FOIBE, umana pietà per la morte, ma in vita erano occupanti ed oppressori fascisti

Messina – 10 febbraio 2020 – Come ogni anno in prossimità della ricorrenza delle Foibe i fascisti e i ben pensanti di destra ritornano a tentare di riscrivere la storia in una pretesa parità e uguaglianza che ha similitudini umane, ma enorme differenza politica e sociale.

Il Giornale, Libero, La Verità e qualche altra testata “libera”, come ogni anno cercano di dimostrare in modo intellettualmente disonesto che le vittime delle Foibe sono da onorare quanto quelle partigiane, come dire che le ragioni della vita dei morti partigiane e delle FOIBE sono uguali.

La disonestà intellettuale – che non è estranea ai revisionisti di destra in fatto di storia degli anni bui del fascismo e del nazismo – impregna anche le testate di “grandi pensatori come Feltri, Sallusti e Belpietro, i quali dalle pagine dei loro giornali cercano quella parità che storicamente non esiste.

La storia non passa attraverso giornali o altre iniziative di comunicazione, la storia è il racconto di quanto è successo e nel nostro caso non c’è nemmeno il dubbio che essendo stata scritta da chi ha vinto possa essere intrisa della “verità del vincitore”, no almeno in questo punto: i Partigiani combattenti italiani che volevano liberare la loro Patria dal fascismo e dal nazismo; gli italiani delle FOIBE erano italiani (fascisti o al fascio legati) che scappavano dai territori occupati.

Parrebbe corretto definire gli italiani in fuga da Jugoslavia degli ex occupanti, che lasciano i territori occupati e che subiscono la vendetta degli ex occupati. Ferma restando l’atrocità – certo non giustificata – dei Titini, non si può far finta che le vittime abbiano occupato senza colpo ferire e che la vendetta sia senza motivazione politica e sociale, pur anche non accettabile.

La pretesa di “parità davanti alla morte” proposta dalla destra giornalistica è un atto di furbizia pelosa, che il “grandi giornalisti” (ma il giornalismo è altra cosa) perché fanno finta che i morti delle FOIBE non abbiano avuto una vita, quasi come se gli italiani delle FOIBE fossero dei turisti colti da improvviso scombussolamento politico del paese in cui villeggiavano.

Umana pietà per tutti i morti, ma la morte non può trasferire l’uguaglianza al vissuto.

I Partigiani da vivi erano dei difensori della Patria.

Gli italiani delle FOIBE erano degli occupanti – fascisti o sostenitori del fascio da quale avevano tratto vantaggio con l’occupazione – in fuga dai territori occupati, che hanno subito la vendetta (che certo non rende accettabili le atrocità avvenute) degli occupanti che liberavano la loro Patria.

L’occupazione – con ridicola motivazione – delle zone jugoslave, sotto l’aspetto sociale e politico rappresentano una vergogna per il Popolo italiano.

Nelle scuole dovrebbe essere sottolineata la differenza fra chi morì per difendere la Patria e chi per vendetta degli occupati.

Le FOIBE sono una tragedia italiana e rappresentano più la vergogna che l’onore del Popolo italiano.

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