Archeologia: nuovi ritrovamenti nella necropoli di Sant’Angelo Muxaro

Archeologo al lavoro nello scavo di Sant’Angelo Muxaro (AG)

La ripresa della campagna di scavi archeologici – fortemente voluta dal governo Musumeci e avviata in Sicilia appena un anno fa – continua a produrre risultati sorprendenti. A Sant’Angelo Muxaro, piccolo centro dell’entroterra agrigentino, le ricerche in localitĂ  “Monte M’pisu”, nelle tombe a pozzetto della necropoli eneolitica risalente al IV millennio avanti Cristo, hanno infatti portato alla luce vasi e resti scheletrici molto interessanti.

Ritrovamento cratere in terracotta nello scavo di Sant’Angelo Muxaro (AG)

I ritrovamenti saranno sottoposti, nei prossimi giorni, a esami scientifici e specifici che consentiranno di identificarne il contenuto. Le analisi isotopiche sui reperti scheletrici serviranno a identificare, invece, il tipo di dieta alimentare adottata dalla popolazione.

«La valorizzazione del nostro patrimonio archeologico – sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – è una delle prioritĂ  del mio governo.

Oggetti nel sito di ritrovamento. Sant’Angelo Muxaro (AG)

Quello di Sant’Angelo Muxaro è uno degli otto cantieri che abbiamo attivato in tutta l’Isola, dopo un’interruzione di oltre dieci anni, per aprire una nuova stagione che consentirĂ  alla nostra terra di ottenere un duplice risultato: da un lato arricchire l’offerta del nostro immenso giacimento culturale a turisti, studiosi e curiosi, dall’altro conservare la nostra memoria».

«Le attivitĂ  di ricerca e di scavo archeologico negli ultimi decenni sono state condotte da UniversitĂ  e Istituti privati – dice l’assessore dei Beni culturali e dell’identitĂ  siciliana, Alberto SamonĂ  – ed è stata precisa volontĂ  del governo regionale, sotto impulso dell’assessore Sebastiano Tusa, quella di ricominciare a finanziare campagne in tutta la Sicilia affidandole alle professionalitĂ  che operano all’interno dell’assessorato

Archeologi all’opera nel sito di Sant’Angelo Muxaro (AG)

dei Beni culturali. I risultati ci confortano e rafforzano la consapevolezza che le Soprintendenze siciliane, dotate di eccellenti archeologi e tecnici, hanno la potenzialità di continuare in quell’attività di ricerca che ci ha reso famosi nel mondo. Riprendere le campagne di scavo, inoltre è il modo per riappropriarsi di una tradizione scientifica indispensabile per lo studio e la conservazione della nostra memoria».

Archeologo nello scavo di Sant’Angelo Muxaro (AG)

Di grande rilevanza anche le indagini che si stanno conducendo sul Monte Castello, alta e inaccessibile rocca sul fiume Platani identificata con Kamicos, cui è legato un patrimonio di leggende che ruotano intorno alla figura del cretese Minosse e del re sicano Kokalos. Un saggio in profondità, infatti, ha rivelato la presenza umana già cinquemila anni prima di Cristo mostrando ceramiche a decoro dipinto e inciso/impresso e, soprattutto, reperti di ossidiana di Lipari e Pantelleria che documentano già nel Neolitico rapporti commerciali ad ampio raggio. Quella di Monte Castello, infatti, si rivela una delle più importanti stratificazioni archeologiche mai documentate che, proprio in questo sito, descrive un continuum ininterrotto dal V millennio avanti Cristo fino ad età greca, romana e medievale.

Archeologo con oggetto ritrovato nello scavo di Sant’Angelo Muxaro (AG)

La Regione Siciliana ha finanziato in totale otto cantieri nelle province di Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, Ragusa e Messina. Le attività riguardano, soprattutto, quelle zone della Sicilia che fino a ora hanno ricevuto minori attenzioni, sia in termini di finanziamento per la ricerca, sia per l’inclusione nei grandi circuiti.

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