“PROCESSO CONDOR”, UNA SENTENZA STORICA

Lillo Messina (Messina, 1941) – “Futuro oscuro” 1972 – olio su tela, cm 70 x 50

L’8 luglio 2019 la prima corte d’assise d’appello di Roma ha comminato 24 ergastoli per il sequestro e l’omicidio di 23 cittadini di origine italiana residenti in Bolivia, Cile, Perù e Uruguay all’epoca delle dittature militari degli anni Settanta e Ottanta.

Tali dittature avevano realizzato una vera e propria impresa criminale, denominata “Piano Condor”, un accordo di cooperazione tra i servizi di sicurezza di vari paesi per catturare e far sparire attivisti, dissidenti e oppositori politici.

Fra i condannati c’è anche Jorge Nestor Troccoli, l’unico attualmente residente in Italia, ritenuto membro dell’intelligence uruguayana legata all’allora dittatura del suo paese.

Sono state confermate le condanne emesse in primo grado per l’ex presidente boliviano Luis García Meza Tejada, deceduto nel 2018: Luis Arce Gómez, ministro dell’Interno della Bolivia; Juan Carlos Blanco, ex ministro degli Esteri dell’Uruguay; il cileno Jeronimo Hernan Ramirez Ramirez; e l’ex presidente peruviano Francisco Rafael Cerruti Bermudez.

La sentenza, che auspichiamo verrà confermata in Cassazione, ha un’importanza storica: dopo quattro decenni l’ostinazione e il coraggio dei sopravvissuti e dei familiari degli scomparsi ha avuto ragione di fronte all’impunità, che aveva parzialmente retto in primo grado.

Da parte di Amnesty International Italia, grande soddisfazione e un enorme apprezzamento a tutte le persone che hanno reso possibile, a distanza di tanto tempo, celebrare il processo e ottenere questo importantissimo verdetto.

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