UN INCONTRO IN RICORDO DI PAOLO FINZI A VITERBO

Peppe Sini

Alcune persone amiche della nonviolenza si sono incontrate il 28 luglio 2020 a Viterbo presso il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” per ricordare Paolo Finzi, l’intellettuale libertario e militante anarchico deceduto una settimana fa.

Per l’esperienza nonviolenta viterbese Paolo Finzi era fin dagli anni Settanta un amico molto ascoltato, un maestro di rigore e gentilezza, un compagno di lotte, un punto di riferimento nelle riflessioni piu’ fondamentali, nelle analisi piu’ complesse, nelle scelte piu’ ardue.
Di seguito una sintesi delle parole dette in suo ricordo nel corso dell’incontro e allegati in calce due testi di Benito D’Ippolito apparsi nei giorni scorsi sul notiziario “La nonviolenza e’ in cammino”.
*
Paolo Finzi e’ stato un intellettuale e un militante anarchico di immensa cultura e di profonda solidarieta’ che ha dedicato l’intera sua vita all’impegno comune in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per la liberazione dei popoli e delle classi oppresse, nella cura per l’intero mondo vivente, per la civilta’ come impegno e percorso comune dell’umanita’ intera che alla violenza e alla menzogna si oppone per realizzare la societa’ giusta in cui vivere sia per tutte e tutti un’esperienza degna, colma di senso e valore, felice.

La vicinanza umana a tutte le vittime di violenza e oppressione fu il suo atteggiamento costante, la cifra dei suoi giorni.

L’ascolto rispettoso delle altrui voci, il dubbio metodico che giova alla comprensione, la mitezza che nitida e intransigente resiste al male, la fiducia nel saper essere e voler restare umano, l’amore per l’umanita’ e per la vita, erano la sostanza della sua disposizione dialogica e maieutica, del suo agire solidale e libertario.

Era un uomo integro, generoso e coraggioso, un antifascista e un amico della nonviolenza, un anarchico nel senso autentico e forte del termine: che ad ogni potere oppressivo si opponeva per affermare il diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’, alla condivisione del bene e dei beni, alla responsabilita’ per l’altra persona e per il mondo; per affermare l’eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani fondata proprio sull’infinita preziosa diversita’ di ogni persona; per affermare la liberta’ come sostanza dell’esistenza individuale e collettiva, come legame della societa’ responsabile e solidale da inverare gia’ nell’opera quotidiana, come principio e motore dello svolgimento della storia, come valore intimo e universale senza del quale non si da’ ne’ giustizia ne’ misericordia, non si da’ empatia ne’ fratellanza e sororita’. La liberta’ come infinito altruismo, come infinito riconoscimento di dignita’, come benevolenza irraggiante e schiudente.

Suo principale strumento d’azione fu la parola sempre franca e leale, sempre lungamente meditata e sempre dialogica; la parola che nasce dall’ascolto, la parola aperta e ricettiva alla voce e all’opinione altrui; il vivo discorso che e’ fatto di presenza e di condivisione, di ricerca comune della verita’ che libera. E ancor piu’ la viva impegnata tenace presenza dalla parte delle vittime, la condivisione della vita, delle lotte e delle speranze di tutte le oppresse e gli oppressi. Parresia e koinonia.
La sua tragica scomparsa convoca ogni persona che lo abbia conosciuto a proseguirne l’impegno morale e civile, sociale e politico, culturale ed esistenziale.

Convoca a serbarne la memoria ed a comunicarla, a fare della sua testimonianza un appello e un esempio.
Convoca a continuare ad opporsi ad ogni oppressione, ad ogni abuso, ad ogni violenza.
Contro la guerra e tutte le uccisioni.
Contro il razzismo e tutte le persecuzioni.
Contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani.
Per la difesa dell’intero mondo vivente.
Per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni.
Per una societa’ giusta di persone libere ed eguali in diritti, responsabili e solidali.
*
Le persone amiche della nonviolenza partecipanti all’incontro viterbese hanno ancora una volta condiviso l’impegno per quattro cose da fare subito contro il razzismo, la schiavitu’, l’apartheid.

1. far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro;

2. abolire la schiavitu’ in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, un voto”; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e’ privato di fondamentali diritti non e’ piu’ una democrazia;

3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita’ costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;

4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza: poiche’ compito delle forze dell’ordine e’ proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e’ la piu’ importante risorsa di cui hanno bisogno.

Chiediamo ad ogni persona di volonta’ buona, ad ogni associazione ed istituzione democratica di premere nonviolentemente affinche’ finalmente almeno nel nostro paese siano riconosciuti tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani.

