero e significativo per le coste messinesi e per la balneabilità del suo mare, che è superiore a quello degli altri Comuni costieri, con la sola eccezione del comune di Lipari. Ovviamente non ci saremmo mai aspettati che MessinAccomuna rilevasse un simile dato, ancorché lo stesso spicchi agli occhi di un qualsiasi lettore non obnubilato dalla polemica sterile e strumentale, ma di certo non possiamo e non intendiamo tollerare che il buon lavoro svolto per aumentare la balneabilità delle coste messinesi, per implementare i servizi sulle spiagge pubbliche, per dotarle di isole ecologiche, di accessi per portatori di handicap e di sanificazione, che le hanno rese finalmente e realmente fruibili dopo anni, anzi decenni, di abbandono e trascuratezza, vengano trasformate in azioni velleitarie o addirittura additate come sprechi di risorse pubbliche.

E parlando di sprechi, passiamo alla seconda ragione per la quale non possiamo restare silenti dinanzi alle dichiarazioni farneticanti di MessinAccomuna, e lo ripetiamo: la Giunta Accorinti approvò la manifestazione di due giorni nella quale il Dalai Lama si esibì al Teatro Greco di Taormina, stabilendo che la somma sborsata per tale evento sarebbe stata rimborsata dalla vendita dei biglietti dei soggetti che avrebbero partecipato alla manifestazione. Ricordiamo bene che tale motivazione venne addotta nel tentativo di spiegare che non si era inteso elargire un contributo a S.S. Dalai Lama per i due giorni di presenza a Messina (e che valsero anche una profonda frizione con l’Ambasciata Cinese che manifestò apertamente il suo disappunto per tale evento), ma come una anticipazione di cassa che sarebbe stata poi rimborsata dalla sicura e ampia vendita dei biglietti. Ma di tale rimborso non si ha alcuna traccia!

Questa è la differenza tra la nostra Amministrazione e quella che ci ha preceduto. Noi facciamo azioni che sono rivolte davvero al benessere di tutti cittadini e lo facciamo con fondi nostri, riuscendo pure a ottenere ulteriori finanziamenti che vengono erogati sulla scorta di una valutazione dello stato di benessere delle nostre coste (secondi in assoluto, primi tra le Città metropolitane e i capoluoghi di provincia con affaccio sulla costa). Loro, quelli che MessinAccomuna difende e rappresenta, organizzavano eventi con soldi pubblici a beneficio di pochi interessati, tanto pochi che sembra non siano riusciti neppure a rimborsare le somme spese in modo velleitario.

Invitiamo MessinAccomuna – conclude l’Assessore Musolino – ad andare avanti nelle sue indagini e richieste di informazioni, perché siamo certi della linearità, legalità e validità della nostra Amministrazione, così come noi continueremo a chiedere conto del rimborso per l’evento del Dalai Lama e speriamo che il caldo sole d’agosto non impedisca a MessinAccomuna di fornirci una risposta compiuta e documentata come quelle che noi non esitiamo mai a fornire a chiunque ce ne faccia richiesta”.

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