Non si va contro la storia. Non si governa contro il popolo

L’ANPI

Qui si seguito “L’appello dell’ANPI di 60 anni fa, su Patria Indipendente n. 8 del 17 Aprile 1960, contro il governo passato alla Camera con i voti fascisti e poi, come è noto, miseramente naufragato. (Si trattava del governo Tambroni)

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“L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia denuncia al Paese questo grave atto che offende i sentimenti democratici e patriottici del popolo italiano e il suo immenso sacrificio nel corso della lotta antifascista e partigiana. Nessuna fiducia della Resistenza a un governo che tresca con chi abbandonò l’Italia ai nazisti invasori. Nessuna esitazione: non si va contro la storia; non si governa contro il popolo.”

Oggi ci sembra opportuno nel 60esimo anniversario delle tragiche giornate del luglio 1960 richiamare alla nostra memoria questo appello di allora dell’ANPI che fece scattare una decisiva mobilitazione in difesa della democrazia e della storia. Appello che richiama quello lanciato proprio in questi giorni dal nostro Presidente Ottavio Terranova sulla grave intollerabile offensiva situazione alla Regione Sicilia guidata da Musumeci che non ha fatto mistero delle sue fasciste origini politiche nominando il leghista Samonà, assessore alla cultura e alla identità siciliana, assessore dalle inquietanti nostalgie fasciste compresi versi di osanna alla violenza divinizzata delle SS. Da qui la presa di posizione contro tale intollerabile situazione e il dovere del ricordo e della storia dei nostri caduti di quei giorni, l’imperativo della memoria, la sua elaborazione e quindi il momento liberatorio e rivoluzionario della storia.

Momenti quelli di allora tragici e importanti. Genova aveva detto di no alla offensiva presenza fascista nella città martire della Resistenza. L’ambasciata americana in Italia col suo Rome Daily American aveva pubblicamente sollecitato il governo Tambroni a chiamare le truppe.

E l’esercito arriva a Licata il 5 luglio. Arriva con diversi reparti, arriva la notte, all’alba circonda la città. Una telefonata avvisa l’ospedale di Agrigento di inviare le autoambulanze a Licata dove giungono la mattina addirittura prima degli scontri. Alla stazione la polizia senza alcun preavviso, spara e uccide Salvatore Napoli. L’indomani 6 luglio ci sarà la carica degli Inzeo a Roma e i cinque morti di Reggio Emilia il 7 luglio. E qui dobbiamo esprimere con orgoglio il nostro grazie alla CGIL che da sola di fronte al no degli altri, indice il pomeriggio del 7 lo sciopero generale contro il governo Tambroni. L’indomani 8 luglio l’Italia antifascista con i giovani con le magliette a striscie difende la democrazia e la libertà. La crisi della Democrazia Cristiana sancisce il crollo definitivo del tentativo neofascista del governo Tambroni.

Per il sessantesimo anniversario dell’8 luglio 1960, il prossimo 8 luglio 2020, l’ANPI con la città di Palermo, Sindaco e Assessori, con le città di Catania e di Licata e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e con tutte le forze e le organizzazioni antifasciste e democratiche della società civile, deporrà dei fiori ai piedi delle lapidi ai caduti nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

In occasione di questo 60° anniversario l’ANPI Palermo ha curato l’edizione di un numero della collana dei quaderni dell’ANPI Palermo che ricostruisce la cronaca di quelle lotte, le prime riflessioni su recupero della memoria e della storia, con in appendice un interessante Progetto di Educazione alla Cittadinanza. A causa del coronavirus, il quaderno uscirà solo nella seconda metà del mese di luglio.

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