Votare si deve

Andrea Cangemi (San Lorenzo a Merse, 1951) “Mensola con fantoccio sospeso” 2004 – olio su carta applicata, cm 68 x 48

di Cettina Lupoi

Stiamo vivendo un momento delicato sotto il profilo sanitario (emergenza Coronavirus), che sta coinvolgendo al punto da assumere, in alcuni casi, dimensioni di “allerta schizofrenica”. Tutto rientra in una plausibile motivazione quando si è costretti a confrontarsi con la precarietà della propria esistenza e gli errori o le disattenzioni più macroscopiche vengono giustificati in nome di una salvaguardia generale.

Ritengo che proprio in tali momenti, con cui tante volte la “storia” si confronta, sia utile mantenere il necessario sangue freddo, come spesso ci viene suggerito, pena la non soluzione dei problemi o peggio ancora il loro aggravamento generale. In questo ultimo frangente sanitario, faremmo bene a mantenere un atteggiamento fiducioso su tutto quanto gli esperti (medici, virologi ecc…) ci suggeriscono, evitando comportamenti errati indotti da avventurismo sanitario o demagogia populista. Necessitano comportamenti equilibrati, che scaturiscano da una chiara informazione e razionale ricezione, che non facciano distogliere la nostra attenzione dai tanti altri problemi, che si agitano nel nostro vivere sociale, che meritano altrettanta cura e rischiano, invece, di essere disattesi o mal valutati con negative ricadute su tutta la collettività.

Non so quanti di noi ricordino che il prossimo 29 marzo ci sarà l’importante appuntamento referendario relativo al taglio del numero dei parlamentari e che i tempi rimasti siano relativamente brevi, almeno per la maggior parte dei cittadini, per analizzarne la complessità del tema che investe di gravose responsabilità ogni cittadino del nostro Paese. Viviamo in uno Stato di diritto ed ognuno di noi ha il dovere di avvertire l’onere di comportamenti consapevoli e democratici, per poi agire di conseguenza. Ciò ne diviene la “Conditio sine qua non” in una convivenza democratica, poiché questa se viene privata dell’impegno politico sociale, ne smarrisce il suo più autentico significato.

In questo brevissimo tempo che ci rimane prima del Referendum, ritengo che sia necessaria la concentrazione, tenendo gli occhi ben aperti, documentandosi ed aprendosi al confronto serio, per non cadere nelle trappole della strumentalizzazione, pessima pratica tanto diffusa nei vari ambiti del potere. Nelle sue più comuni forme a farne le spese sono, generalmente, gli ingenui ma, purtroppo per noi, si può essere strumentalizzati nei più svariati e sottili modi, direi di machiavelliana memoria. In quest’ultimo caso le vittime designate si conterebbero numerose anche tra chi si suppone capace e saggio o intellettualmente ferrato. Quando c’è di mezzo il potere, la poltrona, il disvalore assunto a credo evangelico, tutte le armi diventano lecite. A questo punto è facile confondere le menti e ne diviene perciò necessaria l’allerta sociale, non solo attingendo alle più svariate fonti ma, anche, liberandosi da ingombrante ideologismo e facendosi guidare dal buonsenso. Il tutto assume particolare importanza anche perché, in questi casi, chi ha interessi diretti i giochi li fa con notevole anticipo per cui finisce per battere tutti gli altri, distratti dalle mille cose urgenti, sui tempi e modalità. Oggi in politica, come in tante altre cose, bisognerebbe entrare con un’ottica diversa per cui lamentarsi, polemizzare contro l’Istituzione in generale serve ormai a ben poco, non solo ma per molti aspetti produce lo stesso effetto di un vecchio disco rotto che disturba l’udito. È più proficuo scendere in campo informati e consapevoli privilegiando, almeno per il tempo che occorre, le cose importanti, aggregandosi a quei “saggi” di platoniana memoria (qualcuno sicuramente ancora sopravvive) o perlomeno prendendo le distanze da quei mediocri parolai o sedicenti elzeviristi (ce ne sono troppi nel nostro paese) ed infine utilizzare lo straordinario strumento democratico che è il voto.

Utilizzarlo, metterlo cioè a profitto, rendendolo utile ai fini civili e sociali evitandone la dissacrazione con superficialità diffusa e deliberato astensionismo.

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2 commenti a "Votare si deve"

  1. Fulvio ha detto:

    Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l’ordine, l’armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all’azione. Cit.

  2. lilipi48 ha detto:

    E’ assolutamente condivisibile l’esortazione dell’autrice dell’articolo ad affrontare il problema “coronavirus” seriamente, adottando tutte le misure necessarie per evitare il contagio,ma anche senza lasciar prevalere l’emotività e cadere nel panico. E ugualmente è condivisibile l’invito a mantenere lo sguardo vigile sulle diverse problematiche che attualmente ci sono in Italia, e in particolare ad affrontare in modo responsabile e consapevole il referendum confermativo della legge approvata in Parlamento che diminuisce il numero di Deputati e Senatori.E’ di queste ore la notizia che il referendum slitterà dal 29 marzo a data da stabilirsi; si parla di maggio, dimostrando ancora una volta scarsa considerazione dell’ Istruzione, dato che nelle scuole(che per ora sono chiuse e che di norma sono sedi di votazione),maggio costituisce il periodo in cui si conclude l’attività didattica.Malignamente potremmo pensare che questo avvenga perché futuri cittadini meno istruiti sono più facilmente “governabili”. Ma forse si ha solo fretta di chiudere una questione che potrebbe portare molti a perdere la loro comoda”poltrona”.L’autrice dell’articolo, giustamente, mette in guardia dal lasciarsi strumentalizzare.E infatti è in atto una campagna di disinformazione e perfino di manipolazione di dati numerici, che mira a indurre i cittadini a votare No al taglio dei parlamentari. Coloro che non si sono opposti alla legge, per paura di perdere il favore degli elettori, oggi chiedono che questa legge( già approvata con le maggioranze richieste!)non sia confermata! E lo chiedono agitando lo spettro della DITTATURA, come se la Democrazia dipendesse al numero dei parlamentari( che resterebbero ben 600!)e non da quanto essi davvero rappresentino il Popolo italiano. E si tace sul fatto che da anni, con gli ultimi sistemi elettorali,non sono i cittadini a scegliere, bensì le segreterie dei partiti stabilendo il posto in lista. E si minimizza il risparmio che si avrebbe,dimenticando i dati sulla povertà crescente nel paese. E non si dice che in Italia, oltre a Camera dei Deputati e Senato, esistono ben 20 Consigli Regionali, che trattano questioni prima di competenza del Parlamento, e che hanno anch’essi un costo. Insomma è chiaro come la penso; ma magari io sbaglio e hanno ragione coloro che voteranno No,magari continuando a criticare i politici e a lamentarsi delle tasse eccessive( e con questo denaro che si pagano anche i parlamentari!).Personalmente penso che di questo referendum si sarebbe potuto fare a meno, ma c’è ! E allora a tutti dico, come l’autrice dell’articolo :”Votare si deve!”.Astenersi significa sottrarsi alle proprie responsabilità,perdere l’occasione di far sentire la propria voce. E questo è contrario alla Democrazia

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