È in libreria “Porto, privilegi & pulici. Marineria, porto, traffici marittimi e Deputazione di Salute a Messina nel Settecento” di Giuseppe Martino

Copertina del libro di Giusepp Martino “Porto, privilegi & pulici. Marineria, porto, traffici marittimi e Deputazione di Salute a Messina nel Settecento”

Messina fino alla Rivolta antispagnola “per i privilegi di cui godette, sembrò svolgere il ruolo di una vera e propria repubblica marinara autonoma nell’ambito del Regno di Sicilia […] I privilegi di cui la città dello Stretto godette le garantirono questa situazione di protagonista della vita politica e commerciale siciliana.

Ma la vivacità commerciale e politica non furono sufficienti a trasformarla in realtà autonoma, come furono Venezia o Genova; essendo stata periferia di un più vasto contesto di dominio – soprattutto della Spagna – non potè mai esercitare una vera sovranità diretta, sia in campo militare che amministrativo, su un territorio vasto. Al contrario quel poco di autonomia economica ed amministrativa fu ottenuta acquistando a caro prezzo, indebitandosi, quei provvedimenti di natura economica, i privilegi, che spesso si rivelarono effimeri, anacronistici, controproducenti e antieconomici.

Messina infatti i suoi privilegi li pagava e in moneta contante; era esente da certi dazi e dal censimento, ma per ottenere le esenzioni pagava forse di più sotto forma di oblazioni volontarie e di donativi particolari. In tempi prosperi o normali tale sistema poteva sopravvivere, in tempi di crisi doveva crollare.

http://www.termegrafica.it/…/la-nostra-terra/144-porto-.html

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