“Lumen” di Nicoletta Irrera: la luce nel buio

   

di Dominga Carrubba

«Per arrivare all’alba non c’e’ altra via che la notte.» (Khalil Gibran)

Dal 19 al 24 settembre nelle sale del Monte di Pietà a Messina rimangono esposte le tele di Nicoletta Irrera, che sembrano riprodurre l’attività elettrica del cuore durante il suo funzionamento, quasi fosse il tracciato di un elettrocardiogramma, come l’artista messinese raffigura in una delle sue opere. Il buio è reso manifesto dall’effetto fotoluminescente dei colori luminor, che dopo essere stati esposti alla luce, se posizionati al buio, riemettono luce.

 E` la luce e il buio che rappresentano l’essere visibile, quella luce adombrata e quel buio rischiarato che possono essere l’effetto riflettente elevato da una lampada, e al tempo stesso le sensazioni tradotte in emozioni, che trasalgono una volta spenta la luce e le tele naufragano nel buio, laddove il vedere è anche incontrare se stessi e riconoscersi, traversando le linee manifeste, tanto da individuare il trait d’union fra il con-finem reale e quello immaginario, dove l’uno è insieme all’altro, rintracciando sulla tavolozza i colori dell’anima e i caratteri del pensiero.

«Il buio non esiste è solo luce spenta». E` l’aforisma dipinto dall’artista a ridosso di un orizzonte che intreccia il mare, di un luogo suggestivo di archetipi che abitano l’inconscio individuale e poi condiviso, seppure in assenza di categorie cataloganti, come potrebbero sembrare i titoli attribuiti ad una tela, di certo indicativi di un’emozione avvertita hic et nunc, ma restrittivi e non rispondenti ai singoli status d’animo che nel tempo si sovrappongono o formano percorsi paralleli, diventando  gli autori autentici dei titoli entro i quali collocare il dipinto, dimora di ricordi e percezioni traslati nei colori e stupori.

«Ciascuno nel guardare attribuisce al quadro il titolo suggerito dall’emozione percepita» – riferisce la pittrice.

Da qui l’attitudine di Nicoletta Irrera a mescolare ciascuna forma dell’arte: la pittura e la narrativa, che rende lettore lo spettatore; la musica dei Carmina Burana che diventa lo scenario per un flash mob insieme alla moda, espressa con la decorazione di abiti valorizzati da un paesaggio delineato dai gesti dell’animo.

 «Il potere che la luna ha sopra le mani è lo stesso che l’adrenalina ha sopra le emozioni».

Questo è un altro degli aforismi che appare da una delle tele, se spenta è la luce e acceso è il buio, di là della luna che l’occhio vede e la mente indaga, che le mani tratteggiano come fossero gli strumenti dei sensi taciuti e poi ritrovati alla ribalta di una luce trasognata.

 

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