Liberazione del frontemare di Messina

“Sono ricco e non lo sapevo” questa è una delle esternazioni del “vulcanico” sindaco di Messina.
 
Questa ricchezza sarebbe fondata principalmente sui 42.737 mq., degli 85.720 mq. di Zona Falcata, che Messina aveva ottenuto in forza del D.M. 33718 del 03/09/1918, concessi dal Comune di Messina all’ Ente Autonomo Portuale di Messina. 
Solo che tale tesoro, scoperto solo oggi dall’ ignaro De Luca, sta per essere perduto proprio per opera della sua stessa Giunta, che con delibera n.567 dell’11/09/2019 (solo due mesi fa) ha rinunciato al giudizio, riassunto dalla precedente Amministrazione, per la restituzione di tali aree alla cittadinanza.
 
Eppure l’importanza per la città di tali pregevoli aree CMdB l’aveva scoperta da anni, facendosi promotore, tra l’altro, della piattaforma “Mare Negato”, a cui hanno aderito moltissime associazioni , sindacati, movimenti, partiti e singole/i cittadine/i.
Attendiamo che coerentemente al post senzazionalistico la Giunta De Luca annulli in autotutela la suddetta delibera, proseguendo il giudizio per restituire alla Città la libera fruizione della Falce.
Gli attivisti di Cambiamo Messina dal Basso si sono   da  sempre prodigati  per la liberazione del frontemare e non permetteranno un altro scempio a scapito dei messinesi.
 
CMdB – Cambiamo Messina dal Basso 

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