Chiediamo ad ogni persona di volonta’ buona, ad ogni associazione ed istituzione democratica di insorgere nonviolentemente in difesa della legalita’ che salva le vite; in difesa della democrazia che ogni essere umano riconosce e rispetta e conforta e sostiene; in difesa della Costituzione antifascista che nessun essere umano abbandona tra gli artigli della violenza, dell’ingiustizia, della sofferenza e della morte; in difesa di ogni essere umano e dell’umanita’ tutta.

Tutte e tutti siamo esseri umani in cammino. Tutte e tutti abbiamo bisogno di aiuto. Tutte e tutti siamo esposti al male e alla morte. Tutte e tutti possiamo e dobbiamo recarci reciproco aiuto.
Sconfiggere il male facendo il bene.
Abolire la violenza con la forza della nonviolenza.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Viterbo, 28 luglio 2020

Mittente: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

***

Allegato primo: Benito D’Ippolito: Un ricordo di Paolo Finzi

I.

Trovo nella cassetta delle lettere
l’ultimo numero di “A. Rivista anarchica”
nell’ultima rubrica dell’ultima pagina
leggo dell’ultimo dono di Aurora e Paolo insieme.

Paolo e’ morto lunedi’.
Non e’ giusto che le persone muoiano.
Nessuno dovrebbe mai morire.

II.

Per me avra’ sempre l’aspetto di quando
forse quarant’anni fa Paolo ed Aurora
vennero a trovarmi nella citta’ da cui non esco mai
erano giovani e belli
per me avra’ sempre quel volto.

III.

Lo so che se una persona buona
decide di lasciarci
ha meditato a lungo la sua scelta.
Eppure tutte le persone buone che ho conosciuto
che quella decisione hanno preso
come vorrei avere potuto trattenerle.

Il buio del mondo si fa sempre piu’ buio
ci manca la loro luce.

IV.

Fedele alle vittime
intransigente nel vero e nel giusto
volle essere quello che condivide il pane
che si oppone a tutte le violenze
a tutte le menzogne e le oppressioni.

V.

Leggo gia’ sulla stampa in poche ore come si cristallizza lo stereotipo
il giornalista anarchico amico di De Andre’.

Ma Socrate fu solo l’ateniese maestro di Platone?
Diderot fu soltanto
quel tale dei famosi illuministi
che si ricorda di solito per terzo?
Primo Levi nient’altro che uno
che era tornato dall’inferno
che poi scrisse certi libri che se ne legge qualche pezzo a scuola?

VI.

Conosco quella stanchezza e quella solitudine
e la pena di sentire che non si fa mai abbastanza per le persone che amiamo
e che la nostra lotta sovente piu’ dolori che gioie alle persone piu’ vicine arreca.

E che il mondo delle cose fluttuanti e della gabbia di ferro
incessante smentisce e divora e distrugge
i pochi buoni frutti della fatica nostra.

VII.

So perche’ chi decide di morire va a farlo in un posto lontano
so che anche questo e’ un gesto d’amore.

Ma lessi una volta un argomento conclusivo
che si oppone alla scelta che estingue la vita
e avrei voluto poterlo dire a Paolo
ad Alex alle altre persone che ho perso con cui camminavo.
Lo trovai nella Nuova Eloisa
finche’ puoi fare ancora del bene
non rinunciare alla vita.

VIII.

Non posso capirlo non posso accettarlo
che un compagno ci lasci per sempre
in questa notte di strida e di tenebre
sotto questo diluvio di schegge di vetro
in questo deserto di ruggine e sale
che per sempre ci lasci un compagno
non posso accettarlo non posso capirlo.

IX.

E’ morto lunedi’
e’ gia’ venerdi’ e ancora non riesco
a crederci.

So che dovrei concludere dicendo
che resta di lui cio’ che non muore
che dovremo essere degni
dei doni che ha lasciato e dell’esempio
che dovremo continuare la lotta
anche per lui.

So che dovrei concludere pensando a chi resta
con parole che diano forza e speranza
che dovrei dire della gratitudine che non si estingue
e dell’impegno che continua.

Lo so ma adesso non ci riesco
adesso penso solo che sono piu’ solo
che sono troppo stanco
che non doveva morire.

Lasciatemi respirare ancora un minuto
poi tentero’.

X.

Compagne e compagni, il nostro compagno
Paolo Finzi ci ha lasciato
ma non ci ha solo lasciato
ci ha anche lasciato la sua testimonianza
ci ha lasciato le cose che ha fatto e che ha detto e che ha pensato
ci ha lasciato il compito grande
di opporci ancora e sempre ad ogni oppressione
il compito grande di continuare la lotta
per la liberazione dell’umanita’ intera
dell’intero mondo vivente.

