Beffati i prof di italiano per stranieri: vinto il concorso, zero posti in Sicilia

di Gianluca Rossellini (Corriere del Mezzogiorno)

Messina, il ministero non ha previsto per quest’anno alcun posto sull’isola e pochi in tutta Italia. I sindacati insorgono: «Paradossale corto circuito»

 MESSINA – Parte da Messina e dal resto della Sicilia una protesta decisa contro il Miur per una vicenda paradossale che rischia di penalizzare centinaia di docenti in tutta Italia e ventinove in Sicilia. Difatti, il ministero dopo aver giustamente previsto una nuova classe di concorso la 023- lingua italiana per le persone di lingua straniera e aver fatto svolgere un concorso, non ha previsto per quest’anno alcun posto in Sicilia per questi insegnanti e pochi in tutta Italia.

I docenti siciliani delusi spiegano:«Tra di noi ci sono 28 vincitori più una idonea del concorso a cattedra Miur 2016, della nuova classe di concorso e dopo tanti sacrifici ci troviamo a casa senza nessuna certezza. È poi doveroso sottolineare l’importanza di questa classe di concorso nella nostra isola. La Sicilia quest’anno è stata tra le regioni principali, se non la prima, per accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Inoltre, pur rimanendo la Lombardia la regione con il più alto numero di alunni stranieri, sono le regioni del Sud, tra cui appunto la nostra, a registrare, nell’ultimo decennio, una crescita maggiore nella presenza di bimbi e ragazzi immigrati».

«Proprio i neoarrivati – proseguono gli insegnanti – sono gli studenti che potenzialmente presentano maggiori difficoltà e necessità di attenzioni, supporto linguistico, attività progettuali loro rivolte, di cui peraltro giustamente parla la recente nota ministeriale 2852 del 5 settembre 2016, dove si scrive: “l’organico dell’autonomia potrà facilitare l’apertura pomeridiana delle scuole per attività rivolte agli studenti di cittadinanza o di lingua non italiana attraverso la realizzazione di corsi di alfabetizzazione e perfezionamento nell’uso della nostra lingua”; e poi ancora molte altre possono essere le opportunità da cogliere e le esperienze da realizzare: si pensi a quanto previsto dal comma 32 della Legge 107/2015, relativo ad attività e progetti di orientamento scolastico nonché di accesso al lavoro, che tengano conto anche delle difficoltà e delle problematiche degli studenti di origine straniera». «Nonostante ciò – proseguono i docenti – questo ruolo è stato a noi negato, almeno in Sicilia, poiché nelle tabelle contingente ruolo, emanate dal Ministero in questi giorni, allegate al decreto del 7 settembre, i posti assegnati alla nostra regione sono zero. E trattandosi di classe nuova, non vi sono pensionamenti da attendere, nè assunzioni di personale presente in Gae (graduatorie ad esaurimento) con cui suddividere i posti, in quanto le Gae per questa nuova classe non esistono».

Sul caso intervengono i sindacati e Marcello Pacifico presidente nazionale Anief-Cisal spiega: «Abbiamo un’amministrazione centrale che determina delle norme ma altri uffici dello stesso dicastero che agiscono in senso contrario. L’apice di queste contraddizioni è che al Miur si apprestano a bandire pure il Tfa abilitante per l’A-23. Ma se non esiste l’organico di diritto, non esiste nemmeno quello di fatto, trattandosi di una classe nuova; quindi, in linea teorica, i prossimi abilitati non potranno fare supplenze. E allora perché li abilitiamo?». I docenti siciliani secondo la norma potrebbero essere assunti nell’arco di tre anni, ma visto cosa è accaduto il primo anno sono molto arrabbiati e sottolineano: «In attesa di ricevere delucidazioni da qualcuno, noi possiamo solo dire che, se il problema davvero fosse un corto circuito nella comunicazione tra Ministero e organi periferici che non hanno richiesto i posti, allora ci sono tra le varie contrade siciliane 29 disoccupati in più, vincitori di concorso e una idonea, che si candidano ad offrire lezioni private di italiano ad alcuni connazionali».

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