Fondo Unico Regionale Spettacolo (FURS) e finanziamento delle leggi regionali sulle attività musicali

Franco De Domenico

Le risorse che la nostra Regione destina alla divulgazione della cultura musicale e per la gestione degli enti teatrali sono ogni anno più scarse e, comunque, insufficienti a dare risposte adeguate ad un settore che, in altre realtà territoriali, è destinatario di ben altre attenzioni.

Per questo motivo – afferma l’On.le Franco De Domenico – ho interrogato il Presidente della Regione per sapere come intende valorizzare le attività musicali degli Enti pubblici teatrali e degli altri soggetti che ne garantiscono la diffusione e lo sviluppo, nonché quali misure concrete il Governo intenda adottare affinché le Associazioni concertistiche, maggiormente rappresentative e di comprovata stabilità ed esperienza pluriennale, possano svolgere con dignità e decoro le attività culturali previste dalla legge.

La materia è disciplinata, infatti, dalla legge regionale n. 44 del 1985, finalizzata a favorire “la ricerca, la conoscenza e l’ampia divulgazione della cultura musicale nel proprio territorio” e che definisce le attività musicologiche e musicali di genere sinfonico, lirico, cameristico, jazz, popolare e corale come “un servizio di rilevante interesse culturale e sociale”, e dall’art. 65 della legge regionale n. 9 del 2015 che ha istituito il Fondo Unico Regionale Spettacolo (FURS), finalizzato “a sostenere ed incrementare le attività di enti, associazioni, cooperative e fondazioni che abbiano sede legale in Sicilia da almeno tre anni e siano operanti nei settori del teatro, della musica, della danza”;

Orbene – aggiunge l’On.le De Domenico – ritengo indispensabile incrementare sia le risorse destinate agli Enti Teatrali pubblici che, altresì, quelle che il Fondo Unico Regionale Spettacolo (FURS) attribuisce a soggetti e enti privati, che spesso in tante realtà territoriali sopperiscono alle carenze di programmazione degli enti pubblici, favorendo “la ricerca, la conoscenza e l’ampia divulgazione della cultura musicale nel proprio territorio”, altrimenti assolutamente insufficienti.

In particolare, ho chiesto che siano valorizzate le attività di quegli enti come l’Accademia Filarmonica di Messina (Ente morale, storicamente operante nella Città di Messina, anche negli anni bui in cui la città fu privata del Teatro Vittorio Emanuele).

Il Fondo Unico Regionale Spettacolo, infatti, sebbene abbia introdotto strumenti di perequazione tra enti pubblici e privati, prevedendo che il suddetto fondo venga destinato in misura non inferiore al 50% a tali soggetti, in concreto, non trova applicazione, poiché sullo stesso fondo è praticata una riserva, destinata agli Enti a partecipazione pubblica, che esaurisce quasi del tutto le risorse, insufficienti, pertanto, a finanziare le Associazioni concertistiche, come l’Accademia Filarmonica che costituiscono patrimonio storico della Regione.

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