La Giornata Mondiale del Rifugiato, (Amsi): “In Libia 750 morti di cui 200 donne e 175 bambini, 5000 feriti e più di 100 mila sfollati”

Foad Aodi: Urge una legge “d’immigrazione europea” e risolvere i conflitti dimenticati. Nei primi due mesi del 2019 solo 1.080 su circa 6.000 domande di asilo sono state accettate in Italia

Piero Garino (Leinì 1922 – Torino 2009) “Paesaggio” china su cartoncino, cm 49,5 x 33

20 Giugno 2019 – Con il presente comunicato, le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), la Confederazione Internazionale laica interreligiosa (Cili-Italia), l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), il Movimento internazionale “Uniti per Unire” e le associazioni e Comunità aderenti, celebrano la Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite nel 1951, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficili condizioni in cui versano rifugiati, sfollati e richiedenti asilo in tutto il mondo.

“Oggigiorno la tematica dei flussi migratori, e più in generale dell’immigrazione, viene trattata sul piano politico, sociale ed economico soltanto come un’emergenza da tamponare con risposte immediate e di breve periodo senza soluzioni definitive né approfondire i numeri dei migranti che tante volte sono gonfiate per fini politici o ricatti in particolare quelli dichiarati in Libia ” Dichiara il Fondatore Amsi Foad Aodi.

Analizzando, infatti, i dati degli arrivi in Europa via mare negli ultimi sei mesi (2.184), è evidente il forte calo rispetto a quelli dell’intero anno del 2018 (23.370): ciò dimostra che non siamo di fronte a un’emergenza sociale ma nonostante questo il numero dei morti nel mare può essere il triplo di quello saputo o dichiarato dal momento della loro partenza nel viaggio della speranza e fuga dai conflitti.
E’ comunque evidente che nell’arco di circa 8 anni, l’Europa è diventata la meta di arrivo di popolazioni provenienti dall’Africa sub Sahariana, Africa Settentrionale, Corno d’Africa e Medio Oriente. In questi paesi, le cause che costringono le persone a fuggire dalle loro terre, sono riconducibili principalmente alla debolezza economica, all’instabilità socio-politico e ai conflitti armati.

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