Le cene romane della Supercupola. Massoni, banchieri e politici al servizio di Dell’Utri e Matacena

Masaniello Luschi “Natura morta” olio su tela, cm. 50 x 70

di Antonio Mazzeo

Una supercupola politico-affaristica di respiro internazionale avrebbe favorito le brevi latitanze dorate in Libano dei due ex parlamentari di vertice del partito-azienda di Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Amedeo Gennaro Matacena, pacificamente vicini ad associazioni mafiose, rispettivamente siciliane e calabresi. E’ questa l’ipotesi al vaglio degli inquirenti della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria: un vero e proprio Stato parallelo che vedrebbe operare insieme ex ministri, parlamentari, banchieri, appartenenti alle forze armate e ai servizi segreti, gran maestri di obbedienze massoniche, industriali, imprenditori e manager. Il modus operandi di questo “complesso sistema economico-finanziario-criminale” è descritto dal Capo centro della DIA, il colonnello Teodosio Marmo, in un’informativa del 19 aprile 2018 inviata al Procuratore aggiunto del Tribunale di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Lombardo, oggi agli atti del processo che vede imputato l’ex ministro Claudio Scaloja con l’accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena (condannato a tre anni per concorso esterno in associazione mafiosa).

Secondo gli inquirenti calabresi, lo Stato parallelo si sarebbe mosso per proteggere la condizione di latitanza dei due politici forzisti puntando in particolare su una delle figure di primo piano della recente storia mediorientale, Amin Gemayel, già Presidente della Repubblica del Libano dal settembre 1982 al settembre 1988, componente di una delle famiglie maronite più potenti del paese (il padre Pierre Gemayel, già parlamentare e ministro, è stato fondatore del partito delle Falangi; il fratello Bashir Gemayel, eletto Presidente il 23 agosto 1982, fu assassinato meno di un mese dopo e l’omicidio fu utilizzato dai falangisti per scatenare l’efferato eccidio di migliaia di palestinesi rifugiati nei campi di Sabra e Shatila, con la copertura dell’esercito israeliano). Stando alle risultanze d’indagine, l’intermediario tra l’illustre referente libanese, l’ex ministro Scaloja e gli altri soggetti legati a Dell’Utri e Matacena, sarebbe stato l’imprenditore calabrese Vincenzo Speziali, domiciliato di fatto a Beirut.

Le vacanze romane dell’uomo forte libanese

La DIA ha documentato un frenetico via vai in Italia dell’ex presidente Amin Gemayel nel biennio 2012-2014. Stando alle testimonianze raccolte, al tempo il politico maronita era intenzionato a negoziare con i vertici dell’ENI l’ingresso della holding a capitale statale in un consorzio costituito per lo sfruttamento petrolifero in Libano. Secondo altri, invece, Gemayel sarebbe venuto spesso in Italia per sollecitare presso vecchi notabili democristiani e tra alcuni esponenti della Santa Sede la sponsorizzazione della propria candidatura per tornare alla guida della Repubblica libanese. Nessuno dei testimoni interrogati ha fatto accenno però ad un possibile interesse di Gemayel per l’esilio di Marcello Dell’Utri e/o Amedeo Matacena nel paese dei cedri, anche se gli inquirenti hanno accertato che perlomeno due volte l’ex presidente si è incontrato a cena – unitamente a Vincenzo Speziali – con il co-fondatore di Forza Italia condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. I convivi si sono tenuti nel giugno e nell’ottobre 2013 presso l’abitazione romana di Giuseppe Salvatore Pizza, ex sottosegretario di stato all’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica.

“Dalla documentazione raccolta si è potuto accertare che Amin Gemayel si è recato a Roma: dal 28 febbraio al 4 marzo 2012, allontanandosi nella sola giornata del 3 marzo con un volo Alitalia diretto a Lamezia Terme (in questo giorno il politico libanese è stato ospite dell’imprenditore ed ex senatore del Pdl Vincenzo Speziali; quest’ultimo, fratello di Giuseppe Speziali, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione Acero-Krupy, per concorso esterno in associazione mafiosa)”, riporta l’informativa DIA del 19 aprile 2018. Amin Gemayel soggiornava nuovamente a Roma dal 22 al 25 settembre 2012; dall’11 al 12 luglio 2013 (alle ore 20.30 dell’11 luglio l’ex presidente veniva scortato presso il domicilio di Giuseppe Salvatore Pizza); dal 13 al 15 ottobre 2013 (la sera del 14 ancora una cena presso l’ex sottosegretario Pizza in compagnia di Marcello Dell’Utri); dal 27 al 28 febbraio 2014 (alle ore 20 del 27 febbraio Amin Gemayel veniva scortato presso l’abitazione romana dell’ex parlamentare Dc Emo Danesi, tessera n. 1916 della loggia massonica P2 di Licio Gelli).

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