ALEXANDER LANGER E GIORGIO NEBBIA

Peppe Sini

Il 3 luglio ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Alexander Langer e il primo anniversario della morte di Giorgio Nebbia, che per me sono stati non solo indimenticabili maestri e compagni, ma amici fraterni, generosi, esemplari; e restano quindi vive, nutrienti ed esigenti presenze nella mia memoria, nel mio sentire e consistere, presenze che illuminano le mie meditazioni e le mie azioni e le convocano ad essere vere, giuste, buone. Volti e voci che chiamano alla comprensione e alla responsabilita’, alla solidarieta’ e al prendersi cura, ed alla resistente mitezza che ad ogni violenza si oppone; volti e voci che chiamano alla condivisione del bene e dei beni, alla lotta contro ogni abuso e contro ogni ingiustizia; volti e voci che chiamano alla nonviolenza.
So che molte altre persone coltivano lo stesso intenso, profondo ricordo, gli stessi miei sentimenti di gratitudine e di! nostalgia per entrambi.
So che anche nel loro ricordo dobbiamo perseverare nell’impegno che e’ stato anche il loro: in difesa della vita, della dignita’ e dei diritti di tutti gli esseri umani, in difesa di quest’unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Anche nel loro ricordo continuiamo nell’impegno contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Anche nel loro ricordo continuiamo nell’impegno in difesa della biosfera e dell’umanita’ in essa.
Anche nel loro ricordo continuiamo nell’impegno a contrastare e sconfiggere il male facendo il bene.
*
Ed anche nel loro ricordo il 3 luglio prendero’ parte al digiuno di giustizia in solidarieta’ con i migranti promosso da padre Alex Zanotelli e tante altre persone di volonta’ buona.
L’iniziativa prevede il digiuno per l’intera giornata e – per chi vuole e puo&! #39; – una presenza dalle ore 15 alle 18,30 in piazza Montecit! orio a Roma.
Personalmente non potro’ essere a Roma, ma mi uniro’ comunque ancora una volta al digiuno.
Per testimoniare nonviolentemente l’inaccettabilita’ della violenza razzista che da anni ed anni sta provocando una immane strage degli innocenti nel Mediterraneo;
Per testimoniare nonviolentemente l’inaccettabilita’ della violenza razzista che da anni ed anni ha imposto in Italia un regime di schiavitu’ e di apartheid per milioni di innocenti;
Per testimoniare nonviolentemente l’inaccettabilita’ della violenza razzista dei cosiddetti “decreti sicurezza della razza” e delle altre misure criminali e criminogene, assolutamente incostituzionali, che governi scellerati e dementi hanno imposto nel nostro paese, violando ogni autentica legge morale e civile;
Per testimoniare nonviolentemente che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Quattro cose l’organo legislativo ! e l’organo esecutivo dell’ordinamento giuridico democratico del nostro paese hanno il dovere di fare, di fare subito, se non vogliono continuare a commettere e lasciar commettere flagranti ed abominevoli crimini contro l’umanita’; quattro cose devono fare ministri e parlamentari per tornare nell’alveo della legalita’ costituzionale, del diritto internazionale, del comune sentire e condursi dell’umanita’ di se’ consapevole e responsabile:
1. far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani: semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro;
2. abolire la schiavitu’ in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il di! ritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, ! un voto”; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e’ privato di fondamentali diritti non e’ piu’ una democrazia;
3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita’ costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;
4. legiferare la formazione di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza: poiche’ compito delle forze dell’ordine e’ proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e’ la piu’ importante risorsa di cui hanno bisogno.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Il razzismo e’ un crimine contro l’umanita’.
Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente di cui ! siamo insieme parte e custodi.
Siamo una sola umanita’ di persone ciascuna diversa dall’altra e tutte eguali in dignita’ e diritti.
Siamo una sola umana famiglia in un’unica casa comune.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Contrastare il male facendo il bene.
Insorgere contro la violenza e la barbarie con la scelta della nonviolenza che si oppone al fascismo e salva le vite.
Condividere il bene ed i beni.
Agisci nei confronti delle altre persone cosi’ come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
Dalla parte di tutte le vittime, contro tutte le violenze.
Per il bene comune.
Per la salvezza dell’umanita’ e dell’intero mondo vivente.
Ricordando Alex Langer e Giorgio Nebbia con gratitudine che non si estingue, la nonviolenza e’ in ca! mmino.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per l! a pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Viterbo, primo luglio 2020

Mittente: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt@gmail.com
Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo e’ una struttura nonviolenta attiva dagli anni ’70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E’ la struttura nonviolenta che oltre trent’anni fa ha coordinato per l’Italia la piu’ ampia campagna di solidarieta’ con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quoti! diano “La nonviolenza e’ in cammino” che e’ possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it

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