Detenuti nelle prigioni di El Salvador e pugno di ferro di Bukele

Foto n. 1

di Sostine Cannata

Le divulgazione delle foto è stata voluta dalla Presidenza della Repubblica salvadoregna, con l’obiettivo di mostrare all’esterno che, anche nelle prigioni, la linea dura del Presidente Bukele, contro le gang funzioni.

In El Salvador ci sono circa 65.000 membri appartenenti a bande criminali organizzate, che essenzialmente si spartiscono il traffico di droga e il racket delle estorsioni.

Il pugno di ferro del giovane Presidente Bukele (39 anni), che è stato eletto da meno di un anno, sembra stia funzionando, a giudicare dal gradimento tra i salvadoregni. Certo dal punto di vista dei diritti umani lascia molto a desiderare, come dimostrano ampiamente le foto da lui stesso diffuse.

Si tratta di un’operazione tesa ad umiliare sfrontatamente e pubblicamente i componenti delle gang in carcere e fuori. Le foto (AP) sono state scattate nella prigione di Izalco, nella capitale San Salvador.

In El Salvador, lo scorso anno ci sono stati 6.656 omicidi, ovvero un tasso annuo di 116 omicidi ogni 100.000 abitanti (116/100.000 ab.), confermando il Paese quale il più violento al mondo. Per farsi un’idea, in Italia il tasso annuo di omicidi è 0,6 per 100.000 abitanti (0,6/100.000 ab.), cioè 200 volte inferiore a quello di El Salvador.

Certo cavalcare la sicurezza per fare le proprie fortune elettorali, come viene fatto dalla destra italiana, se si confrontano i dati italiani con quelli salvadoregni, appare una follia, e si può spiegare solo con la forza di stravolgimanto della realtà che i media asserviti da una parte e i social media (assolutamente controllati) dall’altra hanno.

Foto n.2

Foto n. 3

Foto n. 4

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