Anniversario della strage fascista alla stazione di Bologna

L’infame attentato avvenne alle ore 10.25 alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale. La bomba, di altissimo potenziale esplosivo costituito da 23 chilogrammi di tritolo, era contenuta in una valigia abbandonata.

 

La deflagrazione fu terrificante, tragiche le conseguenze sul piano umano e sulle distruzioni materiali conseguenti. La strage piĂą grande avvenuta in Italia dalla fine della guerra.

In quella mattinata la stazione di Bologna era affollatissima. Persone di tutte etĂ  che si accingevano a partire per il periodo feriale, che arrivavano da altri luoghi attese da familiari o amici. Un momento spensierato di gioia, un coagulo di affetti e di amori, improvvisamente spezzati dagli assassini che colpirono con il progetto perverso di uccidere il maggior numero di persone.

Il loro obiettivo era finalizzato alla continuità della strategia della tensione, iniziata nel dicembre del 1969 con le bombe nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana Milano. Indirizzato, con il sostegno diretto di strutture deviate dello Stato, a scardinare il tessuto democratico della giovane Repubblica italiana, nata dalla Resistenza al nazifascismo. Una lunga stagione di stragi attraversò l’Italia, con l’obiettivo di determinare un colpo di stato militare, per distruggere le libertà e i significativi avanzamenti sociali e di contrattazione che erano stati conquistatati dai lavoratori e dalle strutture civili, che avevano coinvolto nelle lotte rivendicative milioni di donne e uomini.

 

Le vittime provenivano da 50 diverse cittĂ . I morti stranieri furono 9; 19 gli studenti assassinati, 5 gli insegnanti, 14 gli operai, 12 gli impiegati, 7 i pensionati ,11 le casalinghe; vi erano poi artigiani, militari, ferrovieri, tassisti, dirigenti, lavoratori appartenenti ad altre categorie e disoccupati.

La vittima piĂą piccola aveva 3 anni, la piĂą anziana 86.

Trentatré morti avevano una età compresa fra i 18 e i 30 anni, 7 fra i 3 e 14 anni.

 

MORTI: 85 persone

FERITI: 200 persone

 

per non dimenticare le vittime: le donne, gli uomini e i bambini, che rimasero straziati dall’esplosione della bomba.

 

* La BIOGRAFIA delle vittime è leggibile in un’apposita sezione del sito internet della Regione Emilia-Romagna.

 

https://www.assemblea.emr.it/cantiere-due-agosto/biografia-delle-vittime

 

* Riguardo le fotografie dei visi delle persone rimaste uccise :

 

http://www.stragi.it/index.php?pagina=vittime#rdemarchi

 

Nel quarantesimo anniversario della strage ritornano nella memoria i solenni versi del sommo poeta siciliano Ignazio Buttitta – 19 settembre 1899 – 5 aprile 1997 – , che diversi anni prima aveva intitolato ad un fascista una sua poesia – Da “ Ignazio Buttitta, il poeta in piazza” – ed. Feltrinelli 1974:

“ A un fascista che ha preteso la dedica”

 

I viziusi sònnanu fimmini nudi

i mbriacuna vutti e cantini

l’usurai i dinari

i bizzòcculi u paradisu

l’artisti l’alloru

i cani ossa di spurpari

i scecchi pagghia e fenu

i porci sònnanu fangu

e i fascisti morti e sangue

 

I viziosi sognano donne nude

gli ubriaconi botti e cantine

gli usurai i denari

le beghine il paradiso

gli artisti l’alloro

i cani ossi da spolpare

gli asini paglia e fieno

i porci sognano fango

e i fascisti morti e sangue

 

 

Le Vittime siciliane:

 

DOMENICA MARINO 26 anni. Lavorava come collaboratrice famigliare ad Altofonte in provincia di Palermo ed aveva sette fratelli.

 

LEO LUCA MARINO 24 anni. Originario di Altofonte in provincia di Palermo, proveniva da una famiglia formata dai genitori e da otto figli.

 

VERDIANA BIVONA 22 anni. Operaia, viveva con i genitori e con uno dei suoi due fratelli a Castelfi orentino (Firenze) dove era nata e la sua famiglia aveva origini siciliane.

 

ELEONORA GERACI IN VACCARO 46 anni. Era di origini palermitane e il due agosto era partita in auto con il figlio Vittorio di 24 anni che viveva a Casalgrande, Reggio Emilia.

 

VITTORIO VACCARO 24 anni. Operaio ceramista era nato a Palermo e viveva a Casalgrande, Reggio Emilia, con la moglie che aveva conosciuto a Rimini e una fi glia di 4 anni.

 

VITO ALES 20 anni. Viveva a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, aveva un diploma come operaio specializzato ed era in attesa di trovare un posto di lavoro stabile.

 

ANTONINO DI PAOLA 32 anni. Era di Palermo, aveva due sorelle ed un fratello,E amava trasmettere alla radio e da 14 anni lavorava per la ditta Stracuzzi, specializzata in apparecchiature elettriche per la segnalazione ferroviaria.

 

SALVATORE SEMINARA 34 anni. Originario di Gravina di Catania, aveva un fratello e una sorella. Era perito elettrotecnico e da 9 anni lavorava come operaio specializzato nella sede di Bologna della ditta Stracuzzi, specializzata in apparecchiature elettriche per la segnalazione ferroviaria.

 

ONOFRIO ZAPPALA’ 27 anni. Di Sant’Alessio Siculo ( Messina), da due anni assunto dalle Ferrovie dello Stato come guardiano alla stazione di Porretta. Doveva incontrare alla stazione di Bologna la fidanzata Ingeborg, una maestra danese di 22 anni.

 

 

* Lettera di Memoria e LibertĂ 

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