L’11 SETTEMBRE E NOI

Peppe Sini

L’11 settembre del colpo di stato in Cile.

L’11 settembre dell’attentato alle torri gemelle.

E quanti altri 11 settembre, quante altre stragi, quante altre dittature.

C’e’ un solo modo per porre fine alle stragi.

C’e’ un solo modo per porre fine alle dittature.

Opporsi al male facendo il bene.

Opporsi alle uccisioni salvando le vite.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

Riconoscere che vi e’ una sola umanita’ composta di persone tutte diverse l’una dall’altra e tutte uguali in dignita’ e diritti.

Riconoscere che il primo diritto e’ non essere uccisi, e che il primo dovere e’ salvare le vite.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’ dalla catastrofe.

*

E’ gia’ tanto breve, tanto amara la vita; non renderla ancora piu’ amara, non renderla ancora piu’ breve.

Quel poco di aiuto, quel tozzo di pane, quel sorso di luce, quella parola buona e quel respiro che ti e’ dato donare, e tu donali.

Alla guerra, al razzismo, al maschilismo, opponiti tu.

Allo schiavismo e all’ecocidio, opponiti tu.

Opponiti tu ad ogni fascismo.

Alla violenza che tutto distrugge opponiti tu con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.

Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’ dalla catastrofe.

 

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”

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