TAV e mobilità nella città d’arte Firenze, patrimonio dell’Unesco: una questione innanzitutto di metodo e di democrazia

Associazione di volontariato IDRA

Questa la lettera che ieri l’associazione ecologista fiorentina Idra ha trasmesso al sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella e al presidente della Giunta regionale della Toscana Enrico Rossi.
Si parla di conti, indipendenza e trasparenza delle informazioni, dialettica democratica.

Ci piace quindi immaginarla indirizzata anche alla grande stampa cittadina, così solerte nel raccogliere e divulgare le informazioni ricevute dalla cittadinanza quando smentiscono – fonti alla mano – i dati fuorvianti o le utili omissioni di Palazzo.

 

OGGETTO: Progetto AV Nodo di Firenze: suggerimento di ascolto e richiesta di delucidazioni.

Gentile Sindaco,
gentile Presidente,

è stato un appuntamento particolarmente fruttuoso quello, venerdì scorso a “la Feltrinelli” di Firenze, col prof. Marco Ponti e l’ing. Francesco Ramella per la presentazione del loro libro “Trasporti. Conoscere per deliberare”. L’indiscutibile valore e spessore degli ospiti, e gli stimoli offerti alla discussione da Nicola Novelli, direttore dell’Agenzia web “Nove da Firenze”, hanno permesso di raccogliere riflessioni e spunti che l’associazione ecologista promotrice dell’incontro, Idra, volentieri propone all’attenzione vostra, in quanto autorità amministrative cittadina e regionale.
Grazie all’amico cameraman Giancarlo Venturi, che ha provveduto alle riprese e al montaggio dell’appuntamento, già oggi è possibile apprezzare in rete le osservazioni sviluppate dal coordinatore e da uno dei membri del gruppo di studio istituito dal ministero delle Infrastrutture per l’analisi costi-benefici delle opere pubbliche in Italia.
Marco Ponti e Francesco Ramella spiegano perché i conti
– non si possono non fare;
– devono essere più indipendenti e trasparenti possibile;
– devono diventare linguaggio corrente, anche per “informare” il dibattito pubblico, e quindi la dialettica democratica.

Marco Ponti e Francesco Ramella spiegano perché “le scelte politiche devono essere prese sulla base di rigorose analisi tecniche delle conseguenze di tali scelte, analisi che devono essere condotte da esperti che possano esprimere un parere indipendente, analisi che siano accessibili al pubblico in modo trasparente” (dalla prefazione di Carlo Cottarelli).

Ora, sono proprio certi, il presidente Enrico Rossi e il sindaco Dario Nardella a cui qui ci rivolgiamo, che queste due condizioni – indipendenza e trasparenza – siano state soddisfatte? Sono proprio certi che le posizioni assunte in materia TAV appaiano coerenti e credibili?

Facciamo qualche esempio.

Una mega-stazione simbolo, quella progettata dall’architetto Norman Foster sotto terra fra le aree di esondazione dei torrenti Terzolle e Mugnone (l’ultimo episodio, nel 1992), è stata approvata senza essere sottoposta alla valutazione di impatto ambientale e alle osservazioni dei tecnici indipendenti e dei cittadini.
Dopo che la scrivente Associazione Idra ha fatto notare questo dettaglio al presidente Rossi, è stata presa qualche iniziativa per rimediarvi?

A giugno 2016, quando il progetto TAV era stato approvato già da 17 anni, il sindaco di Firenze Dario Nardella proclamava in pubblico convintamente (e convincentemente): “Questo progetto di Alta Velocità, che Ferrovie dello Stato ha voluto fare in tutti i modi, oggi ancor più di ieri e, voglio dire, sempre di più, appare inspiegabile. E’ un grande spreco di denaro pubblico. Perché stiamo parlando di un miliardo e mezzo di euro, per risparmiare due minuti. […] Questa stazione nuova, la Stazione Foster, è destinata a ospitare i treni Alta Velocità. Questo svuota Santa Maria Novella. Ma scusate: sapete quanta gente sale e scende da Santa Maria Novella ogni anno a Firenze? […] Trentasei milioni di persone! Trentasei milioni di persone […] Molti sono cittadini, lavoratori, molti sono anche turisti, perché la fortuna e la bellezza di alcune stazioni italiane […] è che arrivano dentro i centri storici delle città, ed è una cosa grandiosa. […] Se noi eliminiamo queste stazioni, questi porti di approdo nei cuori delle città, ma come possiamo fare un discorso di riqualificazione dei centri, di ripopolamento dei centri cittadini? Diventa contraddittorio, e quindi altera le scelte urbanistiche fatte in questa città da molti anni. […] In più c’è un altro elemento: l’Alta Velocità è stata progettata 20 anni fa […] Le nuove tecnologie oggi, con il controllo digitale dei sistemi di trasporto, consentono di gestire treni di Alta Velocità a tre minuti l’uno dall’altro. […] Viene meno quindi anche l’elemento strategico dell’Alta Velocità, che era quello di far passare sotto terra i treni di Alta Velocità per liberare i binari di superficie a favore del trasporto regionale. Quindi ci sono molti elementi che ci portano a dire che quel progetto è vecchio prima ancora di essere realizzato. […] Insomma è un progetto nato male e che sta andando ancora peggio. Io ho intenzione, insieme al presidente Rossi, di proporre al Governo e a Ferrovie dello Stato, come mi pare anche Ferrovie dello Stato sia disponibile a fare, una modifica […] perché comunque scavare in quel modo sotto Firenze rischia di essere inutile, proprio”.

Oggi, sullo stesso argomento, leggiamo che lo stesso sindaco della stessa città avrebbe dichiarato: “Non c’è bisogno di un’analisi ‘costi benefici’ per completare la Tav di Firenze perché è già stata fatta […]. In Italia le opere pubbliche vanno finite. Dobbiamo smetterla con questo vizio che quando arriva un politico nuovo al governo per principio deve rimettere in discussione tutte le cose fatte dal politico che c’era prima di lui, perché così non si faranno ponti, strade, autostrade, terze corsie, stazioni, ferrovie”. E ancora: “Io sono convinto che il sottoattraversamento si debba fare perché serve prima di tutto ai fiorentini che possono beneficiare di una riduzione del traffico privato, ed anche di treni continui su tutta la rete ferroviaria che va da Rovezzano a Castello, come una vera e propria metropolitana di superficie che si integra con la tramvia. Il sottoattraversamento serve anche a più di un milione di pendolari che da tutta la Toscana, vanno e vengono, dall’area metropolitana”.
Sembrano argomentazioni e conclusioni opposte a quelle del 2016. Ci siamo persi qualche passaggio, signor sindaco? E quando mai si è effettuata per il nodo ferroviario di Firenze una comparazione pubblica fra progetti e strategie trasportistiche diverse e alternative, come sarebbe legittimo attendersi in un normale processo di pianificazione? Men ce mai, per quanto ci risulta, è stata svolta una analisi costi-benefici!

Ci sarebbe gradito un vostro riscontro, magari pubblico, ai quesiti che qui vi poniamo, e un commento alle considerazioni di metodo proposte venerdì scorso dal prof. Ponti e dall’ing. Ramella, consultabili al link esterno di youtube qui sotto:

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