Vertenza Assistenti Igienico Personali, giovedì 2 luglio sit-in di FP CGIL ed FLC di fronte la sede dell’Assessorato regionale delle politiche della famiglia

A rischio oltre 2000 posti di lavoro a discapito della qualità del servizio da rendere agli alunni disabili

 

Il segretario generale della FP CGIL di Messina Francesco Fucile

I sindacati chiedono con urgenza un confronto con l’Assessore regionale Scavone per affrontare una vertenza che potrebbe assumere contorni drammatici in termini occupazionali, nonché determinare gravi ricadute per i fragili utenti del servizio

I lavoratori che da oltre 20 anni operano nelle scuole inferiori e superiori di tutta la Sicilia, si sono dati appuntamento, il prossimo 2 luglio, alle ore 10.00, sotto la sede dell’Assessorato Regionale della famiglia, per dire no alla folle decisione del Governo regionale di interrompere il servizio di assistenza igienico personale agli alunni disabili. E ciò per via di un “parere” richiesto al CGA dagli stessi uffici regonali. «Non è accettabile – affermano il segretario generale della FP CGIL di Messina Francesco Fucile e la segretaria provinciale Elena De Pasquale – che la politica continui a “nascondersi” dietro pareri giuridici destinati a mettere in ginocchio oltre 2000 lavoratori e non fornire più adeguata assistenza agli studenti. Sapevamo tutti, in primis chi occupa i posti di controllo e Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni, che la bomba prima o poi sarebbe scoppiata, e nonostante tutti fossero consapevoli che la risposta del CGA sarebbe potuta essere quella di cui oggi stiamo discutendo, anziché pensare a soluzioni alternative che contemperassero le esigenze ed i bisogni di utenti e lavoratori, la politica è rimasta con le mani in mano. Oggi assistiamo quindi ad un continuo rimpallo di responsabilità». Da qui la decisione di “marciare” sotto la sede dell’Assessorato sperando di poter ottenere un confronto. «In queste settimane di confronti con i lavoratori – affermano i rappresentanti sindacali – abbiamo avuto l’ennesima conferma che la disperazione di questi giorni non è solo legata al rischio di perdere il posto di lavoro, ma al dramma sociale che verrebbe a determinarsi in molte famiglie. Il pensiero di lasciare i propri figli a scuola senza che questi abbiano la necessaria e dovuta esigenza, e non certo per non volontà del personale ATA, ma per carenze numeriche e per mancata esperienza, rappresenterà un grosso problema, al punto che molti genitori potrebbero anche decidere di non portare più figli a scuola, con tutte le conseguenze del caso. E’ anche, o forse soprattutto per questo, che la politica deve trovare una soluzione ad un problema che, diversamente, lo ribadiamo, assumerà i contorni di un vero e proprio dramma sociale».

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