Liceo Basile mostra alla Galleria Cavour

di Dominga Carrubba

“Generazione Mai Più”: il contrasto alla violenza di genere attraverso immagini e parole intitola la mostra di storyboard e manifesti cinematografici, rielaborati da studenti del biennio del Liceo I.I.S. Ernesto Basile di Messina.

Galleria Arte Cavour ospita dal 7 al 14 giugno la mostra “Generazione Mai Più” realizzata da neo- artisti, studenti del Liceo Basile: Chiara Calà, Adriana Cosenza, Christian Cosenza, Ninni Giannino, Micaela Malerba, Emanuel Morabito, Esther Papaleo, Martina Romeo Martina, Tripodo Cristina Vasta, guidati dai docenti Antonio Ciancio, per la parte grafica, Michela De Domenico per lo storyboard.

L’iniziativa creativo-didattica rappresenta l’ultimo step di un progetto promosso in sinergia con il Cineforum Don Orione, con il contributo di MIUR e MIBAC nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola.

In circa sei mesi, durante l’anno scolastico 2018/2019, il progetto “Generazione Mai Più” ha coinvolto circa 200 studenti intorno al tema del contrasto alla violenza sulle donne, sperimentando il linguaggio delle immagini e delle parole: lo storyboard e il cinema.

“Mai Più violenza alle donne, Mai Più disparità tra uomini e donne”: questo il messaggio che gli studenti, hanno approfondito ed elaborato in due distinti laboratori.

Nel laboratorio storyboard, coordinato dalla docente Michela De Domenico, gli studenti hanno appreso le tecniche di inquadratura, la funzione dei piani e dei campi, la prospettiva delle immagini, la tecnica di realizzazione dei model sheet dei personaggi, la ricerca dei costumi e delle ambientazioni, la nomenclatura della sceneggiatura.

In quest’ultima fase a ciascuno degli studenti coinvolti è stata assegnata una scena, realizzata su carta da storyboard, poi inchiostrata.

Gli studenti hanno imparato a rendere ogni elemento strutturale nello storyboard funzionale al messaggio da veicolare.

Il progetto “Generazione Mai Più” è orientato alla conoscenza e demolizione di uno dei muri alzati nella generazione dei nostri tempi: la violenza di genere, derivata da consuetudini storico-culturali, da credi religiosi estremisti, da stereotipi sociali.

L’altro laboratorio, coordinato dal docente Antonio Ciancio, è stato destinato al linguaggio cinematografico, ovvero alla rielaborazione digitale dei manifesti di film – opportunamente selezionati per il progetto da Cineforum Don Orione –  e visti nella Multisala Apollo, con il supporto di Francesco Torre, consulente per la progettazione culturale strategica, produttore, sceneggiatore e critico cinematografico.

Incisiva la direzione artistica del critico e storico del cinema Nino Genovese, presidente del Cineforum Don Orione.

Disegno e cinema, creazione e rielaborazione: questi gli elementi che hanno costituito l’attività didattica del progetto “Generazione Mai Più”, trasformatasi in una mostra idonea a sollecitare il ricordo di eventi realmente accaduti, nonché la riflessione intorno a situazioni di violenza che sembrano ridimensionati dalla ripetitività con cui si verificano, quasi procurasse un effetto assuefante.

Da qui l’importanza di realizzare uno storyboard originale per un cortometraggio intitolato “Omayma”, ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Messina qualche anno fa.

Giovane tunisina uccisa a colpi di bastone dal marito, perché non condivideva che mancasse da casa per lavorare con i migranti, come mediatrice culturale.

Il 4 settembre 2015, il marito omicida fu condannato all’ergastolo.

«[…] Un tram affollato…si trova Omayma una donna tunisina di trentaquattro anni col volto coperto dal velo ed una busta di pane in mano. E in compagnia delle figlie che indossano degli zaini. Lo sguardo di Omayma intenso e profondo, trasmette chiaramente la sua inquietudine. STACCO […]».

Stacco alla prossima scena, stacco alla Generazione Mai Più.

 

 

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