L’allegra gestione AMAM Messina ai tempi di Leonardo Termini, Emilia Barrile & C.

di Antonio Mazzeo

Acqua pubblica (nuovosoldo.it)

Un’inchiesta sulla presunta malagestione degli affidamenti lavori e servizi dell’Amam – Azienda Meridionale Acque Messina poi confluita nel processo al cosiddetto Terzo livello che vede imputato anche l’allora presidente del Consiglio di amministrazione Leonardo Termini (un tempo vicino agli ambenti della destra peloritana poi però professionista di fiducia dell’amministrazione guidata dal sindaco Renato Accorinti). Al centro dell’indagine innanzitutto il modus operandi di una piccola “cooperativa” di pulizie controllata da un’altra imputata eccellente del processo, l’ex Presidente del consiglio comunale Emilia Barrile (già Pd, poi Forza Italia) e i cui soci e dipendenti sono stretti congiunti dell’esponente politica. E poi i continui pressing della Barrile sul presidente Termini per sbloccare i pagamenti Amam a favore di alcune ditte “amiche”, sempre le stesse ad essere beneficiarie di cottimi fiduciari.

Di tutto questo ha parlato all’ultima udienza del processo il vicequestore Fabio Ettaro (attuale dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina), che ha coordinato le attività investigative sull’azienda che sovrintende alla fornitura idrica nella città capoluogo dello Stretto. Un’inchiesta scaturita da due esposti: il primo fu presentato dall’allora sindaco Accorinti insieme al Movimento Cambiamo Messina dal Basso; il secondo, qualche giorno dopo, dall’ingegnere Sergio De Cola, assessore comunale all’Urbanistica. I due esposti erano del tutto simili nei contenuti tranne per un particolare di non poco conto: in quello dell’assessore non c’era infatti alcun riferimento alla cooperativa di Emilia Barrile & family. Al contrario, il dossier del sindaco e del gruppo politico di riferimento riservava alla coop un ampio capitolo. E nel presentarsi in Procura per depositare l’esposto, l’ingegnere Sergio De Cola si era fatto accompagnare da Leonardo Termini, il cui operato da presidente Amam era stato stigmatizzato proprio dal Movimento pro-amministrazione.

Quei bandi fotocopie per le ditte dei soliti amici

“L’attività di indagine svolta dalla sezione di polizia giudiziaria all’epoca in cui io mi trovavo a dirigerla, si colloca temporalmente nel 2016-2017 e prendeva l’avvio da una delega della Procura della Repubblica di Messina a seguito di una denuncia presentata autonomamente nell’estate 2016 dall’allora assessore comunale Sergio De Cola che recepiva un dossier riguardante il sistema di appalti dell’Amam presentato dal Movimento Cambiamo Messina dal Basso”, ha esordito il vicequestore Fabio Ettaro. “A seguito di questa denuncia ci si affidava l’acquisizione di tutta una serie di atti riguardanti affidamenti di appalti e servizi da parte dell’Amam nel periodo dal 2014 al 2016. Essenzialmente per verificare se vi fossero alcune delle anomalie segnalate nel dossier presentato in Procura e che riguardavano la gestione esclusiva di alcuni servizi da parte di alcune ditte… Si procedeva quindi a fare dapprima uno screening di tutta la documentazione sentendo preliminarmente naturalmente il dirigente generale facente funzioni pro tempore che era l’ingegnere Francesco Cardile e il consigliere pro tempore Leonardo Termini”.

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