Sono già quattro i droni AGS della NATO a Sigonella

di Antonio Mazzeo

Con un laconico comunicato il Comando generale della NATO ha reso noto l’arrivo a Sigonella del quarto velivolo a pilotaggio remoto RH-4D “Phoenix” del programma Alliance Ground Surveillance – AGS. “Il drone è decollato dalla base aerea di Edwards in California (USA) alle ore 18.33 locali del 25 luglio ed è atterrato a Sigonella alle 16.20 del giorno successivo, dopo più di 22 ore di volo”, riporta la NATO.

“L’arrivo del quarto velivolo costituisce un ulteriore passo per la Forza Alleata di sorveglianza terrestre”, ha dichiarato il generale Houston Cantwell, comandante della NATO AGS Force. “Dopo sole due settimane dall’atterraggio nella base aera siciliana del terzo drone RQ-4D, la flotta AGS della NATO di cinque velivoli a pilotaggio remoto è adesso vicina al suo completamento. Si rafforzano così le nostre capacità con maggiore ridondanza e flessibilità. La NATO AGS Force prosegue nel suo sforzo per divenire il fornitore chiave in ambito regionale delle informazioni di pronto allarme ai membri dell’Alleanza Atlantica”.

Il 4 giugno 2020, il nuovo drone della NATO aveva avuto il suo battesimo operativo nel Mediterraneo centrale e in nord Africa con un volo di ricognizione e intelligence decollato da Sigonella e conclusosi dopo nove ore circa. “Durante la missione, i sensori del velivolo Phoenix hanno raccolto immagini e informazioni su obiettivi in movimento che sono state trasferite al Centro di Supporto operativo della task force AGS di Sigonella, dove sono state processate ed elaborate e successivamente trasferite agli Alleati”, aveva riferito il Comando Strategico Alleato in Europa (Shape) di Mons, Belgio.

Dotati della piattaforma radar MP-RTIP con sofisticati sensori termici per il monitoraggio e il tracciamento di oggetti fissi ed in movimento, i droni AGS possono volare ininterrottamente per più di 22 ore, sino a 18.000 metri di altezza e a una velocità di 575 km/h. I dati rilevati e analizzati a Sigonella sono poi trasmessi grazie ad una rete criptata al Comando JISR, Joint Intelligence, Surveillance and Reconnaisance della NATO, con sedi a Bruxelles, Mons e The Hague. Oltre 16.000 km il raggio d’azione dei velivoli senza pilota, così da consentirne l’operatività in un’area geografica che comprende l’intero continente africano e il Medioriente, l’Europa orientale sino al cuore della Russia. Grazie alle informazioni raccolte e decodificate dall’AGS, la NATO è in grado di ampliare lo spettro delle proprie attività nei campi di battaglia e rafforzare la capacità d’individuazione degli obiettivi da colpire con gli strike aerei e missilistici.

Il quinto drone è atteso a Sigonella entro la fine di agosto; l’intero sistema di “sorveglianza terrestre” sarà tuttavia completato nel 2022, con cinque anni di ritardo nella tabella di marcia prevista dal contratto tra il comando NATO e l’industria statunitense costruttrice, Northrop Grumman. Intanto il 4 maggio 2020 è stato pubblicato il bando per individuare la società a cui saranno affidati i servizi di manutenzione e di supporto dei droni AGS schierati nella stazione aeronavale di Sigonella. Alla gara sono state invitate 19 aziende con sede in Italia; l’importo del contratto è di 1.200.000 euro, con la possibilità di ulteriori opzioni sino a 6 milioni, per il periodo compreso tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2021.

Il costo totale del programma AGS è stato stimato intorno a 1,7 miliardi di dollari. A contribuire finanziariamente solo 15 paesi membri della NATO: Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti.

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