Sicilia all’avanguardia

Torre ‘saracena’ – Roccalumera

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E se in Europa la prima a muoversi è stata l’Estonia, in Italia c’è chi ci ha visto lungo dalla Sicilia. Marco Imperato e Daniele Rotolo, fondatori della palermitana Mosaicoon, per anni simbolo dell’innovazione made in Sud prima del fallimento nel 2018, si sono rimessi in gioco a inizio 2020. E il 12 marzo, nel pieno dell’emergenza sanitaria, hanno creato Edgemony, un nuovo hub tecnologico che – tra le varie cose – punta a reperire team di lavoratori da remoto in Sicilia per le aziende italiane e straniere.

«L’idea è nata prima che il Covid desse una accelerazione al lavoro a distanza», raccontano. «A noi vengono affidati progetti di sviluppo software con il coordinamento tecnico che resta in capo all’azienda madre, e le figure reperite da noi o che noi stessi formiamo vengono allocate sui progetti».

Sfruttando il bagaglio di contatti ed esperienze accumulati con Mosaicoon, i due imprenditori siciliani hanno già chiuso un accordo con una azienda di San Francisco, e sono in contatto con una società svizzera, una con sede a Berlino e altre sei aziende italiane sparse tra Roma e il Nord Italia.

«Il tasso di rotazione dei dipendenti di un’azienda in città come Milano o San Francisco è altissimo. Si cercano diecimila sviluppatori ogni giorno, e le aziende si rubano sviluppatori tra loro», raccontano. L’idea ambiziosa, quindi, è quella di reperirli direttamente in Sicilia, senza bisogno di andare nella Silicon Valley, a Milano o a Berlino. E perché no, invogliare le case madri in futuro ad aprire una sede sull’isola. Come è già accaduto negli ultimi anni.

La sede del datore di lavoro al di là dello Stretto, i cervelli al di qua, nella splendida cornice di Villa Riso. A due passi dalla spiaggia di Mondello, e a migliaia di chilometri di distanza dalle big del tech per le quali si lavora. Alcune delle quali non escludono neanche di mettere su una propria sede sull’isola se i progetti dovessero moltiplicarsi. Tra i servizi offerti da Edgemony, non a caso, c’è anche quello di supporto alla delocalizzazione siciliana.

Sviluppatori e ingegneri informatici, in questo caso, vengono contrattualizzati direttamente da Edgemony, lavorando in consulenza per le aziende al di fuori dalla Sicilia. I problemi legali potrebbero nascere invece se la società straniera decidesse di assumere direttamente lo sviluppatore.

Finora le assunzioni in Edgemony sono state cinque. Prima del Covid, si puntava a raggiungere il traguardo di un team di 20 persone entro fine anno, ma ora le previsioni sono state ridimensionate. Tra i servizi offerti, c’è anche il tutoraggio a chi lavora da remoto e la formazione continua su linguaggi e strumenti digitali. E se le figure professionali richieste non si riescono a reperire, Edgemony propone master e bootcamp con l’obiettivo di formare i lavoratori da inserire nei progetti. «Il più grande problema che stiamo riscontrando», raccontano Imperato e Rotolo, «è quello di trovare le competenze che ci vengono richieste. Siamo sovraccarichi di richieste di aziende che ogni settimana ci chiedono tre o quattro sviluppatori e noi facciamo fatica a trovarli».

Qualche “cervello in fuga” sta già rientrando da Milano o dall’estero per entrare a far parte del team Edgemony. Si torna a vivere al Sud, senza rinunciare alle occasioni di lavoro che offrono le big milanesi, americane o tedesche.

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