Sui compiti attuali di chi non ha rinunciato alla persuasione che tutti gli esseri umani sono eguali in dignitĂ  e diritti

“COSA DIREBBE, COSA FAREBBE OGGI ALFIO?”. UNA CONVERSAZIONE A VITERBO IN RICORDO DI ALFIO PANNEGA

John Picking (Lancashire, 1939) – “Olive-Tile Metamorphosis” 2014 – olio su tela, cm 40 x 30

Domenica 14 luglio 2019, nell’anniversario della presa della Bastiglia, a Viterbo alcuni vecchi amici e compagni di lotte di Alfio Pannega si sono incontrati per riflettere sulla presente situazione e sui compiti attuali di chi non ha rinunciato alla persuasione che tutti gli essere umano sono eguali in dignita’ e diritti, che tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita, alla liberta’ e alla solidarieta’.
Di seguito una sintesi delle riflessioni svolte.
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Alfio Pannega fu per tutta la vita un militante del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell’umanita’.
Fu uno sfruttato e conobbe la poverta’, la fatica e il dolore; ma insieme fu un generoso soccorritore di ogni persona che avesse bisogno di aiuto. Tutti i suoi scarsi beni sempre condivise con chiunque ne avesse bisogno. Amo’ la vita e lotto’ perche’ ogni persona potesse essere libera e felice. Fu un militante antifascista, comunista e libertario, amico della nonviolenza; sempre si oppose ad ogni ingiustizia e ad ogni potere oppressivo, sempre lotto’ per i diritti di tutti, per il bene comune dell’umanita’.

Sempre si oppose allo sfruttamento e alla rapina, sempre si oppose al maschilismo e al patriarcato, sempre si oppose alla guerra e alle dittature, sempre si oppose alla menzogna e alla violenza, sempre difese gli esseri umani, gli altri animali, il mondo vivente. Sempre testimonio’ la coerenza tra i mezzi e i fini della lotta comune per il bene comune. Sempre condivise il suo pane, che e’ cio’ che significa la parola bella con cui lo chiamiamo: compagno, il nostro compagno Alfio Pannega.

Nacque e visse la sua gioventu’ al tempo del criminale regime fascista e al fascismo si oppose. Ed al fascismo continuo’ ad opporsi per tutta la sua vita, e a noi che siamo stati suoi amici e compagni ha insegnato che al fascismo occorre opporsi sempre, perche’ con sempre nuovi travestimenti il fascismo torna e ancora e ancora l’umanita’ deve tornare a insorgere per contrastarlo.

Se oggi Alfio Pannega fosse vivo direbbe le parole di verita’ che occorre dire, farebbe le azioni di solidarieta’ e giustizia che occorre fare.
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Cosa direbbe oggi Alfio?
Direbbe che quando un governo decide di condannare a morte i naufraghi superstiti dei lager libici negando loro approdo in porto sicuro in Italia, omettendo di soccorrerli ed anzi addirittura sabotando e perseguitando chi li soccorre, ebbene, quel governo e’ gia’ il fascismo che torna.
Direbbe che quando un governo decide di perseguitare vittime innocenti ed inermi con le disumane ed incostituzionali, criminali e criminogene misure razziste contenute nel cosiddetto “decreto sicurezza della razza”, ebbene, quel governo e’ gia’ il fascismo che torna.
Direbbe che quando un governo decide di condurre una campagna di propaganda razzista, di incitamento all’odio razzista, di imposizione di un regime di segregazione e persecuzione razzista, ebbene, quel governo e’ gia’ il fascismo che torna.
Direbbe che quando un governo decide di commettere crimini contro l’umanita’ (e il razzismo e’ gia’ un crimine contro l’umanita’) e di violare la Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ebbene, quel governo e’ gia’ il fascismo che torna.
Questo direbbe oggi Alfio Pannega.
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Cosa farebbe oggi Alfio?
Insorgerebbe ed esorterebbe a insorgere nonviolentemente per contrastare la violenza razzista; per difendere, salvare, liberare le persone oppresse e in pericolo; per salvare tutte le vite; per soccorrere, accogliere ed assistere ogni persona bisognosa di aiuto. Perche’ una e’ l’umanita’ e tutti gli esseri umani ne fanno parte con gli stessi medesimi diritti.

Insorgerebbe ed esorterebbe a insorgere nonviolentemente per far abrogare dal Parlamento tutte le disumane misure razziste imposte dal governo della disumanita’; per far dimettere il governo razzista e golpista; per far si’ che i ministri responsabili di crimini contro l’umanita’ debbano risponderne nelle aule di giustizia.
Insorgerebbe ed esorterebbe a insorgere nonviolentemente per ripristinare la vigenza della Costituzione repubblicana scritta col sangue dei martiri della Resistenza; per riaffermare la legalita’ che salva le vite; per far prevalere la democrazia, la civilta’, la fraternita’ e la sorellanza, l’umanita’.
Questo farebbe oggi Alfio Pannega.
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Alfio Pannega ci ha lasciato nove anni fa, ma noi sappiamo cosa avrebbe detto e cosa avrebbe fatto dinanzi a cio’ che accade oggi.
Solo una spaventosa, una scandalosa cecita’ morale impedisce a tante persone di vedere quel che e’ del tutto evidente: che un’Italia in cui il governo omette di soccorrere chi e’ in pericolo di morte e perseguita brutalmente persone innocenti, e’ come la Germania nazista in cui ci si compiace dell’aumento della produzione di burro e cannoni, mentre vittime innocenti ed inermi sono deportate e stritolate nei lager.
Solo una spaventosa, una scandalosa cecita’ morale impedisce a tante persone di vedere quel che e’ del tutto evidente: che la strage nel Mediterraneo e’ responsabilita’ dei governi europei, e in primo luogo del governo italiano: l’Italia potrebbe e dovrebbe salvare tutte quelle vite innocenti, ma chi governa sceglie di non farlo perche’ – consapevolmente o inconsapevolmente emulando tutti i poteri totalitari e genocidi – di fatto nega l’umanita’ degli esseri umani che lascia morire.

Solo una spaventosa, una scandalosa cecita’ morale impedisce a tante persone di vedere quel che e’ del tutto evidente: che l’antipolitica del governo italiano sta provocando indicibili orrori, sta mietendo innumerevoli vittime innocenti.
Di questi crimini, e di questa cecita’ morale che induce tante persone ad esserne effettualmente complici, verra’ il giorno in cui si dovra’ rendere conto.
Cosa si attende ancora a insorgere per far cessare questo orrore?
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Nel ricordo di Alfio, alla scuola di Alfio, alla sequela di Alfio, qui e adesso torniamo quindi a dire i pensieri, le parole, le azioni necessarie.
Che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Che salvare le vite e’ il primo dovere.
Che occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Il razzismo e’ un crimine contro l’umanita’.
Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere.

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