FREE GREEN SICILIA – SOS BENI CULTURALI: SALVIAMO LE PIRAMIDI DELL’ETNA QUALE PATRIMONIO DELL’UMNITA’ E PRIMA CHE SIA TRPPO TARDI

Piramide Etna Sicilia

APPELLO ALLA REGIONE: VINCOLI CON UN DECRETO AD HOC PER TALI ANTICHI E UNICI MONUMENTI IN PIETRA LAVICA

 

Salviamo prima che sia troppo tardi le singolari e tipiche Piramidi dell’Etna, Patrimonio dell’Umanità,  prima che la speculazione e i piani regolatori manipolati li cancellino dalla storia.  Le piramidi di pietra lavica dell’Etna, indagate recentemente anche dall’esperta ’archeologa francese  Antoine Gigal e dalla sua équipe  potrebbero risalire a più di duemila anni addietro. Potrebbero essere state edificate da una tribù originaria della Sicilia orientale, chiamata Shekelesh, vissuta mille anni prima di Cristo, o dai Siculi (III sec. a. C.), altro popolo indigeno della Sicilia orientale, che avrebbero edificato tali piramidi come veri templi sacri dedicati alle loro divinità. Tutte supposizioni che hanno bisogno, come riferito dagli stessi studiosi, di approfondimenti, ricerche, esplorazioni, aspetti che non sono stati permessi loro a causa della ritrosione dei proprietari dei terreni che temono che tale piramidi si trasformino in monumenti con tanto di vincolo di legge.

Proprio per questi aspetti afferma Alfio Lisi Portavoce di Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali – , e per quanto è successo ad altre piramidi scomparse nel nulla a causa della speculazione edilizia e della scarsa sensibilità di inerti e complici amministratori oltre che da opinai regolatori manipolati e falsati, o implose per mancanza di manutenzione e restauro, potrebbero rischiare di fare la stessa fine.

 

Tipiche Piramidi dell’Etna, Patrimonio dell’Umanità

Comunque, e a prescindere dai risultati degli studiosi (che consideriamo attendibili)  sull’origine di tali piramidi, la stessa presenza di tali manufatti di archeologia umana, per la loro storia etnoantropologica, la loro bellezza architettonica e artistica e per la loro testimonianza avente valore di documento ‘vivente’ della civiltà contadina etnea (anche in considerazione dell’imposizione UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità al nostro vulcano ) nel rispetto del Codice dei Beni Culturali e paesaggistici (D.L.vo 42 del 2004 ) abbiamo chiesto formalmente alle autorità competenti (ad iniziare dal Ministero ai Beni Culturali e dalla Regione siciliana per finire alla Sovrintendenza, le quali hanno espresso formalmente il loro interesse ma niente di più tutto si è putroppo fermato a tale dichiarazione) di attivarsi con la massima urgenza per  salvaguardare  tali manufatti e di imporre loro (partendo dal censimento effettuato dall’archeologa francese) un decreto di vincolo di tutela  e conservazione quale patrimonio culturale  nazionale e mondiale, anche se in sé dovrebbero essere considerate già monumenti protetti in forza di legge (artt. 2, 10 e 11 D.L.vo. 42/2004).

 

Alfio Lisi (Portavoce Free Green Sicilia)

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