Compagne e compagni,
che possa aver pensato nell’ultima sua ora
che non ci saremmo arresi
che avremmo continuato
portandolo con noi nel cuore e nel futuro.

Compagne e compagni,
che quel suo pensiero
che il senso dell’impegno di tutta la sua vita
noi si sappia inverarlo.

Anche nel suo ricordo e sul suo esempio
continua la lotta per la giustizia la liberta’ la misericordia
che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene.

Anche nel grato suo ricordo e sul suo esempio
continua solidale il cammino dell’umanita’
verso la pace la liberazione
la condivisione fra tutte e tutti
di tutti i beni di tutto il bene.

*

Allegato secondo: Benito D’Ippolito: Nosco

I.

Io so chi finanzia i gestori del grande lager libico coi soldi dei contribuenti italiani
io so chi e’ “magna pars” del sistema che organizza ed esegue la strage degli innocenti nel Mediterraneo
io so come i poteri dominanti nel nostro paese e nel nostro continente
costruiscono a tavolino l’odio verso i superstiti
colpevoli di non essere morti colpevoli di essere persone
preparano eseguono i pogrom
strappano mangiano i cuori delle vittime.

Io vedo l’ordine hitleriano
dai governi europei resuscitato
io vedo la complicita’ di massa
di chi non insorge nonviolentemente
per far cessare lo sterminio dei migranti
io vedo l’orrore sistematico istituzionale capillare
del regime razzista della schiavitu’ delle persecuzioni dell’apartheid
dei lager e dei naufragi voluti dai governi europei
nel complice silenzio della popolazione europea
divisa tra vittime terrorizzate
e volenterosi carnefici ansiosi di iscriversi al partito nazista.

II.

Basterebbe decidere che a tutti gli esseri umani fosse riconosciuto
lo stesso diritto riconosciuto agli europei di muoversi liberamente nel mondo
con mezzi di trasporto legali e sicuri
e le mafie schiaviste dei trafficanti sarebbero annientate
e i lager in Libia sparirebbero
e la strage degli innocenti nel Mediterraneo cesserebbe.

Basterebbe riconoscere che siamo
una sola umanita’
in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.

Basterebbe ricordarsi di quel conclusivo monito
di Albert Einstein e di Bertrand Russell
e ricordarci tutte e tutti della nostra umanita’.

III.

Delle barricate e’ l’ora
di liberare gli schiavi e soccorrere i naufraghi
di colmare le piazze e cacciare i razzisti dal governo e dal parlamento
di tornare al rispetto della legalita’ che salva le vite
di tornare al rispetto della Costituzione repubblicana
di tornare al rispetto dei martiri della Resistenza
di tornare al rispetto delle nostre stesse anime.

Dell’insurrezione nonviolenta e’ l’ora
per riaffermare l’umanita’ dell’umanita’
che salvare le vite e’ il primo dovere
che vivere insieme in pace e rispetto
in mutuo soccorso reciproca responsabilita’
e condivisione fra tutte e tutti del bene e dei beni
e’ il primo diritto.

Ogni vittima ha il volto di Abele
ogni essere umano ha diritto alla vita alla dignita’ alla solidarieta’
soccorrere accogliere assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

IV.

Non attendere che altri faccia la cosa giusta
falla tu adesso la cosa giusta
non aspettare che altri chieda aiuto
recalo adesso tu l’aiuto necessario
non esitare a compiere l’azione buona che salva le vite
non indugiare a contrastare il male che perseguita e uccide
insorgi tu per sconfiggere la violenza
sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere
sii tu l’erede della Rosa rossa e della Rosa bianca
sii tu a proseguire la lotta di Gandhi di King di Mandela
di Hannah Arendt di Simone Weil di Virginia Woolf
di Berta Caceres di Marielle Franco d’Isabel Cabanillas
delle innumerevoli donne che insorgono contro la violenza
e degli uomini che si pongono alla loro scuola
per far cessare quest’orgia di sangue
per far cessare questo putrescente immane banchetto di carne umana.

Sii tu a proseguire la lotta nonviolenta per la liberazione dell’umanita’
di Danilo e di Hedi di Piero e di Nanni di Alberto e di Alex
e di Renato e d’innumerevoli altre ed altri.

Sii tu a proseguire la lotta
di Paolo Finzi che anche lui ci ha lasciato
ed io non so come colmare questo vuoto.

***

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