Coronavirus: la situazione dei contagi in Italia al 20 giugno 2020. Confermato trend in calo degli attualmente positivi. 262 nuovi contagi e 49 decessi

Vittorio Basaglia (Venezia, 19 agosto 1936 – Pinzano al Tagliamento, 25 febbraio 2005) – “La Peste” 1979 – litografia su carta, cm 21x 27,5

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 20 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.275*, con un incremento rispetto a ieri di 262 nuovi casi.

Il numero totale di attualmente positivi è di 21.212, con una decrescita di 331 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi, 152 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 9 pazienti rispetto a ieri.

2.474 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 158 pazienti rispetto a ieri.

18.586 persone, pari all’88% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 49 e portano il totale a 34.610. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 182.453, con un incremento di 546 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono:

13.911 in Lombardia;

2.088 in Piemonte;

1.207 in Emilia-Romagna;

575 in Veneto;

414 in Toscana;

250 in Liguria;

987 nel Lazio;

539 nelle Marche;

125 in Campania;

220 in Puglia;

51 nella Provincia autonoma di Trento;

140 in Sicilia;

83 in Friuli Venezia Giulia;

404 in Abruzzo;

76 nella Provincia autonoma di Bolzano;

17 in Umbria;

28 in Sardegna;

6 in Valle d’Aosta;

30 in Calabria;

53 in Molise;

8 in Basilicata.

*Si comunica che la Regione Calabria ha effettuato un ricalcolo dei casi totali, sottraendo un errato positivo e che la Provincia Autonoma di Bolzano ha aggiunto due casi totali, ovvero due persone che hanno contratto il virus e risultano giĂ  guarite, sino ad oggi non conteggiate.

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