ARRIVA IN AULA LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L’OMI-BI-TRANSFOBIA E MISOGINIA

L’APPELLO DELLA RETE NAZIONALE PER IL CONTRASTO AI DISCORSI E AI FENOMENI D’ODIO: “SI APPROVI PRESTO, SENZA STRAVOLGIMENTI”

Drag Queen in posa con manifestanti

Il 3 agosto arriva finalmente in aula il testo unificato della proposta di legge contro l’omo-bi-transfobia e la misoginia, di cui sarà relatore l’onorevole Alessandro Zan.

Finalmente, dopo la parziale sospensione dei lavori delle Camere dovuta all’emergenza Covid, e finalmente – soprattutto – dopo che due proposte di legge contro l’omofobia furono sottratte al dibattito parlamentare durante la XVI legislatura, nel 2009 e nel 2013. Finalmente, infine, perché l’Italia è molto in ritardo, rispetto a molti altri paesi, nell’accogliere le raccomandazioni delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e di vari documenti di soft e hard law dell’Unione Europea in tema di diritti umani delle persone LGBTI+.

La proposta di legge in discussione – è utile ricordarlo – riguarda l’estensione della punibilità già prevista dagli artt. 604 bis e 604 ter c.p., per le condotte di commissione di atti discriminatori o istigazione alla commissione di atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi, anche alle medesime condotte per motivi di genere, sesso, identità sessuale e orientamento sessuale. Non riguarda invece la propaganda di idee o le convinzioni personali.

Come già avviene in molti paesi, dalla Francia alla Germania, dall’Austria alla Svizzera, il disegno di legge propone la perseguibilità di reati motivati da «stigma sessuale, in particolar modo nei confronti delle persone omosessuali e transessuali», insieme all’introduzione di strumenti di prevenzione del crimine e di assistenza alle vittime di questi reati.

Come sappiamo dal nostro lavoro di monitoraggio e contrasto alle discriminazioni, e come ha più volte affermato l’onorevole Zan, in Italia esiste un «serio problema di discriminazione verso le persone omosessuali e transessuali», e affermare che esistono già «adeguati presidi per contrastare questo fenomeno» – ha osservato la presidente della Commissione Giustizia alla Camera Francesca Businarolo – significa non voler prendere atto della realtà. Una realtà che è sotto gli occhi di tutti, come purtroppo ci hanno ricordato le gravissime aggressioni omofobe avvenute nelle scorse settimane lungo la Penisola. E si tratta soltanto delle ultime aggressioni in ordine di tempo riportate dalle cronache, senza contare tutte le aggressioni – verbali e fisiche – che avvengono senza essere denunciate.

L’approvazione del disegno di legge permetterebbe non solo di dotare la magistratura di norme adeguate, e le vittime di una tutela legale dei loro diritti, ma anche di far avanzare sensibilmente il dibattito sulla piena cittadinanza di tutte le persone, e di porre fine a una grave forma di discriminazione in palese contrasto con il dettato della Costituzione.

Non possiamo che esprimere tutta la nostra soddisfazione nel vedere arrivare in aula questa proposta di legge, di cui ci auguriamo l’approvazione in tempi certi e rapidi, e senza stravolgimento o compromessi al ribasso. Ci auguriamo inoltre che a questo adeguamento normativo si affianchi finalmente una cultura del diritto e della prevenzione dei fenomeni d’odio, come risposta ferma e duratura al culto della violenza e alla prassi della discriminazione.

31 luglio 2020

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